Al via le visite alla villa di Giovanni Michelucci

A Fiesole, sulle colline intorno a Firenze. Appuntamenti fino al prossimo luglio. Un importante patrimonio dell’architettura in Italia.

TURISMO
Susanna Bagnoli
Al via le visite alla villa di Giovanni Michelucci

A Fiesole, sulle colline intorno a Firenze. Appuntamenti fino al prossimo luglio. Un importante patrimonio dell’architettura in Italia.

Una bella tradizione che riparte anche per questa primavera.

Riprendono infatti le visite guidate a Villa “Il Roseto”, la casa studio dell’architetto Giovanni Michelucci, figura tra le più importanti del Novecento, la cui dimora sulle colline intorno a Firenze è anche sede della Fondazione che porta il suo nome. Le visite, con un calendario fissato e appuntamenti fino a luglio, permettono di conoscere la storia della dimora, che è stata casa studio dell’architetto per oltre trent’anni, l’importante patrimonio in essa custodito e i molteplici interessi di uno dei maggiori protagonisti dell’architettura del Novecento in Italia.

Inoltre le visite consentono di conoscere il centro di ricerca costituito nel 1982 dall’architetto, con lo scopo di contribuire agli studi e alle ricerche nel campo dell’urbanistica e dell’architettura moderna e contemporanea, con particolare riferimento ai problemi delle strutture sociali, quali ospedali, carceri e scuole.

La villa

La villa “Il Roseto è un edificio degli anni Trenta del Novecento caratterizzata dallo  straordinario paesaggio nel quale è immersa. La storia di Villa “Il Roseto” inizia nel 1933, quando il pittore Baccio Maria Bacci, vende a Maria e Consuelo De Jevenois, due sorelle di nazionalità belga residenti a Fiesole, un piccolo appezzamento di terreno di forma allungata. Si trattava di un’area inadatta all’edificazione perché ripida, scoscesa ed esposto ai venti e alle intemperie, ma con uno dei punti di vista più belli sulla città di Firenze.

“La casa studio dell’architetto Michelucci è sede della Fondazione dal 1982 – racconta Nadia Musumeci, curatrice dell’archivio – è la casa di uno degli architetti più importanti del ‘900, nel panorama internazionale. Gli amanti del paesaggio si appassionano in particolare alla visita del giardino che ha posizione privilegiata a ridosso della città di Firenze. La casa studio è stata abitata per oltre 30 anni dall’architetto, è uno scrigno che ‘contiene’ tutto quello che è riconducibile alla sua opera. Negli ambienti sono presenti i modelli delle sue architetture, fotografie, manifesti delle mostre, la sua biblioteca”.

La villa si sviluppa su tre livelli e si configura come una casa caratterizzata da ampi ambienti di rappresentanza corredati da spazi di servizio. Giovanni Michelucci e la moglie Eloisa Pacini si trasferirono al Roseto alla fine degli anni Cinquanta. È probabile che proprio la semplicità degli ambienti interni, e la possibilità di personalizzarli, secondo il proprio gusto, sia stata apprezzata da Michelucci, che per essi disegnò e fece realizzare elementi di arredo in legno fisso, quali librerie e soppalchi. Michelucci amava senza dubbio vivere a villa “Il Roseto”, in un contesto che sul finire degli anni Cinquanta poteva ancora considerarsi rurale, ma con la città di Firenze sotto i suoi occhi.

Il giardino

Fra la villa e il giardino, fu sicuramente quest’ultimo a subire gli interventi più consistenti con l’arrivo della famiglia Michelucci, che volle personalizzare e reinterpretare questa sottile lingua di terra affacciata su Firenze. Nel giardino creato dall’architetto e dalla moglie, e nel suo rapporto con la villa e col paesaggio circostante, si avvertiva forte il monito michelucciano a non intendere il verde come un semplice accessorio o un abbellimento. Anche le opere pittoriche di Eloisa, esposte negli ambienti della villa, sono non a caso vere e proprie conversazioni con la natura e sulla natura.

Link per info e prenotazioni: www.michelucci.it/villa-il-roseto-visite-primavera