A CASA DEL MAESTRO

A Torre del Lago, alla scoperta dei luoghi abitati da Puccini e del restauro appena concluso che ha riguardato la villa-museo costruita a fine Ottocento.

TURISMO
Susanna Bagnoli
A CASA DEL MAESTRO

A Torre del Lago, alla scoperta dei luoghi abitati da Puccini e del restauro appena concluso che ha riguardato la villa-museo costruita a fine Ottocento.

Si entra in punta di piedi nella villa museo del Maestro Giacomo Puccini  a Torre del Lago, in Versilia, con ammirazione e rispetto e anche un po’ immaginando di poterlo scorgere all’opera con la sua musica. Uno splendido complesso con un giardino e poi l’abitazione su due piani, un luogo ricco di suggestione e che ricorda la vita e le opere del grande compositore in ogni stanza. Qui Puccini abitò per oltre venti anni a partire dai primi del ‘900 e qui è sepolto nella cappella di famiglia che si trova proprio dentro l’abitazione. Nella villa sono stati di recente terminati un ciclo di restauri, molto impegnativi, che hanno riguardato gli splendidi pavimenti a mosaico, i tessuti parietali e i serramenti della casa museo. L’esito dei lavori, che hanno riportato alcuni ambienti del piano terreno ai loro antichi splendori, è stato presentato al pubblico alcune settimane fa.

I pavimenti seminati alla veneziana, contemporanei alla costruzione dell’odierno edificio, che risale agli ultimissimi anni del 1800, erano gravemente compromessi dal tempo e dall’umidità, che è sempre stata un grosso problema per la struttura, costruita proprio sulle sponde del lago di Massaciuccoli. A differenza di oggi, in cui tra la villa e il lago si trova la deliziosa piazzetta con i moli per l’attracco dei battelli, all’epoca l’acqua lambiva l’abitazione, che inaugurata nel 1900 per accogliere la famiglia del Maestro, fu infatti edificata su una preesistente torre di guardia che aveva le sue basi direttamente nel lago. Per allontanarla dall’acqua Puccini comprò un pezzo di terreno dai Ginori e lo adattò a giardino, senza tuttavia riuscire ad arginare definitivamente il problema.

Il restauro della pavimentazione ha interessato nello specifico lo studio, la sala attigua e il corridoio d’ingresso della villa. Generalmente ben conservati al centro delle stanze, i pavimenti presentavano invece evidenti segni di degrado lungo le zone perimetrali, maggiormente esposte ai danni dovuti proprio alle infiltrazioni di umidità, ma anche per alcuni interventi fatti in tempi passati con l’intento di arginare il problema ma con risultati non buoni. I tessuti erano in gravissimo stato di conservazione per l’irrigidimento delle fibre e per lo sporco dovuto all’uso del caminetto, al sigaro che era solito fumare il maestro e agli agenti atmosferici, mentre le sete presentavano abrasioni, rotture e grandi lacune. I velluti in seta e fibra vegetale risultavano molto sporchi e indeboliti. Il complesso intervento – su circa 30 metri quadrati in tela di seta e cinque panni di velluto – ha richiesto molti mesi di attento lavoro.

Il percorso di visita comprende entrambi i piani dell’abitazione. Dalla verande esterna, che fu aggiunta alla villa nel 1905 e dove vengono conservati alcuni oggetti della vita quotidiana di Puccini come la macchina fotografica, una cappelliera e testimonianze che raccontano le sue passioni – la caccia, le auto e le barche – si accede allo studio, dove spicca il pianoforte August Förster sul quale Puccini ha composto la maggior parte della sua musica. Lo studio è il luogo centrale dell’abitazione, con gli arredi autentici, dalle poltrone, alla scrivania, alle foto apprese alle pareti e uno strepitoso fregio Art Nouveau con motivi floreali realizzato da Galileo Chini. In una teca è conservata la maschera funebre di gesso bianco del Maestro. Si attraversa poi la sala dei manoscritti – in una vetrina ci sono alcuni biglietti scritti da Puccini mentre si trovava nella clinica di Bruxelles nel 1924 dove fu operato alla gola e dove morì – la stanza della caccia, la cappella di famiglia e la cucina. Al piano superiore si trovano le camere, un secondo studio e un piccolo salotto. Uno scorcio sugli ambienti più intimi e personali abitati da Puccini insieme alla moglie e al figlio.

Siamo veramente orgogliosi del lavoro fatto in questi anni”, racconta il presidente della Fondazione Giovanni Godi. “Dalla costituzione della Fondazione Simonetta Puccini per Giacomo Puccini, abbiamo tenuto fede a tutti gli impegni presi. In meno di due anni abbiamo restaurato l’edificio adiacente la casa museo, dando vita agli uffici, all’archivio e al bellissimo auditorium, inaugurato lo scorso anno e doverosamente intitolato alla nipote del Maestro. Ed ora abbiamo chiuso questo primo ciclo di restauri, voluto già a suo tempo da Simonetta Puccini e, finalmente, realizzato grazie al suo lascito e secondo le sue direttive.”

La Villa è aperta tutti i giorni alle visite, dalle ore 10.00 alle ore 12.40 e dalle ore 15.00 alle 18.20. Per informazioni e prenotazioni 0584 341455 e www.giacomopuccini.it