AGRICOLTURA DA REMOTO GRAZIE A LIDAR

Presentato alla fiera tecnologica di Las Vegas un sensore, primo dispositivo al mondo che consente misure agricole da remoto.

AMBIENTE
Maria Grazia Ardito
AGRICOLTURA DA REMOTO GRAZIE A LIDAR

Presentato alla fiera tecnologica di Las Vegas un sensore, primo dispositivo al mondo che consente misure agricole da remoto.

Poter osservare sbocciare una foglia o magari capire da lontano se una pianta sta bene, se necessita di acqua o di altre cure. Dopo la crisi dovuta alla pandemia e al conseguente lockdown, le aziende agricole italiane, che mai hanno potuto interrompere il lavoro, si stanno confrontando con una sfida di portata epocale.

Ma sembra che ora stia nascendo un ultima frontiera in agricoltura: è ‘LIDAR’ (Light Detection And Ranging) un dispositivo laser in grado di analizzare la salute delle coltivazioni.

Dal monitoraggio a distanza delle fasi vegetative a quello della situazione idrica e di eventuali attacchi patogeni; dalla rilevazione dei dati meteo al controllo delle macchine agricole e la regolazione di sementi, concimi e fitofarmaci, sono diventate molteplici le attività che gli imprenditori agricoli possono svolgere a distanza, cioè senza essere fisicamente presenti in campo.

La nuova versione del Lidar multispettrale, presentato da IRIDESENSE, società di ricerca, con sede in Francia, il cui team è composto da 12 scienziati, è stata presentata al Ces 2024, la grande fiera tecnologica che si svolge a Las Vegas.

LIDAR

Lidar è il primo dispositivo al mondo che consente queste attività in tutti i tipi di condizioni atmosferiche, con immagini in 3D. A lungo termine lo “smart farming” potrebbe consentire di risparmiare milioni di litri di acqua e pesticidi l’anno, migliorando la sua distribuzione tra i diversi attori e dotando gli agricoltori i mezzi per monitorare e guidare il loro lavoro in modo obiettivo. Relativamente alla gestione dell’acqua, come è noto questione che genera non pochi conflitti per l’utilizzo, la valutazione di una adeguata calibrazione della quantità necessaria per la crescita e maturazione delle piantagioni, potrebbe comportare un sostanziale risparmio idrico fino a 1500 m3/ha.

Data la scarsità sempre più evidente di tale risorsa, il risparmio sarebbe economicamente abbastanza vantaggioso per l’agricoltore, senza considerare i benefici ambientali che ne deriverebbero. Il dispositivo potrebbe inoltre eliminare le operazioni manuali che servono per misurare la quantità di umidità contenuta in una spedizione di grano.

Infatti, di solito si preleva un campione del carico per misurare la differenza di peso prima e dopo l’inserimento nel forno, per stimare l’acqua persa. Metodo i cui limiti pratici, dovuti all’approssimazione che recano con sé, potrebbero essere risolti.

Secondo Nadir Buard, Ceo di Iridesenseil nostro sensore Lidar fornisce una soluzione innovativa per il controllo e la gestione delle risorse naturali, aiutando le piante e altri materiali a comunicare con coloro che ci lavorano”. Per ora la sperimentazione sarà avviata negli Stati Uniti, ma presto raggiungerà il Brasile, dove questi sensori dovranno monitorare il benessere delle piantagioni.