Allarme truffe hi-tech: l’Intelligenza Artificiale minaccia gli anziani
Numeri falsificati e voci clonate svuotano i conti degli over 65 (quasi 560 milioni sottratti in tre anni). Come difenderci
Agosto, le città si svuotano, le famiglie partono per le vacanze e nelle case di milioni di anziani italiani scende il silenzio. Un isolamento che, purtroppo, li rende i bersagli perfetti per un crimine sempre più spietato: la truffa telefonica. Dimenticate il semplice, seppur fastidioso, telemarketing selvaggio. Oggi, dall’altra parte della cornetta, ci sono vere e proprie organizzazioni criminali armate di tecnologie avanzatissime.
I truffatori moderni sfruttano l’Intelligenza Artificiale per clonare la voce di un parente in difficoltà e usano tecniche di spoofing per camuffare il proprio numero, facendo apparire sul display dello smartphone quello della nostra banca o dei carabinieri. I dati fanno paura: secondo Consumerismo No Profit, tra il 2022 e il 2024 le frodi telefoniche hanno sottratto agli italiani quasi 560 milioni di euro. Il Rapporto Italia 2025 di Eurispes lancia l’allarme proprio sulla fascia più fragile: gli over 65 truffati sono stati quasi 43mila nel solo 2024, un balzo del 15,5% in un solo anno.
Davanti a software capaci di ingannare chiunque, la tecnologia da sola non basta più. Per questo la startup Stantup Service ha deciso di combattere l’hi-tech criminale tornando alle origini: il “filtro umano”. Nasce così Devia, un’applicazione pensata per proteggere le persone più vulnerabili, ribaltando le regole del gioco.

Come funziona? Quando l’app è attiva, se a chiamare è un numero sconosciuto non presente in rubrica, la telefonata non fa squillare il telefono del nonno o del genitore. Viene invece deviata a un centro servizi dove professionisti in carne ed ossa rispondono al loro posto. Questi operatori verificano l’identità di chi chiama e le sue reali intenzioni: solo se la
telefonata è sicura viene inoltrata in tempo reale allo smartphone dell’utente. “Un operatore in carne ed ossa è l’unico in grado di riconoscere un tentativo di raggiro complesso“, spiega il Ceo Giuseppe Dell’Acqua Brunone.
Ma per chi non ha ancora l’app, la prevenzione resta l’arma principale. Ecco le 5 regole d’oro stilate dagli esperti per non cadere in trappola:
- La trappola del “Sì”. Mai esordire con un “Sì” quando si risponde a un numero sconosciuto. I truffatori vi faranno domande banali (“Mi sente?”) per registrare il vostro assenso e usarlo per simulare contratti mai richiesti. Rispondete con un neutro “Pronto?”.
- Pin e password sono sacri. Nessuna banca o ente pubblico vi chiederà mai codici OTP (quelli che arrivano via sms) o password al telefono. Se lo fanno, è una truffa.
- Attenti alla falsa urgenza. “Tuo figlio ha avuto un incidente” o “Il tuo conto sta per essere bloccato”. Mettere fretta e generare panico è la tecnica numero uno per non farvi ragionare. Riagganciate subito.
- Verificate il numero. Il display dice “Banca”? Non fidatevi ciecamente dello schermo. Chiudete e richiamate l’ente digitando manualmente il numero ufficiale che trovate su internet o sui vostri estratti conto cartacei.
- Non cliccate i link. Spesso dopo la chiamata arriva un SMS con un link per “annullare l’operazione sospetta”. È una trappola che porta a siti clone creati per rubare le vostre credenziali. Le banche non inviano mai link di questo tipo.
L’estate merita di rimanere un tempo di serenità e meritato relax, non di trasformarsi in un incubo finanziario ed emotivo. Di fronte a minacce tecnologiche sempre più subdole, l’arma più potente resta la prevenzione unita all’informazione. Parlare apertamente con i familiari più anziani, spiegare loro come funzionano questi raggiri e supportarli nell’uso di strumenti di difesa moderni è il primo, decisivo passo per costruire un muro contro i malintenzionati.

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