AFRICA, GIORNATA DELL'INDUSTRIALIZZAZIONE

Istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, si celebra il 20 novembre per ricordare quella che dovrebbe essere una priorità per lo sviluppo economico del Paese.

APPROFONDIMENTO
Francesca Franceschi
AFRICA, GIORNATA DELL'INDUSTRIALIZZAZIONE

Istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, si celebra il 20 novembre per ricordare quella che dovrebbe essere una priorità per lo sviluppo economico del Paese.

I paesi africani stanno affrontando una “tempesta perfetta”: conflitti armati, crescente insicurezza alimentare ed energetica, inflazione e debito alle stelle, riduzione dello spazio fiscale e crescenti catastrofi climatiche. Eppure, nonostante queste sfide, l’Africa comprende alcune delle economie in più rapida crescita al mondo con il potenziale per guidare la transizione energetica globale.
Ma, affinché ciò avvenga, serve urgentemente una cooperazione multilaterale per promuovere uno sviluppo industriale inclusivo, resiliente e sostenibile in tutta il continente.

Nell’ambito del Secondo Decennio dello Sviluppo Industriale per l’Africa (1991-2000), l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nel 1989, ha proclamato il 20 novembre Giornata dell’industrializzazione dell’Africa. Da allora, le Nazioni Unite hanno organizzato in quel giorno eventi in tutto il mondo per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza dell’industrializzazione dell’Africa e sulle sfide che il continente deve affrontare.

ragazzo africano

Ecco che la giornata di oggi ha l’obiettivo di sensibilizzare la comunità internazionale riguardo le sfide e le opportunità per l’industrializzazione del continente africano nel quadro della neonata area di libero scambio continentale africana, un mercato unico di beni e servizi, creato dai 44 Stati membri dell’Unione Africana nel 2018.

L’industria può aumentare la produttività, aumentare le capacità della forza lavoro e generare occupazione, introducendo nuove attrezzature e nuove tecniche. L’industrializzazione, con forti legami con le economie nazionali, aiuterà i paesi africani a raggiungere alti tassi di crescita, diversificare le loro economie e ridurre la loro esposizione agli shock esterni. Ciò contribuirà in modo sostanziale all’eliminazione della povertà attraverso la creazione di posti di lavoro e di ricchezza. Ma tutto questo non può prescindere da un’attenzione necessaria ed urgente alla sostenibilità. Il successo del programma di industrializzazione dell’Africa richiederà la creazione di un ambiente favorevole che rafforzi la capacità interna in materia di infrastrutture, capitale umano, sistemi finanziari, ricerca e sviluppo, tecnologia e governance.

ragazza africana

Ma come fare rete per lo sviluppo sostenibile dell’Africa?

La legge 125/2014 della cooperazione internazionale è orientata all’ inclusività sinergica dei diversi attori della cooperazione allo scopo di creare un Sistema italiano della cooperazione internazionale. E’ necessario creare, dunque, una rete che metta insieme le istituzioni, le Università, il mondo no profit e l’impresa per realizzare una cooperazione più coerente, di maggior impatto ed efficacia. Unire la leva formativa a quella imprenditoriale può offrire grandi opportunità di sviluppo alle comunità locali in diversi settori, oltre ad aumentare il grado di democrazia. Se soggetti profit e non profit collaborano nel perseguimento di obiettivi diversi ma complementari, muovendosi ciascuno secondo la propria logica e sfruttando esperienza e mezzi conformi alla propria natura, si instaura un circolo virtuoso che porta ad un autentico sviluppo sostenibile.

L’Africa è un continente ricco di materie prime, risorse naturali, terreni fertili, saperi e conoscenze ma, per farla crescere, serve uno sforzo congiunto tra comunità internazionale da una parte e governi ed istituzioni locali dall’altra. Ecco che l’ONU, in questa giornata dedicata, ribadisce che occorre un lavoro congiunto per favorire una maggiore integrazione tra i numerosi mercati interni, in modo da raggiungere economie di scala ed essere più competitivi a livello internazionale. Le potenzialità non mancano ma lo sforzo dev’essere inteso come una responsabilità globale a vantaggio dell’intero pianeta.

Riferimenti: unric.org