150 GRUPPI MONDIALI FIRMANO LA CALL TO ACTION FOR DECARBONIZATION

Chiedono ai leader di tutto il mondo misure politiche comuni, per rendere il trasporto marittimo a emissioni zero. La scelta predefinita entro il 2030.

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Enzo Millepiedi
150 GRUPPI MONDIALI FIRMANO LA CALL TO ACTION FOR DECARBONIZATION

Chiedono ai leader di tutto il mondo misure politiche comuni, per rendere il trasporto marittimo a emissioni zero. La scelta predefinita entro il 2030.

In viaggio di avvicinamento verso i negoziati di novembre sul clima, la COP26 di Glasgow si impone, dopo Pechino e New York, una tappa a Copenaghen, dove è stata sottoscritta la Call to Action for Shipping Decarbonization. Sì, perché, dopo la Cina che non finanzia più centrali a carbone e la richiesta all’Organizzazione marittima internazionale (IMO) dell’Onu per l’introduzione di una tassa sul carbonio, è dalla capitale della Danimarca che è arrivata un’altra iniziativa sull’urgenza della decarbonizzazione delle spedizioni internazionali.

Sono ben 150 i big dell’industria dello shipping (spedizioni) e delle organizzazioni del settore, ora, a chiedere un’azione decisa ai governi di tutto il mondo per consentire la piena decarbonizzazione delle spedizioni internazionali entro il 2050. Obiettivo che si può raggiungere, avvertono, solo se per il trasporto marittimo a emissioni zero si raggiungerà la soluzione standard entro il 2030, considerando che le navi trasportano circa l’80% del commercio globale e sono responsabili di circa il 3% delle emissioni globali di gas serra (GHG). E non solo: i firmatari della Call to Action hanno sostenuto che la piena decarbonizzazione è possibile, solo se il settore privato lavorerà in sinergia con i governi di tutto il mondo.

L’autorevolezza e la coralità di questa decisa netta presa di posizione derivano, peraltro, dal fatto che ad impegnarsi ci sono alcuni dei più grandi operatori  dello shipping: AP Moller – Maersk, BHP, BP, BW LPG e Kargil, Carnival Corporation, City, Daewoo Shipbuilding & Marine Engineering, Euronav, GasLog, Hapag-Lloyd, Lloyd’s Register, Mitsui Lines OSK, MSC Mediterranean Shipping Company, Olympic Shipping and Management, Panama Canal Authority, Porto di Rotterdam, Rio Tinto, Shell, Trafigura, Ultranav, Volvo e Yara.

Per concludere, è opportuno ascoltare, a corredo, alcuni tra i firmatari della Call to Action for Shipping Decarbonization, prodotta da una task force multi-stakeholder e convocata dalla Getting to Zero Coalition, una partnership tra il Global Maritime Forum, il World Economic Forum e Friends of Ocean Action.

Jeremy Weir, presidente e CEO di Trafigura: “La decarbonizzazione del trasporto marittimo è sempre più critica e urgente per raggiungere emissioni globali nette pari a zero e i politici hanno un’opportunità storica di accelerare questo processo, introducendo una tassa globale sui combustibili fossili per uso marittimo, per guidare la decarbonizzazione e stimolare gli investimenti in carburanti e navi a emissioni zero”.

Per Jane Fraser, CEO di Citi “è il momento di intensificare le nostre ambizioni e portare le spedizioni, il principale motore del commercio globale, in linea con gli obiettivi di Parigi. E noi, con il sostegno di politiche forti, possiamo accelerare i nostri sforzi congiunti per decarbonizzare l’economia globale”. “Stiamo investendo molto in tecnologie carbon neutral già disponibili. Ma perché questi investimenti diventino la regola, abbiamo bisogno di azioni basate sul mercato, per colmare il divario competitivo tra i combustibili privi di emissioni di oggi e i combustibili a emissioni zero del futuro”, ha puntualizzato Henriette Hallberg Thejesen, CEO di Fleet & Strategic Brands, AP.