A GENOVA IN AZIONE SALE OPERATORIE ROBOTIZZATE

Dopo Mako, l’ospedale Galliera di Genova ha adottato anche “Da Vinci”, il robot-chirurgo preciso e delicato. La chirurgia mininvasiva di precisione che può essere applicata a diverse tipologie di intervento.

SALUTE
Enzo Millepiedi
A GENOVA IN AZIONE SALE OPERATORIE ROBOTIZZATE

Dopo Mako, l’ospedale Galliera di Genova ha adottato anche “Da Vinci”, il robot-chirurgo preciso e delicato. La chirurgia mininvasiva di precisione che può essere applicata a diverse tipologie di intervento.

C’è un importante ospedale, a Genova, che sta costruendo il suo futuro con una decisa scelta robotica.  Il Galliera che, dopo Mako, il robot che fa da assistente al chirurgo aumentandone la precisione negli interventi di protesi al ginocchio e all’anca, mette in campo Da Vinci, il più evoluto sistema robotico per la chirurgia mininvasiva. Con caratteristiche polivalenti che possono essere applicate a tutti gli interventi chirurgici, dalla chirurgia generale all’urologia, dalla alla ginecologia alla chirurgia toracica.

La robotica applicata si allarga dunque dall’ortopedia, ma anche a diverse delicate e soprattutto complesse operazioni. Va tenuto presente che sono state e sono le competenze presenti e le metodologie sviluppate dopo l’allestimento di un blocco operatorio ad alta tecnologia con due sale integrate, inaugurato a luglio del 2020, a porre l’ospedale Galliera in grado e all’altezza di poter sviluppare una tecnologia di questo tipo.

È lo stesso direttore generale dell’ospedale Galliera Adriano Lagostena a spiegare questa decisa svolta dell’innovazione sanitaria: “La chirurgia robotica nasce con l’intento di ovviare alle limitazioni della chirurgia laparoscopica – che limita a una visione piatta bidimensionale, a movimenti paradossi degli strumenti, a posizioni innaturali del chirurgo, alla dissociazione fra controllo degli strumenti e visione, alla impossibilità di effettuare micro suture”. I vantaggi? “Mantenuti gli aspetti positivi della chirurgia tradizionale pur d’avanguardia consente di avere ridotte perdite di sangue, minor dolore postoperatorio, precoce ripresa delle funzioni organiche, diminuzione delle infezioni chirurgiche, riduzione della degenza ospedaliera e della successiva convalescenza, precoce recupero lavorativo”.

Elementi che costituiscono, nell’evoluzione costante della medicina e della chirurgia nel loro insieme, il valore aggiunto della chirurgia mininvasiva rispetto alla chirurgia tradizionale.

Come funziona il sistema Da Vinci? È composto di quattro bracci robotici e tre di essi sono gli strumenti che mantengono oggetti come bisturi, forbici, bovie o strumenti di elettrocauterizzazione. Il quarto braccio invece sostiene una telecamera con due lenti che consente al chirurgo una completa visione in stereoscopia dalla console. Il chirurgo, sta fisicamente lontano dal campo operatorio. È seduto a una postazione dotata di monitor e comandi, guarda attraverso due mirini il campo operatorio che viene proiettato tridimensionalmente con immagini ferme e ad altissima risoluzione, mentre manovra i bracci del robot con due pedali e due controlli manuali collegati agli strumenti endoscopici, che vengono introdotti attraverso piccole incisioni. Il Da Vinci ha una scala di precisione dei movimenti che permettono di poter eseguire l’intervento chirurgico non solo con estrema precisione ma anche con estrema delicatezza.

Entrando nello specifico si viene a sapere che la specialità chirurgica sicuramente più coinvolta in tal senso  in Italia è la chirurgia urologica. Lo conferma dott. Carlo Introini, direttore della Struttura Complessa di Urologia dell’Ente ospedaliero: “Grazie alla prostatectomia radicale, l’adozione del robot è stata rapidissima e la robotica si avvia a diventare il gold standard per questa patologia”. La sintesi la fa Ilaria Cavo, assessora alle Politiche sociali della Regione Liguria: “La Camera operatoria robotizzata consente l’utilizzo combinato dei Big Data e dell’Intelligenza Artificiale che si valorizza però attraverso professionisti capaci e competenti”. E assicura: “L’obiettivo non è di sostituire il medico, ma di affiancarlo

D’altronde il produttore ha chiamato “Da Vinci” il proprio sistema, in parte perché gli studi sull’anatomia umana si devono al genio di Leonardo da Vinci e possono essere comunque considerati alla base della progettazione del primo robot conosciuto della Storia.

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