“ACEA SUSTAINABILITY DAY” 2021. SFIDE E OPPORTUNITÀ PER UNA TRANSIZIONE ECOLOGICA EQUA E SOSTENIBILE

Istituzioni ed esperti del settore a confronto su nuovi modelli di crescita, attenta sia all’ambiente che all’impatto sociale. Presentato uno studio di The European House – Ambrosetti sul contributo di ACEA per la creazione di valore e lo sviluppo sostenibile del Paese.

AMBIENTE
Monica Riccio
“ACEA SUSTAINABILITY DAY” 2021. SFIDE E OPPORTUNITÀ PER UNA TRANSIZIONE ECOLOGICA EQUA E SOSTENIBILE

Istituzioni ed esperti del settore a confronto su nuovi modelli di crescita, attenta sia all’ambiente che all’impatto sociale. Presentato uno studio di The European House – Ambrosetti sul contributo di ACEA per la creazione di valore e lo sviluppo sostenibile del Paese.

L’importanza di avere una transizione ecologica equa che possa contemplare, oltre agli aspetti ambientali, anche quelli economici e sociali e che metta al centro la persona, come attore della transizione e beneficiario dei suoi effetti, è stato il tema cardine della terza edizione del “Sustainability Day Acea”, un’iniziativa nata dalla volontà del Gruppo di proporre un momento di confronto sui temi della sostenibilità.

A far da sfondo gli scenari di un futuro prossimo in cui istituzioni e mercati, imprese e società civile sono chiamati a ripensare i modelli di produzione per coniugare crescita economica e sviluppo sostenibile nel perseguimento degli obiettivi dell’Agenda 2030 e del Green Deal UE.

L’evento che si è tenuto a Roma, articolato  in  tre  tavole  rotonde  moderate  dalla  caporedattrice  del Corriere  della  Sera,  Antonella  Baccaro,  ha visto la presenza di Elena  Bonetti,  Ministra  per  le Pari Opportunità e la Famiglia,  intervistata  dalla  vicedirettrice  del  Corriere  della  Sera, Fiorenza  Sarzanini.

Al  primo  panel,  “Transizione  giusta:  ecologica,  sociale, economica”,  hanno  partecipato  Stefano  Pareglio,  Presidente  della  Fondazione Utilitatis,  Mario  Calderini,  professore  ordinario  della  School  of  Management  del  Politecnico di Milano, e Alberta Pelino, Presidente Young Ambassadors Society, Chair Y20  Italy.  L’AD  di  ACEA  Giuseppe  Gola  e  il  Responsabile  Investor  Relations  &  Sustainability  ACEA  Stefano  Songini  hanno  presentato  lo  studio  realizzato  da  The European House – Ambrosetti sul contributo di ACEA in termini di capitale economico, ambientale, sociale e cognitivo per la creazione di valore e lo sviluppo sostenibile del Paese. A chiudere, la sessione dedicata alle “Dimensioni attuative della transizione” in cui sono intervenuti l’AD di ACEA, Francesca Isgrò, Presidente Enav, Clara Poletti, componente Arera e Presidente Acer e Patrizia Celia, Head of Large Caps, Investment Vehicles & Market Intelligence di Borsa Italiana.

“Le sfide poste dalla transizione ecologica – ha dichiarato l’Amministratore Delegato di  ACEA,  Giuseppe  Gola  –  richiedono  una  risposta  comune  per  mettere  in  campo iniziative ispirate ai più moderni paradigmi dello sviluppo sostenibile, attente non solo all’ambiente ma anche all’impatto sociale. La politica industriale dell’azienda orientata ai  criteri  della  green  e  circular  economy,  secondo  il  report  di  The  European  House  –  Ambrosetti,  ha  avuto  nel  2020  un  impatto  positivo  diretto  e  indiretto  sul  Pil,  per  un  totale stimato di 3,1 miliardi di Euro di valore aggiunto; ogni Euro di valore aggiunto generato da ACEA ne attiva ulteriori 1,22 Euro nell’intero ciclo economico. Inoltre, con investimenti pari a 907 milioni, ACEA si posiziona tra le prime 15 aziende del comparto industriale  italiano,  con  un  valore  in  forte  crescita  nell’ultimo  quinquennio,  pari  a  +14,4% medio annuo”.

Il report di Ambrosetti ha analizzato l’attività del Gruppo nel 2020. Tra le attività del Gruppo che hanno avuto un maggiore impatto sull’ambiente e sulla lotta al cambiamento  climatico,  troviamo  le  politiche  energetiche  che,  grazie  all’utilizzo  di fonti  rinnovabili,  hanno  consentito  di  evitare  nel  2020  l’emissione  di  210.000 tonnellate di CO2, pari alla quantità assorbita in un anno da 10,5 milioni di alberi, tre volte quelli attualmente presenti in tutti i capoluoghi italiani. Il 68% dell’energia elettrica prodotta  dal  Gruppo,  infatti,  è  generata  da  fonti  rinnovabili.

Nel  settore  idrico,  la società, primo player nazionale per numero di abitanti serviti (9 milioni dislocati in 5 regioni), per investimenti (1,7 miliardi di Euro negli ultimi 5 anni) e per chilometri di rete di distribuzione (oltre 53 mila km, quattro volte  la distanza andata e ritorno tra Roma  e  New  York),  è  impegnata  in  una  gestione  sostenibile  dell’acqua  attraverso  la  tutela della risorsa idrica, l’efficientamento delle reti e il contenimento dei volumi delle perdite.

Sul fronte del trattamento dei rifiuti, nel 2020, ACEA ha lavorato circa 1,45 milioni di tonnellate di rifiuti, posizionandosi quale operatore di riferimento per l’Italia Centrale.   Per quanto riguarda l’ambito sociale, la forza lavoro di Acea, composta da oltre 7.500 persone, registra la terza performance per crescita occupazionale tra le aziende industriali italiane nell’ultimo quinquennio.

Considerando anche gli impatti indiretti e  indotti,  il  contributo  occupazionale  totale  raggiunge  i  27.000  posti  di  lavoro  equivalenti: per ogni occupato diretto di Acea si attivano, infatti, 2,5 ulteriori posti di lavoro.  Grazie alle politiche di sostenibilità messe in campo, l’azienda si è posizionata al terzo posto del segmento MID CAP di Borsa Italiana nell’Indice di Eccellenza della Governance di The European House – Ambrosetti, che valuta cinque aree: tra queste è l’azienda numero uno nel sotto-segmento della governance della sostenibilità.

Il percorso intrapreso dal Gruppo è un importante pilastro su cui costruire un Piano di transizione ecologica dell’Azienda che sarà alla base del prossimo piano industriale e che avrà come scopo il raggiungimento degli obiettivi di lungo periodo previsti dalla Agenda 2030. Tra questi, la riduzione del 55% delle emissioni di gas serra costituisce una delle priorità. In tal senso, il Gruppo sta avviando nuovi tavoli di lavoro denominati “working group innosostenibili”, in collaborazione con partner accademici e tecnologici,  al  fine  di  attuare  questo  Piano  di  transizione  ecologica  con  interventi  e  iniziative legate ai grandi macro-temi della sostenibilità: dalla decarbonizzazione alla mobilità sostenibile, dalla tutela delle risorse idriche all’economia circolare.