ALLEVARE INSETTI E I BISOGNI DELLA FILIERA AGROALIMENTARE

Coltivazioni e allevamenti intensivi, insostenibilità della catena alimentare, riduzione delle biodiversità ed eccessivo inquinamento fenomeni che sta mettendo a dura prova la sostenibilità ambientale. Ma c’è chi pensa e produce  soluzioni sostenibili per la produzione di novel food basate sull’entomofagia.

AMBIENTE
Domenico Aloia
ALLEVARE INSETTI E I BISOGNI DELLA FILIERA AGROALIMENTARE

Coltivazioni e allevamenti intensivi, insostenibilità della catena alimentare, riduzione delle biodiversità ed eccessivo inquinamento fenomeni che sta mettendo a dura prova la sostenibilità ambientale. Ma c’è chi pensa e produce  soluzioni sostenibili per la produzione di novel food basate sull’entomofagia.

Cibarsi di insetti? Dalle nostre parti la sola idea induce ribrezzo a differenza invece di quanto avviene ad esempio in altri paesi come la Cina.  Ma il loro impiego è molto più vicino di quanto si creda. L’uso di insetti nella dieta infatti può rappresentare un elemento di emancipazione dalle accuse di scarsa sostenibilità mosse ai modelli alimentari intensivi. Intensivo si, intensivo no questo è il dilemma, potremmo dire. È ormai feroce la diatriba, soprattutto nei paesi economicamente più avanzati, tra chi si spende a favore dei metodi di coltivazione e di allevamento intesivi – i cosiddetti animali da reddito –  e chi invece li avversa. I sostenitori fanno propria la giusta necessità di sfamare una popolazione mondiale in continua crescita, mentre gli avversari, consci delle problematiche alimentari ad esso connessi, puntano il dito sulla insostenibilità dell’ intera catena alimentare. Per citare una frase molto in voga, dal “ campo alla tavola”.

All’agricoltura intensiva, spesso caratterizzata da monocolture che sottraggono spazio a superfici forestali, e agli allevamenti sono rimproverati il consumo e la perdita di risorse (suolo, acqua, ecc), la riduzione della biodiversità, l’eccessivo impiego di prodotti fitosanitari, di concimi e fertilizzanti chimici, con il conseguente aumento di inquinamento ed emissioni climalteranti. Alle problematiche ambientali se ne aggiungono altre di natura economica legate alla  filiera che tendono a privilegiare le grandi catene di distribuzione a scapito dei piccoli produttori.

È necessario quindi almeno in parte considerare soluzioni che siano ambientalmente più sostenibili. La strada da seguire può essere quella dei cosiddetti novel food, o nuovi alimenti. A questa categoria appartengono tutte le sostanze alimentari di recente introduzione, anche quelle ad esempio per modificare alcuni cibi o che contengano determinate sostanze benefiche per salute e non convenzionali, innovative il cui consumo non era diffuso prima del maggio 1997 (fonte Unione Europea). Un esempio di novel food è rappresentato dagli insetti, certamente diffusi prima di quella data nei paesi asiatici ma sconosciuti in Europa.

L’approccio al mondo degli insetti e più in particolare a quello dell’entomofagia (letteralmente mangiare insetti, o regime dietetico basato sull’impiego di insetti) ci dimostra come spesso la mancata conoscenza o la paura possano dare luogo a pregiudizi, ma come possa comunque rappresentare un elemento di curiosità da approfondire. L’entomofagia secondo fonti FAO è pratica comune per oltre 2 miliardi di persone e lo sarà sempre di più, visto il tasso di incremento della popolazione mondiale soprattutto in quei paesi dove le diete entomofaghe sono già una realtà.

Ma la dimostrazione che in tal senso anche in questa parte d’emisfero qualcosa si muove ce la offre Alia Insect Farm, una startup tutta italiana che punta sulla sostenibilità dell’allevamento degli insetti  per il consumo alimentare. In particolar modo dei grilli (Acheta domesticus) per la produzione di farina.

Spinti anche da un senso di curiosità e dalla voglia di saperne di più sull’argomento, abbiamo incontrato Carlotta Totaro, fondatrice di Alia Insect Farm che ci ha introdotto nel mondo della coltivazione degli insetti.

 

Come dice il nome stesso (Alia Insect Farm) parliamo di una coltivazione diversa dal solito, come è nata l’idea di creare una start up che metta al centro l’allevamento degli insetti ?

L’idea è nata dalla volontà di contribuire a sistemi alimentari più sostenibili, che coniugando scienza e natura, potessero contare su fonti naturali ad alto valore nutrizionale con un potenziale di innovazione molto alto.

Come la vostra azienda e comunque l’allevamento degli insetti si inserisce in un ottica di sviluppo sostenibile, transizione ecologica ed economia circolare ?

Gli insetti sono tra gli animali terrestri allevati intensivamente i più sostenibili. Questo perché, a parità di biomassa prodotta, sono allevati con meno mangime, meno acqua, meno spazio, ecc. Possono contribuire alla transizione ecologica del nostro paese, e non solo, anche considerando il loro effetto sul cambiamento climatico se si considera la produzione di gas serra generata da questi animali e lo si confronta con la produzione di GHGs (green house gases, o gas effetto serra) di altri animali da reddito allevati intensivamente. Il mangime utilizzato negli allevamenti di insetti a scopo edibile segue le regole in vigore per ogni animale da allevamento, quindi è prevalentemente vegetale, e può provenire in parte dalle coltivazioni delle aziende agricole che li allevano. Ma la circolarità degli insetti è più ampia: per esempio, per allevamenti non destinati a produzioni alimentari umane possono essere usati scarti di produzioni industriali alimentari; inoltre, le deiezioni degli insetti sono utilissimi e potentissimi concimi, ad oggi utilizzati prevalentemente per la vivaistica.

Quali sono le caratteristiche di un allevamento di insetti e quali i vantaggi rispetto a uno tradizionale sia in termini di consumo di risorse che da un punto di vista economico e più squisitamente nutrizionale?

Faccio alcuni esempi: se per produrre 1 kg di carne bovina occorrono 10 kg circa di mangime, per produrre 1 kg di grilli occorrono circa 2 kg di mangime. Altra risorsa importante è l’acqua, direttamente consumata per produrre mangime che indirettamente consumata per abbeverare gli animali. Da un punto di vista economico non è ancora ben chiaro uno standard di reddito per queste nuove fonti animali. Il settore è agli albori e tutta la filiera si deve ancora settare. Da un punto di vista nutrizionale, possiamo invece affermare che le proteine degli insetti sono nobili come quelle di carne, uova, pesce, ecc. Queste contengono tutti i 9 aminoacidi essenziali. Inoltre, gli insetti contengono fibra, minerali importanti, vitamine, grassi.

Quali sono le normative che regolano l’allevamento degli insetti in Italia, qual è la situazione nel nostro paese, a che punto ci collochiamo rispetto al resto d’ Europa e del mondo e come viene percepito il settore da parte dei decisori politici?

In Europa, come in Italia, commercializzare insetti ad uso umano è normato dal Regolamento Europeo Novel Food, Reg. EU. 2015/2283. L’autorizzazione alla vendita di questi prodotti segue un’opinion specifica rilasciata dall’ EFSA sulla base dei dossier scientifici presentati dalle singole aziende. Quando i dossier sono data protected, come quelli sino ad ora considerati validi da EFSA, l’autorizzazione alla vendita sarà nominale, ossia per 5 anni solo l’azienda proponente autorizzata (o le aziende)potrà commercializzare quel dato novel food a base di insetti commestibili. Sui nostri blog sul sito cerchiamo di tenere aggiornata la situazione normativa relativa alle opinion di EFSA che da maggio 2021 ad oggi hanno interessato il settore.

Spesso approcciarsi a prodotti nuovi in particolare nel settore alimentare non è così semplice. Qual è la percezione che i consumatori hanno di una dieta a base di insetti e quali azioni potrebbero essere messe in campo per creare una nuova consapevolezza nei cittadini ?

È partito a dicembre 2021 un progetto con l’Università di Bergamo in cui andremo a studiare l’attitudine del consumatore italiano verso questi prodotti. Chi volesse partecipare ad un primo sondaggio, può farlo collegandosi a questo link.

In un mondo globalizzato c’è ormai una grande varietà di diete, come si potrebbero inserire gli insetti in questo cambiamento degli stili alimentari?

Gli insetti possono diventare importantissimi come fonte di proteine alternative e sostenibili per i flexitariani che rappresentano persone interessate a ridurre il quantitativo settimanale di carne senza però eliminarla del tutto. Per raggiungere questo obiettivo, i flexitariani hanno bisogno di fonti proteiche alternative per variare il più possibile la propria dieta. In America comincia a prendere piede un nuovo filone, quello degli EntoVegan, ossia vegani che accettano i prodotti a base di insetto in quanto molto validi sotto l’aspetto nutrizionale ma ottenuti da animali processati nel pieno rispetto del benessere animale, come appunto gli insetti.

Quali altri insetti vengono allevati  oltre ai grilli ?

C’è la locusta migratoria, la larva della farina (Tenebrio molitor, o tenbrione mugnaio), la larva mosca soldato (Hermetia illucens) e questa viene usata principalmente ad uso mangimistico.

In che modo intendete portare avanti la vostra idea, avete in mente di creare dei progetti in collaborazione con università, enti di ricerca, o anche mettere in atto sinergie con aziende del settore ?

Stiamo portando avanti due progetti di ricerca con le università di Bergamo e Pavia, e un progetto di innovazione con una start up innovativa leader nel mondo della stampa 3D. Il nostro focus tuttavia resta sempre quello del dossier Novel Food, per poter ottenere l’ok della Commissione Europea alla commercializzazione dei nostri prodotti alimentari.

Quali sono le critiche che vengono mosse al settore ?

Le critiche maggiori sono state che i prodotti sono lontani dalle nostre abitudini alimentari, troppo distanti dal gusto degli italiani e che non saranno mai paragonabili alle eccellenze delle nostre produzioni animali. Tutto questo però senza mai aver assaggiato prodotti contenenti polveri di grillo made in Italy, allevati con standard di sicurezza elevati e con qualità tracciata. Tra l’altro qualcuno ha anche messo in dubbio la maggiore sostenibilità dei grilli rispetto alle carni bovine o suine

Per seguire le tappe percorse dall’ EFSA (European Food Safe Authtority) che portano alla valutazione di un novel food e quindi anche degli insetti è possibile consultare questo sito. Va tuttavia ricordato che l’allevamento degli insetti edibili, pur rappresentando una frontiera importante della sostenibilità, si scontra comunque con gusti e abitudini alimentari dei consumatori che sono ormai consolidate nel tempo e spesso standardizzate. Per poter creare una maggiore consapevolezza verso questo settore è necessario che vengano spiegati, anche dalle stesse aziende allevatrici, quelli che sono i vantaggi in termini ambientali, nutrizionali e non solo che possono derivare dal loro impiego.