A CIVITACAMPOMARANO VA IN SCENA IL CVTÀ STREET FEST

In un borgo molisano si combatte lo spopolamento diventando un museo a cielo aperto grazie ai murales.

TURISMO
Francesca Franceschi
A CIVITACAMPOMARANO VA IN SCENA IL CVTÀ STREET FEST

In un borgo molisano si combatte lo spopolamento diventando un museo a cielo aperto grazie ai murales.

Nel linguaggio dei social si usa ormai da tempo, in quello comune sta diventando una prassi. La parola “Instagrammabile” che, per la lingua italiana non significa assolutamente niente, è diventata sempre più usata tra i giovani che conoscono meglio di chiunque il mondo dei social network. Sinonimo di? Non c’è un aggettivo appropriato ma, forse, il significato più consono lo si ritrova nel “catturare qualcosa di bello per poi condividerlo su un determinato social”. In Toscana si usa questo aggettivo quando, partendo dalla provincia di Pisa, decidiamo di spingerci nella campagna pecciolese per visitare Ghizzano, un borgo che fino a pochi anni fa era poco meno di una strada di campagna isolata. Oggi flussi di turisti, visitatori e stranieri lo prendono, specie in questo periodo dell’anno, d’assalto perché l’antica via di Mezzo ha strizzato l’occhio all’arte moderna e ai colori vivaci. Merito dell’intuizione e dell’investimento del Comune di Peccioli che ha saputo trasformare un borgo, quasi fatiscente, nella patria del colore, della vivacità e degli artisti internazioanli David Tremlett, Patrick Tuttofuoco e Alicja Kwede. Un sogno ad occhi aperti e tutte le gradazioni del verde e del blu attirano fotografi da tutta Italia ed Europa per catturare un’esplosione artistica a cielo aperto.

La stessa cosa è accaduta in un’altra regione italiana, in Molise e precisamente a Civitacampomarano, un piccolo borgo a circa 40 chilometri dal capoluogo Campobasso, il paese è letteralmente rinato grazie alla street-art e ai murales. E dal 23 al 26 giugno i muri di questo borgo, che ha rischiato di diventare un paese-fantasma torneranno a ospitare le opere dei più famosi street artist internazionali in occasione della settima edizione del Cvtà Street Fest ideato nel 2014 e diretto dalla romana Alice Pasquini.

Come tutti gli anni, del resto, i segni delle storie che gli artisti lasceranno sui muri di Civita si intrecceranno con le tradizioni locali. Ma mai come quest’anno, le tracce di una storia collettiva arricchiranno questa galleria d’arte su strada che coinvolgerà ancora una volta, migliaia di visitatori portando inevitabilmente entrare per la piccola comunità di poco meno di 400 anime.

Ed ecco che quello che per l’immaginario collettivo ormai si chiama “il borgo dei murales” (o ancora “il borgo instagrammabile”) è diventato l’emblema del coraggio e della ripartenza perché proprio quando si è trovato ad un passo dal vero e proprio spopolamento, grazie alla giusta intuizione, è riuscito a rialzarsi attirando turisti da tutto lo Stivale che oggi arrivano in Molise per ammirare gli splendidi murales disegnati sui vecchi edifici abbandonati.

L’intuizione giusta al momento giusto verrebbe da dire. Quella che ha avuto Pasquini che è riuscita a cambiare un destino quasi segnato per il piccolo borgo che nei prossimi giorni si farà trovare pronto per accogliere la settima edizione e i tantissimi turisti che arriveranno in Molise per godere delle opere di Cinta Vidal, Daku e Icy and Sot, Akut, Ememem e Keya Tama. C’è chi la chiama rinascita, chi resilienza e chi, invece, segue un’idea, la trasforma in progetto e le dà le gambe per viaggiare a testa alta da sola.