A Palermo tre giorni dedicati alla biodiversità

Il 22 maggio si festeggia la giornata mondiale della biodiversità, in concomitanza con questo evento e nei due giorni precedenti grazie al National Biodiversity Future Center.

INIZIATIVE
Domenico Aloia
A Palermo tre giorni dedicati alla biodiversità

Il 22 maggio si festeggia la giornata mondiale della biodiversità, in concomitanza con questo evento e nei due giorni precedenti grazie al National Biodiversity Future Center.

Studiare, tutelare e conservare e ripristinare la biodiversità nel solco di un approccio multidisciplinare di salute globale o one health è l’ obiettivo del National Biodiversity Future Center, centro di ricerca nato a Palermo nel 2020, quale esempio di collaborazione scientifica tra enti universitari, istituti di ricerca e imprese impegnate nello studio e nella promozione della diversità biologica. Il centro che ha la sede principale o hub a Palermo è coordinato dal CNR e finanziato dal Piano di Ripresa e Resilienza con 320 milioni di euro.

La sua diffusione capillare nel territorio è favorita grazie coinvolgimento di numerose istituzioni universitarie, tra le quali, la Sapienza di Roma, Statale di Milano, Padova, Bologna Firenze, Siena, Politecnico delle Marche, ecc, istituti di ricerca quali CNR, Cineca, Corila, Fondazione Edmund Mach di San Michele all’ Adige, Istituto Italiano di Tecnologia, Università Campus Biomedico di Roma, ecc, Imprese, Aboca, Novamont, ENI, ENEL, ecc.

La mission prevede il miglioramento della salute planetaria attraverso il monitoraggio, la conservazione, il ripristino e la valorizzazione della biodiversità in linea con gli obiettivi della Strategia Europea per la biodiversità al 2030.

Per raggiungere gli obiettivi è previsto oltre al ricorso alle conoscenze scientifiche anche a tecnologie digitali che possano provvedere a creare documentazione e linee guida per strategie gestionali sulla biodiversità italiana e stimolare il settore privato a sviluppare nuovi programmi per l’ analisi dei dati.

Quattro grandi aree di studio

Il centro studia la biodiversità attraverso quattro grandi aree, terra, mare, ambienti urbanizzati e salute, comunicazione e impatto all’ interno di ogni uno dei quali si innestano 2 missioni o spoke.

La prima e la seconda missione, studiano l’ ecosistema marino e sono coordinate dalla Professoressa Simona Fraschetti, ordinaria di Ecologia dell’ Università Federico II di Napoli e docente di ecologia fondamentale e marine Ecology, MariaChiara Chiantore, docente di ecologia dell’ Università degli Studi di Genova e Gian Marco Luna Direttore del CNR IRBIM.

biodiversità

La terza e la quarta missione hanno come filo conduttore la terra e a coordinarle sono il Professor Francesco Frati Entomologo dell’ Università di Siena e la Prof.ssa Lorena Rebecchi dell’ Università di Modena e Reggio Emilia.

In particolare si occupano di attività di studio della biodiversità degli ambienti terrestri e delle acque dolci e di Citizen Science. La quarta missione è coordinata da Carlo Calfapietra Direttore dell’ Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri del CNR e dalla Prof.ssa Donatella Spano, ordinaria dell’ Università di Sassari, qui è inserito l’hub sulle Nature Based Solution.

Le missioni cinque e sei si occupano di biodiversità urbana e salute e sono coordinati da Massimo Labra, ordinario di botanica presso l’ Università Bicocca e da Maria Chiara Pastore del Dipartimento di Architettura e studi urbani del Politecnico di Milano, Gloria Bertoli ricercatrice CNR e Hellas Cena dell’ Università di Pavia.

In particolare nella quinta è prevista la mappatura della biodiversità urbana e dei piani del verde in collaborazione con le amministrazione e con i cittadini. La missione sei si occupa delle possibili fonti ambientali alle quali tutti noi siamo esposti fin dalla nascita, ma anche di molecole bioattive, di nutraceutica, di molecole impiegate nel trattamento di rifiuti e inquinanti, ecc.

Le missioni sette e otto interessano comunicazione e impatto e sono coordinate da Isabella Saggio genetista della Sapienza,  Telmo Pievani, Maria Carmela e Giuseppe Gigli. In particolare al suo interno sono previsti due percorsi sulla comunicazione della scienza e sulla formazione della figura dell’ One Health Analyst.

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Il Centro Nazionale a Palermo da vita  al forum nazionale sulla biodiversità

In avvicinamento alla giornata internazionale per la diversità biologica (22 maggio) il Centro Nazionale per la Biodiversità, in ottemperanza al raggiungimento degli obiettivi previsti Strategia per la Biodiversità al 2030 dell’Unione Europea quale consuntivo delle attività sin qui svolte e per l’ approfondimento delle tematiche legate alla diversità biologica, organizza a Palermo una tre giorni, dal 20 al 22 maggio il forum nazionale sulla biodiversità.

Le diverse sessioni nelle quali si articola il convegno scientifico saranno coordinate dai responsabili delle  missioni nelle quali si articola il Centro per la Biodiversità. La prima sessione coordinata dalla Prof.ssa Simona Fraschetti analizzerà lo stato dell’ arte del settore in particolare della legge sul ripristino e la conservazione della biodiversità, nella seconda guidata dalla Prof.ssa Lorena Rebecchi si indagheranno quelle che sono le minacce tra le quali  le specie aliene invasive in particolare insetti e il granchio blu. È necessario evitare la perdita di biodiversità, per questo la seconda giornata sarà dedicata al ripristino degli ecosistemi marini e del capitale naturale ma anche all’ impiego di tecnologie innovative per il monitoraggio, quali Deep Tech, robotica marina, telerilevamento.

Valorizzare la biodiversità è il tema della tavola rotonda della seconda giornata moderata dalla Prof.ssa Hellas Cena, in occasione della quale si parlerà di piante per il ripristino di ecosistemi degradati, del microbiota, e di bioprospezione.

Altri temi che verranno trattati sono la Planetary Health, la Nature Based Solutions, le piattaforme della biodiversità, citizen science, mentre in occasione della giornata mondiale della biodiversità in programma il 22 sarà presentato il primo rapporto annuale sullo stato della biodiversità in Italia.

È necessario connettere coloro i quali si occupano di biodiversità con le imprese con l’ obiettivo di fare da tramite tra la comunità scientifica, le amministrazioni e i professionisti del settore. Questi aspetti verranno trattati nella giornata conclusiva, il 22, quando verrà presentato Gateway progetto incentrato sulla connessione tra i diversi attori di cui sopra, promossa da Università degli Studi di Palermo, Arpa e CNR che avrà sede nel capoluogo siciliano.