ADOTTA UN BOLLINO BLU. SOSTIENI LE PERSONE AFFETTE DA AUTISMO

La dr.ssa Mariana Berardinetti promuove un progetto e una campagna di sensibilizzazione perché le attività commerciali diventino “custodi” di inclusività contro pregiudizi e isolamento. Una scelta a sostegno di malati e famiglie.

SALUTE
Francesca Franceschi
ADOTTA UN BOLLINO BLU. SOSTIENI LE PERSONE AFFETTE DA AUTISMO

La dr.ssa Mariana Berardinetti promuove un progetto e una campagna di sensibilizzazione perché le attività commerciali diventino “custodi” di inclusività contro pregiudizi e isolamento. Una scelta a sostegno di malati e famiglie.

Isolamento, sovraccarico sensoriale e smarrimento. Sensazioni che la pandemia mondiale che ha stravolto le nostre vite da quasi due anni ha certamente acuito. Ma se da un lato una buona parte della nostra società ha trovato gli strumenti per costruirsi una zona franca anche in una manciata di metri quadrati di un appartamento, dall’altro c’è chi ha dovuto fare i conti con senso di impotenza e disagi che sono aumentati esponenzialmente. È la dura battaglia quotidiana dei familiari (e dei caregivers) di persone affette da disturbi dello spettro autistico (ASD) che, specie negli ultimi anni, hanno dovuto racimolare le ultime forze rimaste per fronteggiare, come se non bastasse, gli effetti scaturiti dall’emergenza epidemiologica in corso. Del resto ad oggi, secondo l’Osservatorio Nazionale Autismo che fa capo all’Istituto Superiore di Sanità, si stima che in Italia colpisca 1 bambino ogni 77. I piccoli affetti da disturbo dello spettro autistico rappresentano, dati alla mano, quasi il 2% dei nuovi nati e, pur presentandosi con manifestazioni cliniche differenti, le caratteristiche tipiche degli ASD si possono riassumere in deficit nella comunicazione e nell’interazione sociale nonché nell’ immaginazione che conduce la persona con ASD a mettere in atto una serie di comportamenti e interessi ripetitivi, ristretti e stereotipati.

La città di Pisa dal canto suo – insieme all’Ainsped, l’associazione di categoria italiana per Pedagogisti ed Educatori – ha voluto fare la sua parte lanciando il progetto “Bollino Blu”, la campagna di sensibilizzazione a sostegno delle persone affette da autismo e delle loro famiglie. Ne parliamo con la dottoressa Mariana Berardinetti, consulente Pedagogico, educatrice professionale socio pedagogica specializzata negli interventi sui disturbi dello spettro autistico, nella gestione dei disturbi oppositivi provocatori ed esperta di disabilità cognitive-sensoriali-intellettive e psicopatologia dell’età evolutiva.

Dottoressa a cosa serve il bollino blu?

“E’ un semplice quanto immediato simbolo di riconoscimento da apporre fuori delle attività commerciali per supportare genitori e caregivers delle persone affette da ASD durante gli acquisti. Il Comune di Pisa è stato l’apripista, la realtà capofila che ha sostenuto questa distribuzione. Al resto ci hanno pensato le attività commerciali”.

In che modo?

“I negozi che hanno deciso e decideranno di aderire al progetto, esponendo alla porta della loro attività un semplice bollino blu – simbolo di una grande sfida educativa, umana e di inclusione – comunicheranno alla clientela che, per chi soffre di disturbi dello spettro autistico, verrà riservata precedenza e assistenza all’acquisto sia nei reparti che alle casse”

E questo cosa comporta?

“Senza dubbio una facilitazione. Le persone con ASD dimostrano spesso difficoltà nel sostenere lo stress derivante dall’attesa e questo la maggior parte delle volte si traduce nell’impossibilità loro e delle loro famiglie di poter svolgere una vita normale. Il ‘Bollino blu’ è un segnale ufficiale attraverso cui comunicare alla clientela che, per chi soffre di disturbi dello spettro autistico, verrà riservata un’attenzione speciale. Un gesto semplice ma un supporto prezioso per i caregiver che affrontano ogni giorno tante difficoltà. Si tratta di un piccolo accorgimento, un gesto inclusivo che per noi persone comuni può sembrare banale ma per chi ogni giorno deve fare i conti con svariati disagi e difficoltà, si traduce in un porto sicuro”

Possiamo dire che si tratta di un ulteriore passo avanti verso l’abbattimento delle ancora troppe barriere architettoniche?

“Senza dubbio. Oltre che di un gesto di accoglienza di una semplicità estrema, ma con un grande significato. Pisa ha dato il via, l’esempio alle altre città dello stivale per costruire un percorso virtuoso che veda tutti quanti, amministratori e commercianti, impegnati per rendere le nostre città fruibili e accessibili a tutti. Ma mi faccia dire un’altra cosa…”

Dica pure…

“Nella città della torre pendente l’iniziativa assume la triplice valenza di supportare i genitori delle persone ASD durante gli acquisti, sensibilizzare i cittadini attraverso la richiesta indiretta di cedere il posto alla cassa, rendere le attività commerciali a misura di persone con autismo. Un impegno concreto che si chiede alla comunità locale e a tutti i commercianti per rendere fruibili e vivibili le attività commerciali, in un’ottica più ampia in cui ci dobbiamo tutti sentire educatori e sostenitori nei confronti delle persone affette da disturbi dello spettro autistico”.

Perché io, di professione commerciante, dovrei esporre un bollino blu alla vetrina del mio negozio?

“Lo stress dell’attesa genera spesso nelle persone autistiche un sovraccarico sensoriale nonché informazioni confuse difficili da processare. Ed è proprio il sovraccarico che mette le persone autistiche nella condizione di attuare comportamenti definiti tecnicamente “socialmente poco accettabili”, i più semplicemente etichettati come comportarmi “problema”. Sono proprio quei comportamenti che mettono le famiglie nella condizione di ridurre al massimo l’esposizione sociale o addirittura isolarsi. E non perché queste se ne vergognino (anzi, imparano a gestirli!) ma per evitare lo stigma. Il bollino blu desidera proprio sostenere le famiglie, aiutarle, prenderle per mano affinché non si isolino. E’ un modo semplice per tradurre in fatti concreti il concetto di “I CARE”. Prendersi cura. In questo modo andiamo a tessere nelle città anche il concetto di “comunità educatrice e responsabile”, ossia una comunità inclusiva che non si ferma al pregiudizio ma ” guarda oltre lo spettro”.

A che punto è la diffusione di questo progetto sul territorio nazionale?

“Si sta espandendo grazie al prezioso lavoro dei “custodi”. I primi sostenitori del bollino blu si chiamano “Custodi”. Sono stata io a scegliere questo appellativo proprio per indicare lo scopo non speculativo del progetto. Io personalmente stampo i bollini blu e noi custodi siamo dei messaggeri di un principio che diventa reale attraverso l’adozione gratuita e l’esposizione del bollino”

E poi di cosa vi occupate?

“I Custodi sostengono in maniera continuativa tutti i commercianti, gli esercenti, le attività ricettive o i comuni che desiderano avviare un percorso gratuito di adozione, sensibilizzando e coinvolgendo i loro contatti e le persone del loro territorio. Il tutto avviene grazie al supporto reciproco e costante all’interno di un team ormai diventato nazionale. Tutti i custodi del bollino blu hanno una formazione di natura educativa pedagogica, proprio per sottolineare l’importanza di come si possa educare anche ai “principi e all’empatia”.

Quanti custodi ci sono attualmente in Italia?

“Sei e ricopriamo varie zone dello stivale. Ogni adozione viene sigillata da un certificato di “Adozione avvenuta con successo”, una sorta di patto educativo attraverso il quale si vuole trasmettere il concetto che un bollino blu nasce ad ogni adozione, poiché assume il volto di chi lo adotta, di chi ne potrà usufruire, delle loro storie e della storia del luogo che “accoglie” a sua volta queste storie. Una sfida educativa di una portata gigantesca perché lo scopo pedagogico non è solo legato all’esplicazione di un principio, ma all’educare quante più persone possibili al rispetto delle menti che sono tutte straordinariamente uniche al di là della condizione”.