ACQUA, IL FUTURO È DIGITALIZZAZIONE E TRANSIZIONE ECOLOGICA

Roberto Renai, presidente Acquedotto del Fiora: “Lavoriamo su un territorio molto vasto, nostro dovere tutelarlo”

AMBIENTE
Clara D'Acunto
ACQUA, IL FUTURO È DIGITALIZZAZIONE E TRANSIZIONE ECOLOGICA

Roberto Renai, presidente Acquedotto del Fiora: “Lavoriamo su un territorio molto vasto, nostro dovere tutelarlo”

Transizione ecologica e digitalizzazione non sono solo focus per il futuro, ma descrivono già il presente dell’Acquedotto del Fiora (AdF), il più grande Ato della Toscana che amministra le infrastrutture idriche di 55 Comuni – 28 della provincia di Grosseto e 27 della provincia di Siena –  per un totale di 7.600 chilometri quadrati e di oltre 230mila utenti.

Nel dettaglio, AdF gestisce, attraverso 10mila chilometri di reti, 60 milioni di metri cubi di acqua proveniente per il 55% dal Monte Amiata. Oltre ad acquedotti e fognature, completano il quadro 3.000 impianti, tra potabilizzatori, depuratori e dissalatori.

«Ci occupiamo di un territorio molto vasto e pregiato da un punto di vista paesaggistico. Abbiamo il dovere di tutelarlo» spiega Roberto Renai, presidente dell’Acquedotto del Fiora. A lui abbiamo chiesto quali sono le strategie messe in atto per innovare i propri servizi e, soprattutto, per ridurre l’impatto ambientale e avere rispetto di una risorsa fondamentale per il Pianeta come l’acqua.

Partiamo dal rubinetto di casa. La pandemia ha impresso una svolta decisiva ai vostri servizi commerciali. Ci può spiegare in che modo?

Il nostro piano di digitalizzazione ha certamente subito un’accelerata in seguito al Covid. In un momento così complicato volevamo dare risposte efficaci ai nostri cittadini. E così abbiamo potenziato l’utilizzo di My Fiora, la nostra App che consente di effettuare dallo smartphone la lettura dei contatori, le volture, il pagamento delle bollette con carta di credito e la segnalazione e la geolocalizzazione dei guasti. Inoltre abbiamo attivato un servizio di videochiamata su prenotazione per mantenere il contatto diretto con gli utenti. Infine, abbiamo creato un cassetto virtuale per archiviare le fatture e risparmiare così molta carta.

Quali innovazioni vi consentono di gestire gli acquedotti in maniera smart?

Nei Comuni più grandi abbiamo installato i contatori intelligenti che effettuano la lettura in tempo reale dei consumi e ci permettono di fatturare quanto effettivamente ha speso il cittadino. Un aiuto fondamentale arriva anche dal telecontrollo che gestisce i serbatoi e, attraverso appositi riduttori di pressione notturna, ci permette di stressare di meno gli impianti nelle fasce orarie in cui c’è meno richiesta.

 

Come combattete la lotta agli sprechi d'acqua potabile?

Ridurre drasticamente le perdite lungo le reti è il nostro obiettivo. Anche qui la tecnologia ci aiuta moltissimo. Oltre a confrontare le fatture con i reali consumi per renderci conto se ci sono dispersioni, stiamo effettuando rilievi con il satellite che, grazie ai cambi di colore dell’asfalto o della terra, ci indica il tratto in cui potrebbe esserci una perdita. Con la ricerca acustica, poi, andiamo a individuare il punto esatto in cui intervenire.

Altro grande tema, la depurazione delle acque. Che ruolo avrà nei progetti di transizione ecologica che avete in mente?

I depuratori sono fondamentali. Entro la fine dell’anno ne realizzeremo 22, coprendo in maniera capillare il fabbisogno del nostro territorio. Naturalmente saranno impianti di nuova concezione, altamente efficienti e inseriti in una logica di sostenibilità ambientale e tutela paesaggistica.

Come l'impianto di riduzione dei fanghi che state per inaugurare a Grosseto?

Si tratta di un investimento importante (17 milioni di euro) che darà al territorio di Grosseto un sistema in linea con i principi dell’economia circolare perché il biogas generato dalla riduzione dei fanghi produrrà energia per alimentare l’impianto stesso. Mentre l’acqua che residuerà da queste operazioni potrà essere impiegata in agricoltura.

Insomma una risposta alle molte emergenze ambientali che stiamo tentando di combattere. Però c'è tanta strada da fare...

Sì, ma noi stiamo portando avanti soluzioni concrete, crediamo nel green new deal e vogliamo investire in questa direzione. Per questo ci sentiamo pronti a ricevere le risorse del Recovery Fund: saremmo certamente capaci di impiegarle per produrre risultati importanti.