ALL’UNIVERSITÀ LA DIETA DIVENTA 100% VEGETALE

In Scozia gli studenti a sostegno della lotta contro la crisi climatica, un impegno che si concretizza anche con un menù 100% vegano entro il 2025.

AMBIENTE
Pamela Preschern
ALL’UNIVERSITÀ LA DIETA DIVENTA 100% VEGETALE

In Scozia gli studenti a sostegno della lotta contro la crisi climatica, un impegno che si concretizza anche con un menù 100% vegano entro il 2025.

L’Unione degli studenti dell’Università dello Stirling ha scelto di bandire carne e latticini dal menu e a partire dall’anno accademico 2023-2024 metà dell’offerta alimentare nei tre caffè del campus sarà 100% vegetale. È la prima volta che accade. La mozione è stata messa ai voti dal movimento degli studenti sostenuto dagli attivisti di Animal Rebellion.

Il ruolo del mondo accademico nel cambiamento climatico

Gli effetti devastanti della crisi climatica sono evidenti così come le innegabili responsabilità del mondo dell’industria alimentare, in particolare nel settore della carne, ittico e caseario. Come enti di formazione, confronto e scambio le istituzioni accademiche non possono esimersi dal riconoscere questo fenomeno e, conseguentemente, proporre soluzioni.

È stata questa convinzione a muovere un gruppo di studenti scozzesi della Stirling University che si sono recentemente riuniti per votare a favore dell’eliminazione di carne e latticini dal menu della mensa. Il loro numero è stato esiguo rispetto al totale degli studenti: 127su 17.000. Cifre comprensibili trattandosi del primo incontro; se si andrà avanti sul cammino intrapreso da questo gruppo lo si saprà solo nel corso dei prossimi meeting. Si tratta di un primo passo, incoraggiante perché dimostra l’interesse delle giovani generazioni nell’ assumersi l’impegno verso temi di grande attualità e di interesse prioritario per esseri umani, animali e il pianeta in generale.

Gli effetti ambientali degli alimenti

L’agricoltura e l’allevamento rappresentano le maggiori fonti di inquinamento, a causa della notevole quantità di anidride carbonica emessa. Nello specifico la produzione alimentare contribuisce a oltre un terzo delle emissioni di CO2 a livello mondiale; di questi solo la carne ne causa oltre il doppio rispetto agli altri cibi. La produzione industriale di carne è la principale causa di deforestazione: ampie aree boschive sono distrutte per ottenere terra da pascolo. Gli allevamenti, invece, sono responsabili di circa il 14 per cento di tutte le emissioni di gas serra causate dall’essere umano. Se tutti diventassimo vegani, stimano i ricercatori dell’Università del Minnesota, i gas serra derivanti dal cibo scenderebbe di circa il 70 per cento rispetto alle cifre attuali.

Se forse questa non è una soluzione concretamente realizzabile su ampia scala (e ancor di più a livello globale) per contrastare o almeno rallentare gli effetti del cambiamento climatico possiamo almeno rendere più agevole il percorso con comportamenti responsabili. Tra cui ridurre il consumo di carne e latticini, un’opzione a tutela della salute ambiente ma anche della nostra.