L’INQUINAMENTO LUMINOSO CI LASCIA SENZA STELLE

Ancora fortemente sottovalutato, questo tipo di inquinamento ha conseguenze profonde sull’ecosistema.

AMBIENTE
Maria Grazia Ardito
L’INQUINAMENTO LUMINOSO CI LASCIA SENZA STELLE

Ancora fortemente sottovalutato, questo tipo di inquinamento ha conseguenze profonde sull’ecosistema.

Tante volte, è capitato a tutti, abbiamo alzato gli occhi al cielo in cerca delle stelle e li abbiamo riabbassati sconsolati perché non si vedevano. La colpa però non è del cattivo tempo, come spesso abbiamo pensato in modo consolatorio, la colpa è dell’inquinamento luminoso. E si, tutte le luci al neon e simili, puntate in alto verso il cielo, senza nessuna logica, impediscono ai nostri occhi di cogliere la bellezza dell’universo.

Il passaggio dalle lampade a incandescenza alle luci Led sta, addirittura, accelerando l’inquinamento luminoso in Europa. L’Italia risulta tra i Paesi in cui il fenomeno è più acuto. Il fatto risulta più evidente perfino dallo spazio: lo dimostrano le foto scattate dalla stazione spaziale internazionale (ISS) analizzate dai ricercatori dell’Università di Exeter in uno studio pubblicato sulla rivista Sciencie Advances. Sebbene la rivoluzione dell’illuminazione a Led abbia promesso di ridurre il consumo energetico e di migliorare la visione notturna dell’uomo, la ricerca dimostra che le emissioni complessive sono aumentate.

La prima mappa a colori dell’Europa di notte, realizzata dall’ISS, mostra un aumento deciso dell’inquinamento luminoso e che la maggior parte delle cittadine e dei cittadini europei vive sotto un cielo “contaminato” dalla luce. Il quadro che ne risulta non è affatto rassicurante per l’ambiente.

Negli ultimi 20 anni, gli astronauti e le astronaute sulla ISS hanno potuto osservare “l’accresciuta luminosità” delle città durante la notte, in conseguenza dell’introduzione di lampioni più luminosi e più efficienti dal punto di vista energetico.

L’astronauta dell’ESA, Samantha Cristoforetti, durante la sua missione Minerva, ha rilevato che le città brillano più delle stelle. Per valutare l’impatto delle nuove luci a risparmio energetico in Europa, i ricercatori, hanno esaminato le immagini scattate dagli astronauti dal 2012 al 2013 e dal 2014 al 2020. Le fotografie forniscono una gamma maggiore di lunghezze d’onda della luce rispetto alle immagini satellitari.

Dal 2003 la Cristoforetti e gli altri astronauti europei, hanno scattato oltre un milione di foto della terra di notte, con fotocamere digitali – secondo le informazioni dell’Agenzia Satellitare Europea – per dimostrare la vera quantità di inquinamento luminoso.

I ricercatori e le ricercatrici europei, hanno elaborato le immagini e le hanno messe a confronto nel tempo, rilevando un evidente aumento “dell’infezione” da luce nelle aree urbane e, soprattutto, uno spostamento verso emissioni più bianche e blu, portato  delle lampadine a diodi luminosi, o teconologia Led.  Alejandro Sànchez de Miguel, ricercatore presso l’Università di Exter, nel Regno Unito ci spiega che “vista dallo spazio, l’immagine risultante assomiglia alla scansione di un tumore o a una ragnatela fluorescente in continua crescita”.

Lo studio, pubblicato da poco, mostra l’invasività delle luci notturne e il conseguente effetto negativo sull’ambiente. Così, diventa più evidente, il risparmio energetico non è più solo un problema di costi delle bollette, ma occorre la consapevolezza che la luminosità notturna sta alterando il ciclo di esseri umani, animali e piante.

Infatti gli scienziati e le scienziate hanno scoperto che tale inquinamento disturba il ritmo del ciclo circadiano (le nostre cellule contengono piccoli “orologi molecolari che scandiscono il ritmo circadiano nelle 24 ore) giorno-notte degli organismi viventi, con effetti negativi sulla salute delle specie e di interi ecosistemi. Stabiliscono quando siamo affamati e quando abbiamo sonno. La ricerca propone tre principali effetti negativi: la soppressione della melatonina, la risposta fototassica di insetti e pipistrelli, la visibilità delle stelle nel cielo.

Quando accendiamo i lampioni, priviamo il nostro corpo dell’ormone della melatonina e interrompiamo il nostro ritmo naturale del sonno” spiega Sanchez De Miguel.

I ricercatori temono che il fatto di non vedere il cielo notturno possa avere un impatto negativo sulla percezione che le persone sviluppano “della natura e del posto che occupano nell’universo. Paradossalmente, per gli esseri umani, più l’illuminazione è economica ed efficiente, più la loro dipendenza dalla luce cresce. La ricerca, infatti, ipotizza, l’esistenza di un “effetto rebound” nell’illuminazione per esterni, in cui efficienza energetica e conseguente riduzione dei costi, fanno crescere la domanda riducendo così i benefici.

Infine anche la maggior parte degli insetti e degli animali notturni è estremamente sensibile alla luce e questo ha un impatto diretto sulle loro capacità di muoversi e reagire a una fonte di luce, chiamata risposta fototassica, dagli scienziati.

Causa la crisi energetica però, per ora le città europee stanno spegnendo le luci, da Madrid a Parigi, passando per Berlino, centinaia di monumenti ed edifici pubblici non vengono più illuminati di notte. È la risposta alla duplice esigenza di ridurre il consumo di energia del 15% e diminuire le emissioni di CO2, costruendo così le condizioni per una maggiore tutela dell’ambiente e della salute.