A CHE PUNTO SIAMO CON L’AGENDA ONU 2030?

Il Rapporto 2021 di ASviS aggiorna sul percorso dell’Italia verso i 17 Obiettivi stabiliti dalle Nazioni Unite che mirano allo sviluppo sostenibile. Complice la pandemia, la situazione è critica, anche rispetto allo scenario europeo.

APPROFONDIMENTO
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Antonella Zisa
A CHE PUNTO SIAMO CON L’AGENDA ONU 2030?

Il Rapporto 2021 di ASviS aggiorna sul percorso dell’Italia verso i 17 Obiettivi stabiliti dalle Nazioni Unite che mirano allo sviluppo sostenibile. Complice la pandemia, la situazione è critica, anche rispetto allo scenario europeo.

Sull’andamento dell’Agenda 2030  si è già espresso a maggio il Segretario Generale delle Nazioni Unite alla luce dell’impatto della pandemia. Un drammatico bilancio quello che emerge nella relazione presentata all’High Level Forum, elaborata sulla base dei dati disponibili al mese di aprile 2021. In sostanza il rischio è di non centrare l’obiettivo della sostenibilità ambientale, economica e sociale in tutti i Paesi Onu entro il 2030.  E guardando in casa nostra, l’ultimo monitoraggio restituisce un quadro sempre critico, insoddisfacente rispetto al confronto con gli altri Paesi dell’Unione Europea.

Con questi termini Alleanza italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) valuta il percorso del Paese verso i 17 Obiettivi e i relativi traguardi Onu, oggi al centro delle politiche della Commissione Europea e nazionali. Seguiamo il sentiero che abbiamo tracciato fin qui attraverso il sesto Rapporto  “L’Italia e gli Obiettivi di sviluppo sostenibile” realizzato da ASviS. L’analisi prende in esame il periodo 2010-2020. Per la misurazione di ogni Obiettivo l’ASviS utilizza il cosiddetto “indicatore composito”, che citiamo più volte, calcolato a partire da indicatori elementari, relativi ai fenomeni che contribuiscono in senso positivo o negativo all’andamento dell’Obiettivo. Secondo gli ultimi dati disponibili siamo sotto la media europea per 10 su 16 compositi analizzati.

Nel decennio miglioriamo in cinque Obiettivi e peggioriamo in altri cinque, ma considerando l’ultimo aggiornamento le cose stanno diversamente, precisano gli autori. Vediamoli in breve, suddivisi secondo l’andamento registrato tra il 2019 e il 2020.
Segnali di miglioramento per tre Obiettivi:

  • Energia pulita e accessibile (n.7). Si conferma il trend positivo registrato per tutto l’arco di tempo considerato. In particolare aumenta di 1,8 punti percentuali la quota di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia.
  • Lotta al cambiamento climatico” (n.13). Nel 2020 si ha un forte miglioramento dovuto al calo di emissioni di gas serra pro-capite pari al 7,0%, grazie all’interruzione delle attività produttive durante il lockdown — viene sottolineato — e non da un effettivo cambiamento nei modelli produttivi. Gli autori annotano anche che il valore percentuale non è “coerente” con l’obiettivo europeo di ridurre le emissioni del 55% entro il 2030.
  • Pace giustizia e istituzioni solide (n.16). Il 2020 è l’anno in cui l’indicatore sul sovraffollamento delle carceri raggiunge il miglior valore della serie storica, pari al 105,5%. Gli autori lo spiegano con le misure messe in atto per limitare il contagio del virus negli istituti di pena. Il lockdown fa registrare un forte calo di omicidi e criminalità predatoria, ma peggiorano del 14,4% le truffe e le frodi informatiche.
    Confronto con i Paesi UE al 2019: il 7 è al di sopra della media europea, il 13 è allineato e il 16 al di sotto.

Tra il 2019 e il 2020 si registra il peggioramento per nove Obiettivi (nel decennio sono cinque). Vediamo i primi tre:

  • Sconfiggere la povertà (n.1). Fino al 2016 l’indicatore composito ha un andamento negativo, poi tende a migliorare. Tuttavia nel 2020 l’indicatore elementare relativo ai livelli di povertà assoluta tocca il valore peggiore della serie storica pari a 9,4%.
  • Salute e benessere (n.3). Fino al 2019 l’andamento generale è positivo. Con la pandemia si riduce la speranza di vita di 0,9 anni, invertendo il trend positivo osservato dal 2010. Aumentano le persone che presentano comportamenti a rischio di fumo e alcol. In controtendenza sale di 11,9 punti percentuali l’indicatore relativo alla copertura vaccinale antinfluenzale degli over 65 anni.
  • Istruzione di qualità (n.4). L’andamento del composito è positivo fino al 2016, poi si stabilizza. Gli effetti deleteri della pandemia si evidenziano soprattutto nelle competenze degli studenti al termine della scuola secondaria di secondo grado. Dai testi Invalsi effettuati nel 2021 si osserva che il 44,0% non raggiunge il livello minimo in italiano, rispetto al 35,0% del 2019 e il 51,0% non raggiunge il livello minimo in matematica, rispetto al 42,0% del 2019.
    Confronto con i Paesi UE: l’1 e il 4 sono al di sotto della media europea, il 3 è allineato.

Proseguiamo con altri tre Obiettivi in peggioramento tra il 2019 e il 2020:

  • Parità di genere (n.5). Fino al 2019 l’andamento complessivo è positivo. Nel 2020 il tasso di occupazione femminile si riduce di 1,1 punti percentuali rispetto a quello maschile di 0,8 punti. Anche la speranza di vita femminile alla nascita presenta una forte riduzione pari a un anno, attestandosi a 84,4 anni.
  • Lavoro dignitoso e crescita economica (n.8). Nel 2020 il Pil pro-capite registra un calo pari a -8,4%. Il tasso di occupazione nella fascia di età 20-64 anni si attesta al 62,6 %, allontanandosi dall’obiettivo europeo del 78% da raggiungere entro il 2030. L’Italia ha il valore più alto in Europa della quota di NEET, ossia di giovani che non studiano, non lavorano e non si formano (15-29 anni).
  • Ridurre le disuguaglianze (n.10). Nel 2020 peggiorano tutti gli indicatori elementari. In particolare, scende di 1,9 punti il tasso di occupazione giovanile (15-29 anni), in modo più marcato rispetto a quello totale che registra un calo di 0,9 punti (15-64 anni).
    Confronto con i Paesi UE al 2019: tutti sono sotto la media europea.

Seguono gli ultimi tre Obiettivi in peggioramento:

  • Città e comunità sostenibili (n.11). Per tutto l’arco di tempo considerato il composito ha un andamento “altalenante”. L’aggiornamento registra il peggioramento dell’offerta del trasporto pubblico (-7,2% dal 2010 al 2019), dell’abusivismo edilizio (+5,4 punti dal 2010 al 2020) e del sovraffollamento delle abitazioni (+4,0 punti dal 2010 al 2019). Nel 2020 viene raggiunto il valore massimo relativo alla quota di persone che si spostano con i mezzi privati per raggiungere il luogo di lavoro.
  • Vita sulla Terra (n.15). Per l’intero periodo considerato l’andamento è negativo. Nel 2020 si tocca il valore peggiore della serie storica relativo al consumo di suolo (7,1%). Il lockdown ha solo temporaneamente allentato l’impatto sugli habitat naturali terrestri.
  • Partnership per gli obiettivi (n.17). Nel complesso registra un andamento negativo nei primi due anni del periodo analizzato: aumenta il debito pubblico rispetto al PIL e si riducono le importazioni dai Paesi in via di sviluppo. Segue un andamento stabile. L’ingente sforzo economico per gestire la pandemia causa un peggioramento.
    Confronto con i Paesi UE al 2019: l’11 e il 17 sono al di sotto, il 15 è allineato.

Nell’ultimo anno preso in esame si registra una sostanziale stabilità nei seguenti tre Obiettivi:

  • Sconfiggere la fame (n.2). L’indicatore composito cresce lentamente fino al 2017, soprattutto grazie all’incremento della quota di superficie agricola adibita alla coltivazione biologica. Poi si stabilizza. Nel 2020 aumenta, ma di poco, la quota di adulti obesi o in sovrappeso. Al contempo migliora l’indicatore relativo alle persone con adeguata alimentazione che passa dal 17,7% del 2019 al 18,8% del 2020. Il settore dell’agricoltura registra un drastico calo di investimenti (-12,2%); in questo ambito fino al 2019 migliora l’uso dei fertilizzanti e aumenta ulteriormente la quota di superficie a coltivazione biologica.
  • Acqua pulita e servizi igienico sanitari (n.6). L’andamento complessivo è negativo dal 2010 al 2018 a causa dello sfruttamento delle risorse idriche e della diminuzione dell’efficienza delle reti idriche. Segue la stabilità. L’ultima analisi evidenzia le criticità nella distribuzione dell’acqua potabile. Soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno dove le persone che lamentano l’irregolarità di erogazione sono il 17,8% rispetto al 9,0 % della media nazionale.
  • Imprese, innovazione e infrastrutture (n.9). L’andamento è in costante crescita fino al 2018. Nel 2020 aumenta di 3,1 punti la percentuale di famiglie servite da una connessione a banda larga e la quota percentuale dei prestiti forniti a famiglie produttrici e società non finanziarie sul PIL. Al contempo peggiora l’indicatore relativo alla quota di persone che utilizza più volte a settimana i mezzi di trasporto pubblici.
    Confronto con i Paesi UE al 2019: il 2 è sopra la media, al di sotto il 6 e il 9.

Per i restanti due Obiettivi non sono disponibili i dati per il 2020, gli andamenti sono divergenti tra loro:

  • Consumo e produzione responsabili (n.12). Per tutto l’arco di tempo considerato l’indicatore composito ha un andamento promettente. L’Italia migliora l’efficienza nell’uso delle risorse. Aumentano gli indici relativi alla raccolta differenziata e alla circolarità della materia. Dal 2013 al 2019 il trend positivo rallenta a causa dell’aumento della produzione di rifiuti urbani pro-capite (+2,5%).
  • Vita sott’acqua (n.14). Dal 2015 al 2018 l’indicatore composito registra un continuo peggioramento a causa dell’aumento dell’attività di pesca e degli stock ittici in sovrasfruttamento. Quest’ultimi raggiungono il 92,7% superando nettamente il livello registrato nel Nord-Est dell’Atlantico (43,1%). Aumenta costantemente la pressione antropica sulle risorse ittiche (+44,4%). Nel 2019 la quota di aree marine protette si ferma all’1,7%, ben lontana dall’obiettivo del 30% previsto entro il 2030 dalla Strategia europea per la biodiversità.
    Confronto con i Paesi dell’UE al 2019: il 12 è sopra la media europea, per il 14 non è stato possibile fare il confronto per mancanza di dati.

I presidenti di ASviS Marcella Manin e Pierluigi Stefanini: “I dati illustrati nel Rapporto mostrano come la situazione del nostro Paese sia critica. Se non interverranno cambi di passo decisi, l’Italia non conseguirà gli Obiettivi dell’Agenda 2030 nei tempi concordati in sede Onu, con conseguenze gravi”. Non solo allarmi però, perché l’ASviS esprime fiducia e ottimismo verso la leadership europea e il Governo italiano. Ma soprattutto avanza proposte concrete su cui converrà approfondire, perché restano tante le sfide da affrontare fondamentali per il Paese: dal clima all’ambiente, dalla condizione economica all’ occupazione, dai giovani al funzionamento delle società.