A TRIORA NEL BORGO DELLE STREGHE

Tra i borghi della Valle Argentina, in Liguria, si trova un paesino circondato da magiche leggende. Triora, il borgo delle streghe.

TURISMO
Monica Riccio
A TRIORA NEL BORGO DELLE STREGHE

Tra i borghi della Valle Argentina, in Liguria, si trova un paesino circondato da magiche leggende. Triora, il borgo delle streghe.

Nell’entroterra della Liguria, in provincia di Imperia, c’è un borgo, Triora, arroccato a 800 metri di altitudine, circondato da monti e vallate, la Valle Argentina e la valle creata dal torrente Tanarello, che nasconde un terribile mistero. È stata una tragica storia accaduta alla fine del 1500 che ha dato a questo borgo medievale il soprannome di “Paese delle streghe”. Alcune donne del posto furono infatti accusate di stregoneria, subendo uno dei più celebri processi tenuti del nostro Paese. Così feroce da far soprannominare il paese la “Salem d’Italia”. A Triora di streghe – almeno apparentemente – non ce ne sono più, ma il borgo ha ideato alcuni itinerari alla scoperta dei luoghi simbolo delle streghe che conducono i numerosi turisti che si avventurano da queste parti alla scoperta di quello che è diventato uno dei Borghi più belli d’Italia e che è stato insignito della Bandiera Arancione.

Ci sono tre itinerari che si possono seguire a Triora, uno artistico, contraddistinto dal colore rosso, uno “curioso” di colore azzurro e uno dedicato ai bambini che è giallo. Seguire il percorso giusto è molto semplice: sui vicoli acciottolati del borgo sono stati apposti degli adesivi circolari che indicano la strada giusta.

La storia

La storia lo dipinge come un luogo molto strategico e inespugnabile, proprio per la sua posizione isolata e poco accessibile. Ma ciò che ha reso Triora famoso, sono sicuramente i processi per stregoneria compiuti dal 1587 al 1589. Infatti, alcune donne del paese furono condannate al rogo con l’accusa di essere le responsabili delle continue epidemie che colpirono la zona in quel periodo.

Secondo alcuni storici locali, il borgo ebbe probabilmente origine nell’epoca romana, dalla tribù dei Liguri Montani, che si sottomisero all’Impero romano dopo lunghe lotte. Nel VII secolo ci fu la fondazione dell’abbazia di Nostra Signora del Canneto di Taggia. Tutta la zona fu oggetto di scorrerie saracene che tra il IX e X secolo spopolarono le coste e le valli, arrivando a razziare anche l’abbazia di Taggia e la valle Argentina. Come altri paesi vicini il villaggio di Triora venne sottoposto alla Marca Aleramica e successivamente a quella facente capo ad Arduino d’Ivrea.

Intorno al XII secolo divenne possedimento del conte di Badalucco (politicamente dipendente dai conti di Ventimiglia) ed iniziò a stringere alleanze con i paesi e borghi attigui, specialmente con quelli maggiormente vicini alla politica espansionistica della Repubblica di Genova e ad acquistare nuove terre tra cui metà castrum di Casteldho (l’odierna Castel Vittorio). La vicinanza politica con Genova fece sì che in un atto del 4 marzo 1261, rogato poi l’8 novembre del 1267, si sancisse il passaggio di Triora come nuovo feudo della repubblica genovese. Il passaggio di proprietà giovò molto al paese ed al borgo – soprattutto per le numerose concessioni offerte dal capoluogo genovese, tra cui la libera pena capitale – tanto da diventarne comune capofila della nuova podesteria comprendente i borghi di Molini di Triora, Montalto Ligure, Badalucco, Castelfranco, Ceriana e Bajardo.

Il Dipartimento delle Alpi Marittime nel 1805, con Triora nel suo cantone.

La creazione di nuove cinte murarie e l’erezione di cinque fortezze difensive creò una sorta di nucleo fortificato, quasi inespugnabile, che mise a dura prova le truppe dell’imperatore Carlo IV nella tentata conquista del borgo. Persino la repubblica ebbe notevoli problemi nella sua gestione, leggermente inasprita per le continue tasse imposte agli abitanti, tanto da far imprigionare il capo delle milizie e distruggere parte della fortezza. Nonostante i dissapori creatisi, la popolazione rispose positivamente alle chiamate di guerra, specie nella vittoriosa battaglia della Meloria del 1284, dove Triora e la sua podesteria inviarono nella battaglia marinara contro Pisa duecentocinquanta balestrieri a sostegno di Genova.

Nel 1625 l’esercito piemontese del Ducato di Savoia cercò invano la conquista del borgo, che strenuamente difese le proprie terre, a differenza di altri paesi vicini che – dati alle fiamme – si arresero ai Sabaudi. Ulteriori scontri si ebbero nel 1671 con la comunità di Briga (ora in territorio francese) per motivi legati al territorio da pascolo.

In seguito alla caduta della Repubblica di Genova nel 1797 e all’istituzione della Repubblica Ligure di Napoleone Bonaparte, Triora divenne capoluogo cantonale della Giurisdizione degli Ulivi e dal 1805 parte integrante del Dipartimento delle Alpi Marittime francese.

Nel maggio 1814 il sindaco di Triora, Luca Maria Capponi, si recò a Genova per felicitarsi della restaurazione della Repubblica di Genova, che però fu vanificata da quanto stabilito dal congresso di Vienna che impose il passaggio della Superba e dei suoi territori al Regno di Sardegna, e il definitivo passaggio nel neo-costituito Regno d’Italia.

Nel corso del XX secolo la storia di Triora subì, secondo alcuni per le continue liti tra amministratori, notevoli contrasti governativi specie riguardo al territorio comunale, anche in seguito alla costituzione del comune di Molini di Triora nel 1903.

La seconda guerra mondiale contribuì drasticamente alla decadenza del comune, dove la furia nazista si accanì furiosamente il 2 e 3 luglio del 1944. Il borgo venne dato alle fiamme, causandone il repentino spopolamento.

Finita la guerra si ridisegnarono i confini comunali nel 1947 e si stabilì il passaggio al Comune di Triora di Realdo, già appartenente a Briga Marittima, che scatenò vivaci contese comunali.

Cosa vedere

Ancora oggi questa storia si può respirare tra i vicoli del borgo e fa si che questo luogo venga visitato da turisti provenienti da tutto il mondo. In tutto il paese, sulle porte delle case e nei vari negozi sparsi tra i vicoli, potrete trovare scope di paglia, cappelli a punta, gatti neri e un’aria cupa e densa di mistero. Non perdetevi anche una visita al Museo Etnografico e della Stregoneria.

Quale è il periodo dell’anno migliore per visitare il borgo medievale di Triora? Ovviamente Halloween! Con spettacoli circensi, falò e un’atmosfera tetra e misteriosa, sarete catapultati nel passato e passerete una giornata (ma soprattutto una serata) indimenticabile.

La strega del Duemila

Subito all’ingresso del paese, è possibile ammirare la statua di una strega, realizzata in materiale povera, per la celebrazione del quarto centenario del celebre processo per stregoneria.

La madonna di Lourdes

Nel 1914, il parroco di Triora decise di realizzare in questo borgo una grotta dedicata alla Madonna di Lourdes. Nel 1915, la bella statua della Madonna venne finalmente posta nella nicchia.

Chiesa di San Bernardino, Collegiata dell’Assunta e Oratorio di San Giovanni Battista.

La Chiesa di San Bernardino è stata eretta nel XV secolo ed è caratterizzata dal suo bel porticato a 3 arcate, proprio davanti alla facciata.

La Collegiata è una testimonianza dell’antico splendore di questo suggestivo borgo medievale. Non rimane molto della primitiva chiesa, ma si può ancora ammirare il portale a sesto acuto, con blocchi di pietra nera, alternati ad altri di marmo bianco.

L’Oratorio di San Giovanni Battista è una piccola costruzione poggiante su enormi pilastri. Si accede da un’unica entrata, attraverso un portale di raffinata eleganza, in marmo bianco.

La Cabotina

La Cabotina altro non è che la casa delle streghe. Per raggiungerla, dovrete solamente attraversare il borgo e uscire dalla porta che si trova proprio vicino alla Fontana Soprana.

Il museo etnografico e della stregoneria

La vicenda più famosa e macabra relativa a questo piccolo borgo è proprio il processo alle streghe, che è diventato poi motivo di folklore per Triora, tanto che è stato creato un museo etnografico e della stregoneria. Qui, potrete comprendere come nacque la figura della strega e la caccia a queste figure, spesso accusate di portare maledizioni e cattivi presagi.

Il castello

Del castello di Triora, in realtà, non rimane molto. Restano solamente la residua cinta muraria e quel che rimane del torrione, da cui si potevano osservare i nemici avvicinarsi al borgo.

Come arrivare

Il paese si trova a meno di 50 km da Imperia ed è raggiungibile uscendo al casello di Arma di Taggia (Sanremo est) dell’Autostrada A10. Proseguire sulla statale 548 in direzione Taggia, Badalucco, Molini di Triora risalendo lungo la Valle Argentina.

Riferimenti

www.comune.triora.im.it

www.trioradascoprire.it

www.loveliguria.it/borgo-triora