A CHIANCIANO TERME FRA ACQUE DELLA SALUTE E STORIA

Dalla remise en forme post Covid alla scoperta di misteri etruschi, borghi rinascimentali e grandi vini. Le “terme preferite” dall’Imperatore Augusto. Insieme oltre il Covid.

TURISMO
Gloria Ciabattoni
A CHIANCIANO TERME FRA ACQUE DELLA SALUTE E STORIA

Dalla remise en forme post Covid alla scoperta di misteri etruschi, borghi rinascimentali e grandi vini. Le “terme preferite” dall’Imperatore Augusto. Insieme oltre il Covid.

Quando a Chianciano Terme ci si immerge nelle acque tiepide delle Piscine Termali Theia provenienti dalla sorgente Sillene, (quattro esterne e tre interne, collegate tra loro per 900 mq), ci troviamo in un mondo liquido che invita al divertimento, con giochi d’acqua, idromassaggi con lettini, “colli di cigno” per i getti d’acqua cervicali, sedute, e tanto altro.

Lettini, sdrai, ombrelloni, ogni comfort nel pieno rispetto delle normative anti covid-19, e un bar dove gustare apericena: tutto sembra nato proprio per noi figli del terzo millennio, e invece… Invece già il nome Theia, “colei che splende fin lontano”, madre di Selene nella mitologia etrusca, ci indica che in questa terra senese le acque della salute scorrono da tempi immemorabili. Da quelli degli Etruschi, seguiti poi dai Romani: Orazio cita Chianciano come le terme preferite dall’imperatore Augusto. E così via ne secoli, sempre con l’acqua che sgorga in Val di Chiana come linfa vitale che attraversa i millenni. Fino a noi, che oggi scopriamo sempre nuove proprietà in queste acque, molto utili per il follow up del post covid, tanto che un pool di medici si sono impegnati nella campagna con la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli, “Insieme oltre il Covid”. Insorgono infatti problemi che persistono dopo l’infezione, come la stanchezza, la perdita del gusto e dell’olfatto, calo di memoria e di concentrazione, mal di testa, difficoltà nel sonno, sintomi neurologici tipo ansia o stress, disturbi gastrointestinali, dolori muscolari.

Se ne è parlato a Chianciano Terme in un incontro tra i medici del Policlinico Gemelli di Roma, della Simfer e dello stabilimento termale Sillene. “La riabilitazione termale nel post covid può contribuire al benessere generale attraverso un’alimentazione sana” ha precisato, nell’incontro di Chianciano, il prof. Antonio Gasbarrini Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Medicina Interna e Gastroenterologia al Policlinico Agostino Gemelli di Roma, Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche e Professore di Medicina Interna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Concetto ribadito dal prof. Francesco Landi Direttore Uoc di Medicina Interna Geriatrica Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – Nuovo Day hospital Post Covid. “Un rilancio del settore termale nella riabilitazione attraverso anche corsi di specializzazione sul termalismo sanitario” ha auspicato il Prof. Pietro Fiore, Simfer, ordinario di medicina fisica e riabilitativa Università degli Studi di Foggia, Direttore Uoc riabilitazione Neurologica 1 e ICS Maugeri IRCCS Bari. Affermano poi i dott. Gianpiero Cozzi Lepri la dott.ssa Silvia Barrucco, medici termali dello Stabilimento Sillene di Chianciano, che per i sintomi del Log Covid legati ai dolori osteo-artro-muscolari è molto utile l’idrokinesiterapia, che utilizza l’acqua termale Sillene per attivare i processi metabolici, migliorare i movimenti muscolari e ridurre il dolore.

Per i disturbi del sistema gastroenterico, le cure idropiniche come dell’Acqua Santa e dell’Acqua Fucoli sono ottime detox per fegato e intestino, e per i problemi respiratori sono indicate le cure inalatorie con l’acqua Termale Santissima. A chiudere l’incontro il Sindaco di Chianciano Terme Andrea Marchetti che ha parlato del progetto di riconversione alberghiera, dell’ospitalità legata al mondo sportivo e della necessità di un network con gli altri borghi toscani della Val di Chiana e Val D’Orcia.

E proprio in questa direzione si muove il proposito di abbinare i benefici delle acque termali (anche nella convalescenza post-covid) a una vacanza. Infatti a ridosso di Chianciano terme si snoda un territorio unico, tra la Val di Chiana e Val D’Orcia. La possiamo immaginare terra di antiche arcane presenze, ma non fantasmi ostili, piuttosto anfitrioni con storie da raccontare, luoghi da mostrare, sapori da fare assaggiare. Insomma la vita degli etruschi. Eccola lì, raccontata nel Museo Civico Archeologico delle Acque di Chianciano Terme. L’ambiente è suggestivo, un ex granaio ottocentesco dalle grandi volte: ecco reperti, immagini, video, e la ricostruzione di un banchetto etrusco, ecco oggetti, armi, canopi (sono oltre 100) e infine la leggiadra immagine di lei, la splendida Thesan, la dea dell’Aurora, che decorava il tempio nei pressi della sorgente di Fucoli (II sec. A.C.), dove fu ritrovata nel 1986: sembra una fanciulla al risveglio, avvolta di veli, e non a caso è diventata il simbolo del Museo. Si esce dal Museo con la sensazione di un viaggio in un mondo parallelo, non troppo lontano. Sensazione che perdura visitando la “Tomba della Quadriga Infernale”, a Sarteano (www.sarteanoliving.it), nella necropoli delle Pianacce, dove fu scoperta nel 2003. Si entra in quello che potrebbe essere l’ingresso degli Inferi, e si rimane affascinati dalle pitture: due leoni e due grifoni trainano un carro condotto dal demone Charun, per portare il defunto nell’aldilà. Poi c’è l’effigie di un serpente a tre teste. In un sarcofago è raffigurato il defunto.

E su una parete il ritratto di due uomini vicini che si guardano sorridendo (padre e figlio? Due amanti) sono immagini di pura bellezza, rafforzate dai colori, rosso e nero. La ricostruzione della tomba, insieme a reperti di altre necropoli etrusche del territorio dal IX al I sec. a. C, si trova al Museo Civico Archeologico di Sarteano, nel cinquecentesco Palazzo Gabrielli. Di nuovi scavi e di potenzialità del network con Chianciano Terme parla il sindaco Francesco Landi: Sarteano è una “piccola Pienza”, qui è nato uno dei nipoti di papa Pio II, Francesco Tedeschini Piccolomini, divenuto Papa Pio III: in quella casa oggi è stato ricavato un albergo di sole tre suite, inaugurato il 5 dicembre 2021. A Sarteano, da vedere anche le numerose chiese, lo splendido teatro settecentesco, il Museo “Presepi dal Mondo” e la sala d’Arte Beccafumi nell’ex chiesa di San Martino, con 30 pezzi di arte sacra. Torniamo sulle tracce degli etruschi spostandoci a San Casciano dei Bagni agli scavi del “Bagno Grande” con una guida d’eccezione, l’archeologo Emanuele Mariotti, direttore degli scavi intrapresi nel 2020. Ecco una grande vasca, ecco colonne mozze affiorate dalla notte dei tempi, ma non solo: sono venute alla luce decorazioni nella piscina come le orme scolpite di fedeli e animali, e orecchie dedicate alla divinità perché ascoltasse le preghiere, e un bassorilievo raffigurante un toro, e un altare dedicato ad Apollo. Stupefacente la quantità di monete antiche ritrovate (circa 2.500), di immagini votive, di bronzetti come il putto rinvenuto nell’agosto 2021, probabilmente un oggetto votivo. Nel V° secolo il santuario venne dismesso e colonne e altari adagiati a chiuderlo.

Per aggiornamenti si può seguire su fb il Gruppo Archeologico Eutyche Avidiena. Lasciamo gli etruschi ma restiamo nel passato, anche se più recente: Pienza ci porta nel Rinascimento coi suoi edifici voluti da Papa Pio II (Palazzo Piccolomini, il Municipio, il Duomo) per farne la “Città ideale”. Sulle strade antiche oggi si affacciano negozi di artigianato, tantissimi di specialità alimentare, in primis il famoso Pecorino di Pienza. Solo 15 chilometri ed ecco Montepulciano fra Val di Chiana e Val d’Orcia. Anche a Montepulciano le antiche botteghe di artigianato sono una tentazione gradevole per chi ama lo shopping, e famose sono le sue cantine storiche. In centro, la cantina De’ Ricci (www.deiricci.it) è nota come “ La cattedrale” e qui prenotando si degustano i vini accompagnati dagli ottimi salumi locali. La famiglia Ricci nasce nel 1150, oggi l’azienda vinicola è proprietà della famiglia Trabalzi, come la Cantina storica, che custodisce migliaia di ettolitri di Vino Nobile di Montepulciano, ma anche opere d’arte. Poco più di 36 chilometri di distanza ci separano da Montalcino patria del Brunello. Da degustare nella Tenuta Col D’Orcia del Conte Francesco Marone Cinzano. La Tenuta risale al 1890 e dal 2010 è l’azienda biologica più grande della Toscana, che ha dato – e dà- vita a vini prestigiosi vincitori di numerosi premi (la prima medaglia d’oro è del 1975), ed oggi guarda avanti all’insegna dell’ecosostenibilità. Pollaio, orto, frutteto, capre agnelli, api e molto altro si trovano in questa tenuta che produce anche olio d’oliva, miele, birra e perfino un sigaro toscano, Orciolo. Prodotti che si possono gustare su prenotazioni, insieme ai grandi vini qui prodotti.

Prima di lasciare la Val d’Orcia, patrimonio Unesco dal 2004, ne ammiriamo il paesaggio intatto, coi cipressi, i vigneti, i campi di grano, i casolari, chiese e castelli. E altro ancora…Un fantasma del passato ci dà un saluto, è Massimo Decimo Meridio. Scene all’inizio e alla fine del film “Il Gladiatore” sono state girate qui, fra quelle strade di campagna lunghe fiancheggiate da cipressi. Che, immoti nel tempo, ci regalano un ultimo ricordo di un luogo magico.

Riferimenti
www.termechianciano.it
www.piscinetermalitheia.it
www.museoetrusco.it
www.museisenesi.org
www.sancascianoliving.it
www.coldorcia.it
www.comune.pienza.siena.it
www.comune.montepulciano.si.it
www. braditoscani.it
A Chianciano Terme: Grand Hotel Admiral Palace, 4 stelle
Per prodotti locali e spuntini: “Bradi Toscani” Food / Wine”