A RISCHIO IL BENESSERE PSICOFISICO DEI LAVORATORI

Uno studio condotto sullo stato di salute dei dipendenti durante la pandemia mette in luce un preoccupante peggioramento delle condizioni fisiche e mentali. Per migliorare basterebbero alcuni investimenti nel campo del welfare aziendale.

SALUTE
Cristina Nati
A RISCHIO IL BENESSERE PSICOFISICO DEI LAVORATORI

Uno studio condotto sullo stato di salute dei dipendenti durante la pandemia mette in luce un preoccupante peggioramento delle condizioni fisiche e mentali. Per migliorare basterebbero alcuni investimenti nel campo del welfare aziendale.

La salute dei lavoratori non va niente bene. A causa della pandemia, secondo una ricerca condotta da Sodexo su quasi 5mila dipendenti in 8 nazioni (tra cui 622 italiani) si assiste a un preoccupante peggioramento del benessere psicofisico dei dipendenti a livello globale e italiano: ansia (+86%), stress post-traumatico (+51%), aumento di peso (+20 kg per il 10% degli adulti) e burnout (+44%) sono solo alcune delle problematiche che stanno colpendo i dipendenti: tra i più colpiti la cosiddetta Generazione Z (46%) e Generazione X (33%). È emerso inoltre che il 37% non ha fatto nulla per migliorare la propria salute mentale, il 75% ha ammesso che questi problemi hanno influenzato negativamente la produttività e, ancora, l’81% ha dichiarato che dovrebbe essere responsabilità dell’azienda farsi carico di soluzioni per migliorare il benessere psicofisico.

La graduale ripartenza, grazie alla campagna vaccinale e complice l’arrivo della bella stagione, porterà sempre più dipendenti a tornare in ufficio, ritrovando grazie alle riaperture la tanto agognata socialità con i propri colleghi, ma anche con amici e famigliari. Gli effetti della pandemia, però, continuano a essere ancora ingenti dal punto di vista psicofisico per i lavoratori di tutto il mondo: da una recente ricerca di Mental Health Index è infatti emerso come i dipendenti di età compresa tra i 40 e i 59 anni abbiano sofferto di un declino cognitivo negli ultimi mesi con un aumento di casi di stress post-traumatico del 51% rispetto a gennaio. E ancora, l’ansia generale è diventata dell’86% più alta rispetto al pre-pandemia mescolando sensazioni di paura (12%) e panico (9%). Una nitida fotografia delle tematiche legate alla fase della ripartenza arriva da una ricerca condotta da Sodexo in partnership con Harris Interactive su quasi 5mila dipendenti in 8 nazioni, tra cui l’Italia: basti pensare che il 37% dei dipendenti non ha fatto nulla per migliorare la propria salute mentale e il 75% ha ammesso che questi problemi hanno influenzato negativamente la produttività. E ancora, l’81% ha dichiarato che dovrebbe essere responsabilità dell’azienda farsi carico di soluzioni per migliorare il benessere psicofisico. Per Sodexo Benefits & Rewards Italia questi dati sono un utile spunto di riflessione per studiare e promuovere sempre più strumenti integrabili in ambito welfare, ideali per migliorare la salute psicofisica e la produttività: i più desiderati dai dipendenti sono la possibilità di pranzare coi colleghi (59%), i programmi di benessere (59%), i welfare benefit (57%), i progetti di supporto mentale (55%) e lo smart working (55%).

Ma qual è la situazione per i lavoratori nel Bel Paese? Lo scenario purtroppo è negativo. Dall’indagine condotta da Sodexo in partnership con Harris Interactive su un campione nazionale di oltre 600 dipendenti italiani, è infatti emerso come il 71% abbia ammesso di aver provato un senso di incertezza generale verso il futuro e addirittura il 76% di aver trascurato la propria salute fisica, compiendo meno esercizi rispetto all’inizio della pandemia. Ma non è tutto, perché l’85% ha dichiarato che la propria condizione di stress psico-fisico abbia avuto un concreto impatto sulla produttività lavorativa e il 79% ritiene che sia compito dell’azienda provvedere alla salute mentale dei dipendenti.

Quali sono però i consigli per supportare dipendenti e familiari in questa situazione di ripartenza? Secondo gli esperti di questa ricerca un utile supporto per le aziende, che desiderino intervenire a sostegno dei propri lavoratori, può arrivare dagli investimenti nel campo del welfare aziendale. Non è infatti necessario organizzare complessi progetti bastano dei semplici ed efficaci benefit, immediatamente disponibili per aziende di ogni dimensione e anche per le singole P. IVA, così da poter contribuire a un miglioramento. Ad esempio con il buono pasto, utile per far riscoprire il piacere della socialità e del pranzo con i colleghi, e il buono acquisto, ancor più conveniente grazie alla conferma anche per il 2021 del raddoppio del tetto di esenzione fiscale a oltre 516€ per dipendente. “Preservare la salute fisica e mentale di dipendenti e famiglie deve essere un focus principale delle aziende in questa fase di ripartenza effettiva. Mai come adesso, infatti, è importante sostenere il loro benessere – spiega il team di esperti Sodexo – e per accompagnarli in questo graduale percorso alla normalità un valido aiuto può arrivare da strumenti welfare ad hoc come ad esempio un buono acquisto multicanale che consente di decidere in piena libertà dove effettuare degli acquisti o il buono pasto, ideale per uscire a pranzo coi colleghi e tornare alla vita sociale”. Piccoli aiuti ma efficaci per tornare speriamo presto ad una diversa, ma più consapevole normalità.