A SCUOLA DI GENTILEZZA PER UNA TERAPIA PIÙ EFFICACE

All’ospedale pediatrico Meyer di Firenze nasce il primo Master sulla Gentilezza, percorso professionalizzante post laurea per gli operatori sanitari in contatto quotidiano nei contesti di cura.

SALUTE
Susanna Bagnoli
A SCUOLA DI GENTILEZZA PER UNA TERAPIA PIÙ EFFICACE

All’ospedale pediatrico Meyer di Firenze nasce il primo Master sulla Gentilezza, percorso professionalizzante post laurea per gli operatori sanitari in contatto quotidiano nei contesti di cura.

Quante volte ci è capitato di incontrare un medico, un buon medico, attento e capace ma un po’ burbero o poco adeguato sul lato umano? Capita, e pur riconoscendo il valore del professionista, magari avremmo preferito un approccio più empatico, più dalla nostra parte. Ecco, la gentilezza si afferma sempre più come una parte importante dell’approccio terapeutico e adesso entra tra le ‘”materie di studio”, con il primo Master sulla Gentilezza, ideato e attivato dall’ospedale Meyer di Firenze con l’Università di Firenze, un master post laurea triennale, aperto a tutti gli operatori sanitari che lavorano in contesti di cura e vogliono approfondire le soft skills adatte a un approccio più completo con i pazienti. “Riteniamo che, in ambito sanitario, non si possa più rimettere la dimensione relazionale col paziente, al buon cuore o al buon carattere del medico – spiega Alberto Zanobini, direttore generale del Meyer –  la gentilezza deve far parte delle competenze, della cassetta degli attrezzi dell’operatore sanitario”. All’ospedale pediatrico fiorentino, di lavoro sul campo rispetto alla cura della relazione con i piccoli pazienti e con le loro famiglie, ne possono vantare tanto. E l’idea del percorso di studio, che sarà coordinato da Gabriele Simonini, professore di Pediatria generale e specialistica dell’Università di Firenze, è nata proprio dall’esperienza maturata giorno dopo giorno in corsia. Continua Zanobini, “la dimensione dell’accoglienza delle famiglie è la cifra che ci contraddistingue, è esperienza di vissuto quotidiano in ospedale. Noi pratichiamo un concetto di salute globale e sono i bambini per primi, ad insegnarci che, per loro, la salute ha a che fare con lo stare bene e con la felicità. A un certo punto abbiamo pensato di sedimentare in chiave formativa quel che è già una nostra caratteristica e un nostro approccio”.

Alberto Zanobini –  Direttore Generale del Meyer

Al Meyer molte opportunità sono già strutturate e integrate: la scuola in ospedale, la clown terapia, i cani tra i letti per la Pet Therapy, una ludoteca aperta sempre. “Da noi i bambini lungodegenti possono imparare a suonare uno strumento musicale, i più grandi possono prendere la maturità – continua Zanobini – ci sono dimensioni che da noi si sono professionalizzate. È importante la connessione con la vita, che è parte integrante della cura. Anche nelle lettere che ci arrivano dopo che una famiglia lascia l’ospedale e nei feedback sul gradimento del servizio, quello che resta al termine di un’esperienza di ricovero, fatta di  dolore e di percorsi difficili che a volte non finiscono bene, sono le relazioni, la dimensione umana. Un patrimonio intangibile che costruiamo con tutti i nostri operatori”.

La gentilezza, la costruzione di una relazione di umanità è al cuore dell’approccio e si fa strumento di cura. “Sì, la gentilezza può curare, perché attiva nella persona meccanismi di risposta positiva al percorso della terapia, apre la persona ad accogliere e aderire meglio al percorso di cura”, specifica Zanobini. E un master per approfondirne le sue molteplici espressioni – dalle neuroscienze delle emozioni all’umanizzazione delle cure, alla spiritualità laica – è una opportunità di cura anche per gli operatori sanitari, sottoposti a enormi pressioni nell’anno della pandemia. “Abbiamo già ricevuto molte più adesioni di quanti siano i posti a disposizione – spiega il direttore generale – perché nel mondo dei professionisti c’è fame di contenuti e gli operatori devono essere sostenuti, ora più che mai, nella loro difficile funzione. Anche con percorsi di approfondimento di questo tipo”. C’è anche la ricerca di una connessione più ampia con la cittadinanza, dal momento che nei primi mesi del prossimo anno, all’interno del parco verde del Meyer sorgerà un vero e proprio campus destinato a ospitare il master sulla gentilezza, eventi formativi di livello e anche eventi destinati al pubblico. “ Sarà un vero campus della salute, con eventi aperti alla cittadinanza e al territorio. Vogliamo essere un ospedale che si apre al territorio e che promuove salute”, conclude Zanobini.