Al via da Venaria Reale il Giro d’Italia 2024

Un itinerario per scoprire le bellezze del Comune piemontese che ospita la partenza del Giro. Il programma.

APPROFONDIMENTO
Susanna Bagnoli
Al via da Venaria Reale il Giro d’Italia 2024

Un itinerario per scoprire le bellezze del Comune piemontese che ospita la partenza del Giro. Il programma.

Sarà l’elegante città di Venaria Reale, gioiello nel cuore del Piemonte, la protagonista della grande partenza della 107° edizione del Giro d’Italia 2024 il prossimo 4 maggio. La città, che nel 2025 sarà anche Capitale europea dello sport, diventa protagonista in occasione del grande appuntamento sportivo, che appassiona gli amanti della disciplina e non solo, diventando per un mese anche evento televisivo e opportunità per scoprire luoghi suggestivi del nostro Paese. Stavolta tocca al Comune piemontese, noto per la Reggia ma che in questa occasione punta a far conoscere anche molto altro. Ecco un itinerario da percorrere a piedi o in bici per scoprire grandi parchi, viali alberati, eleganti piazze, specialità enoganostromiche.

Un itinerario a partire dalla Reggia

Si parte all’esplorazione della città dalla Reggia di Venaria Reale, grandioso complesso che con i suoi 80mila metri quadrati di edificio monumentale e 60 ettari di giardini, è uno dei luoghi iconici del territorio. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità Unesco nel 1997, è aperta al pubblico dal 2007 dopo essere stata il cantiere di restauro più rilevante d’Europa per i beni culturali. La Reggia vanta alcune delle più alte espressioni del barocco universale: l’incantevole scenario della Sala di Diana progettato da Amedeo di Castellamonte, la solennità della Galleria Grande e della Cappella di Sant’Uberto con l’immenso complesso delle Scuderie, opere settecentesche di Filippo Juvarra, le fastose decorazioni, il celebre Bucintoro e la spettacolare Fontana del Cervo nella Corte d’onore rappresentano la cornice ideale del Teatro di Storia e Magnificenza, il percorso espositivo dedicato ai Savoia che accompagna il visitatore lungo quasi 2.000 metri, tra piano interrato e piano nobile della Reggia.

Alla scoperta di Venaria Reale

La visita prosegue nel centro storico: uscendo dalla Torre dell’orologio della Reggia, si attraversa Piazza a Esedra (oggi Piazza della Repubblica) e ci si incammina lungo via Mensa, animata da locali e caffè. Da qui si giunge nella Piazza della SS. Annunziata, elegante piazza e cuore del seicentesco borgo di Venaria Reale. Il primo architetto di corte Amedeo di Castellamonte aveva concepito questo spazio come un’area relativamente ampia, che interrompesse il lungo rettilineo di via Mensa dividendolo in due tratti, con lo scopo di creare una tappa scenografica lungo la via che conduceva alla della Reggia. La piazza è dedicata all’Annunciazione di Maria, rappresentata dalle due statue, opera di Giuseppe Maria e Giovanni Domenico Carlone (1678), scultori luganesi, autori anche delle statue dei quattro Evangelisti collocate sempre sulla piazza.

Tra i suoi frequentatori il poeta Guido Gozzano, che amava molto Venaria e la sua piazza, tanto da inserirla nel suo racconto Garibaldina.

Sulla piazza un tempo si affacciavano due locali: Nuova Cernaia,  ad oggi in attività e Vecchia Cernaia, che invece non esiste più, denominati così in ricordo della guerra di Crimea, poiché l’artiglieria impegnata nel conflitto era partita proprio da Venaria. Sulla piazza si affaccia la chiesa della Natività di Maria Vergine, anch’essa opera del Castellamonte, ricostruita nella parte centrale da Benedetto Alfieri. Castellamonte aveva previsto anche la realizzazione di una chiesa gemella sulla parte opposta della piazza di cui però fu compiuta la sola facciata. L’edificio ospitava fino a qualche anno fa l’Ospedale della città.

Poi si può andare alla scoperta delle vie che si snodano dal centro. In particolare Via Boglione, che era la sede di alcune attività artigianali come il maniscalco, la tipografia e l’erboristeria, e Via Pavesio, dove ci si immerge ancora una volta nel tempo passato camminando lungo l’edificio delle Corte pagliere, le scuderie e la Cavallerizza Lamarmora. Questo imponente isolato, della metà del Settecento, un tempo ospitava il magazzino della biada e del fieno, poi l’ospedale per i cavalli e successivamente nell’Ottocento divenne sede della Scuola d’Equitazione d’Artiglieria.

In alternativa chi ama passeggiare nel verde urbano può percorrere i sentieri

lungo la Ceronda, l’ampio torrente affluente della Stura che bagna Venaria. Per chi ama gli spazi verdi, una tappa da non perdere è il Parco della Mandria, un vasto parco naturale che offre splendide opportunità per escursioni, e osservazione della fauna selvatica e rappresenta il principale polmone verde dell’area torinese. Si tratta del più antico e conservato esempio di bosco in pianura del Piemonte.

Qualche numero: oltre 6500 ettari racchiusi in 30 chilometri di mura, 40 chilometri di sentieri aperti al pubblico, da percorrere a piedi o in bici, 20 edifici tutelati tra cui numerose cascine, i resti di un ricetto medievale, due reposoir di caccia ed il complesso del Borgo Castello, riconosciuto patrimonio UNESCO.

Qui è dove vissero la loro storia d’amore Re Vittorio Emanuele II e la Bela Rosin,  divenuta poi moglie morganatica.

Lungo una delle strade che conduce a Torino sorge la Cappella campestre dedicata a San Marchese, ricostruita nel 1751, in sostituzione di quella antica. Quest’ultima aveva custodito fino al 1604 le spoglie del Santo, patrono di Altessano (oggi quartiere di Venaria Reale), soldato della Legione Tebea, martirizzato intorno al 300 d.C., a causa della sua opera di evangelizzazione della popolazione locale. Oggi, dopo alcuni fatti miracolosi e vari spostamenti (tra cui uno all’interno della cassa che aveva custodito la Sindone), le ossa sono conservate nella Chiesa parrocchiale.

Per la sera non mancano le proposte, tra cui spicca il Teatro della Concordia, cuore culturale dell’intero territorio nord ovest di Torino che compie venti anni di attività proprio nel 2024. Il suo cartellone spazia dalla stand up comedy alla grande prosa, dagli spettacoli per famiglie ai concerti.

Ma non manca una tappa per i più golosi. Impossibile partire da Venaria Reale senza aver assaggiato il Canestrello di Altessano, dolce povero ma saporito che già un secolo fa faceva parlare di sé politici e letterati come Michele Lessona, venariese doc e senatore del Regno. Il Canestrello, prodotto della tradizione locale, è tutelato dal Paniere dei Prodotti tipici provinciali, dalla DE.C.O. – Denominazione Comunale di Origine di Venaria, dalla Pro Loco Altessano Venaria e dall’Associazione dei produttori di Canestrelli, che ne garantiscono origine e qualità.

Per ulteriori informazioni
Reggia di Venaria Reale: www.lavenaria.it
Città di Venaria Reale: www.comune.venariareale.to.it