ALTO ADIGE, NEI LUOGHI NASCOSTI DELLA VAL VENOSTA

La pera Pala, gli antichi sentieri fra i vigneti, gli aromi dello speck, la piccola grande Glorenza. La scoperta di una Valle tra panorami mozzafiato ed enogastronomia.

AMBIENTE
Gloria Ciabattoni
ALTO ADIGE, NEI LUOGHI NASCOSTI DELLA VAL VENOSTA

La pera Pala, gli antichi sentieri fra i vigneti, gli aromi dello speck, la piccola grande Glorenza. La scoperta di una Valle tra panorami mozzafiato ed enogastronomia.

Val Venosta -Vinschgau in tedesco- da scoprire in autunno, per una breve vacanza o un long weekend all’insegna dei ritmi slow, dei sapori antichi, delle tradizioni che si tramandano da generazione in generazione. Questa valle nella parte occidentale dell’Alto Adige è lunga 80 km, e si estende da Naturno presso Merano a Passo Resia, dove nasce l’Adige (è molto nota l’immagine di un campanile che emerge dalle acqua del lago Resia), e offre panorami vari, dai frutteti di mele, pere, albicocche, ai ghiacciai e alle vette di tremila metri, tra le quali spicca il Re Ortles (3.905 m s.l.m.). È la valle famosa per il Parco Nazionale dello Stelvio, per le aree sciistiche, ed è prediletta dagli amanti delle due ruote, infatti l’antica strada di epoca romana, la via Claudia Augusta, oggi è una pista ciclabile di ben 80 km che porta da Malles a Merano. Ma questa valle è famosa anche per le coltivazioni: grazie al clima soleggiato e secco, con meno di 500 mm di precipitazioni medie annue, qui crescono le famose mele della Val Venosta, i pregiati vigneti, ed anche quella rarità che è la pera Pala. E così andiamo alla ricerca delle eccellenze di un territorio dove i piccoli produttori portano avanti coltivazioni tradizionali coniugando l’antica esperienza con la moderna tecnologia e con una grande attenzione all’ecosostenibilità. Insomma cibi davvero a km.0, anche perché molti ristoranti e alberghi dispongono di un proprio orto e frutteto. Una ricerca lontano dagli itinerari del turismo di massa, che ci porta a conoscere non solo luoghi bellissimi ma anche persone straordinarie.

Lasa, la pera Pala e il marmo

Lasa è famosa per il marmo che si estraeva già in epoca romana ma il periodo di più importante iniziò solo nel XIX secolo. Con il marmo di Lasa si sono costruite opere come la Pallas Athene davanti al parlamento di Vienna ed il Grand Central Terminal a Manhattan a New York e nel 1947 con questo marmo sono state scolpite oltre 86.000 croci per le tombe dei soldati statunitensi caduti nella seconda guerra mondiale. Intarsi di marmo di Lasa si trovano anche in un posto speciale, nel maso Kandlwaalhof Luggin. Dove la pera Pala è la regina.

La pera Pala, o Palabrine, o pera turca, si trova solo in Val Venosta. Gli alberi sono imponenti, alti e nodosi. A Lasa con questa pera  – che coltiva proprio davanti a casa- Nadja Luggin nel suo maso Kandlwaalhof Luggin, prepara prodotti speciali: pere Pala essiccate, aceto di pere Pala, senape di pere Pala etc. e lavora anche altri frutti del maso, dal succo di mele naturale, agli anelli di mela Weirouge essiccati (una mela dalla polpa rossa), fino all’aceto invecchiato in botti di legno e alla senape aromatica. Qui assaporiamo il gusto dell’artigianato e della tradizione che crea prodotti dal sapore puro e prezioso, e la lavorazione avviene con i più moderni macchinari e sempre nel segno dell’ecosostenibilità.

Maso Kandlwaalhof Luggin, via Unterwaal 10 39023 Lasa

T +39 0473 626 627 www.luggin.net

Nel regno dello speck

Si dice Alto Adige e non si può non pensare allo speck, e a Lasa Alexander Rinner, proprietario dell’omonima macelleria, ci accoglie insieme a Martin Knoll, direttore del Consorzio Tutela Speck Alto Adige, e a Paul Zandanel di IDM Alto Adige, per una visita guidata durante la quale viene illustrata la lavorazione dello Speck Alto Adige IGP. Ancora oggi lo speck di casa Rinner viene prodotto nel rispetto dell’antica tradizione altoatesina, che inizia da un’accurata selezione delle materie prime, e prevede l’uso di erbe e spezie secondo una ricetta di famiglia gelosamente custodita. Poi la carne rimane 14 giorni nella camera per la salmistratura, quindi viene affumicata con legno di faggio e passa alle camere climatizzate dove viene fatto riposare per almeno sette mesi. Spiega Alexander che oggi viene molto apprezzato lo speck aromatizzato con le erbe, e lui propone due varianti, con e senza il mix di erbe profumate. Da Rinner troviamo non solo lo speck ma anche tanti altri salumi, affumicati e non: i salamini, le piccole salsicce, i filetti di maiale, tutti sotto vuoto per chi vuole portarsi a casa i gustosi sapori locali.

Speck Rinner, Via Principale 122 39021 Laces

T +39 0473 623 138 www.rinner-speck.it/it/

L’antico sentiero del vino

A Castelbello – bassa Val Venosta- il viticoltore Heiner Pohl ci guida sulla Via Vinum Venostis, un sentiero fra i vigneti (sentiero della roggia Latschander- Waal) sui pendii del Monte Sole, sopra il castello di Castelbello. Il percorso è di 8 chilometri e corre parallelo a un antico piccolo canale di irrigazione che arriva dall’Adige. Il sentiero inizia nelle vicinanze di Coldrano a 660 metri e finisce 6 chilometri dopo Colsano nel comune di Castelbello, i cui abitanti amano percorrere questo cammino per rilassarsi  -anche durante la pausa pranzo del lavoro- e godere del bel panorama della vallata sottostante, con la statale e la pista ciclabile. Qui a 6-700 metri Heiner ha il suo vigneto (come gli altri segnalato da un cartello esplicativo), che per lui ha rappresentato una sfida: mostra i meleti a perdita d’occhio sull’altro lato della valle, che la fanno da padroni, mentre lui puntò sulla vite. E il tempo gli ha dato ragione. Grazie alle tante ore di sole, ai suoli particolarmente adatti, alle calde giornate e alle fredde notti autunnali, la Val Venosta è il luogo ideale per la coltivazione di frutta gustosa e mele, pere, uva, albicocche e prugne vantano un sapore particolarmente intenso. Heiner costruì nel 2005 il maso, Marinushof che deve il suo nome a San Marino, e produce premiati vini, frutta da tavola e grappa (molto richieste quelle di albicocca e pera Pala). Si può anche pernottare in due piccoli ed eleganti appartamenti, per godere in pieno dell’atmosfera rilassante e dell’ospitalità del maso  Marinushof.

Marinushof  Strada Vecchia 9/B, Maragno 39020 Castelbello

T +39 0473 624 717; M +39 335 42 01 36 www.marinushof.it

Glorenza, la piccola città

La città storica di Glorenza è, con i suoi 900 abitanti, una delle più piccole città al mondo. Citato per la prima volta nel 1034, questo gioiello dell’Alta Val Venosta, oltre al centro storico medievale, vanta l’unica struttura fortificata completamente pervenuta delle Alpi, risalente al XVI secolo, con mura di cinta e tre pittoresche torri delle porte. Ce la fa conoscere una guida d’eccezione, Pietro Zanolin, appassionato conoscitore di questa città che affascina coi suoi portici bianchi e gli antichi edifici ben restaurati o in fase di restauro.  All’interno della Torre di Porta Sluderno, su due piani, sono illustrate le “Tappe di una piccola città”: temi centrali sono il commercio, la difesa, il mercato, le professioni nonché la ricostruzione e fortificazione della città di Glorenza nel XVI secolo. La fondazione di Glorenza, o Glurns in tedesco, risale a 700 anni fa, ai tempi di Mainardo II di Tirolo. Nel corso dei secoli la cittadina ebbe un ruolo importante come fortezza e come mercato: ancora oggi qui si celebrano due fiere di importanza locale: il mercato di S. Bartolomeo nel mese di agosto ed il “Sealamorkt” a Novembre. A Glorenza si svolgono in settembre le “Giornate della pera Pala”, frutto che diventa anche ingrediente di pani e dolci. Giornate della Pera Pala: www.venosta.net/it/

Mangiare

A Glorenza il ristorante Flurin si trova nell’omonima torre duecentesca, uno dei monumenti più antichi della città. Sia l’edificio storico, che il locale prendono il loro nome da un giudice del XIV secolo: Flurin von Turm (Flurin dalla Torre). Gradevolissimo lo spazio esterno informale, molto raffinato l’interno. Il giovane chef Thomas Ortler sceglie prodotti stagionali e di produttori a km. 0 per cucinare piatti molto gustosi e dalla preparazione accuratissima.

Via dei Portici 2 39020 Glorenza

T +39 0473 428 136 www.flurin.it

A Vezzano nel ristorante  Vinschgerhof lo chef Peter sorprende con piatti innovativi e classici della cucina altoatesina privilegiando i prodotti regionali di qualità. Oltre al ristorante c’è anche un bell’ hotel per escursionisti e ciclisti

Via Vecchia Strada Val Venosta 1; 39028 Vezzano- Silandro; tel. +39 0473742113; www.vinschgerhof.com/

Nel piccolo giardino sulla piazza di Lasa o nella bella sala interna il ristorante Zur Sonne serve piatti tradizionali della cucina altoatesina, specialità italiane mediterranee e nuovi piatti internazionali.Ottima la cotoletta impanata.

www.sonnelaas.com

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Una stella in Val Venosta

Una cena presso il ristorante Kuppelrain è un evento da ricordare. Di fronte alla rocca medievale di Castelbello si trova il Kuppelrain, il ristorante stellato di Jörg Trafoier e della sua famiglia: un locale in stile liberty con un enorme giardino di rose. Sua moglie Sonya è una premiata sommellier che abbina i migliori vini ai gustosi sapori dei piatti che sapore il giovane e bravissimo Kevin – il figlio – prepara a fianco del padre, mentre sua sorella Nathalie è maestra pasticcera.

Via Stazione 16 39020 Castelbello +39 0473 624 103 www.kuppelrain.com

Dormire

Laces (Latsch in tedesco), comune della Val Venosta, sorge all’imbocco della Val Martello, tra i comuni di Castelbello-Ciardes e quello di Silandro. Il territorio comunale di Laces, in buona parte compreso nel perimetro del Parco Nazionale dello Stelvio, si sviluppa fino ai 3.257 della vetta della glaciale Orecchia di Lepre (Hasenöhrl), sullo spartiacque tra Venosta e Val d’Ultimo, con una grande varietà di climi e paesaggi. Numerose le escursioni e le passeggiate che si possono fare, alle malghe e alle cime – di ogni dislivello e difficoltà – favorite anche da una funivia e da una seggiovia che consentono di guadagnare rapidamente quota.

Per alloggiare, l’Hotel Matillhof è un 4 stelle nel cuore del paese, un elegante e un armonioso mix di stile moderno e pezzi tipici. Ha belle camere spaziose, due piscine, un centro fitness e beauty farm ( saune bagno turco ecc e zona massaggi) e mette a disposizione degli ospiti biciclette e organizza gite. Fiore all’ occhiello è la cucina con prodotti locali. Facendo parte dei Vinum Hotels Alto Adige, l’hotel Matillhof è gestito con una spiccata passione per la cultura vinicola. La cantina con soffitto a volta di 900 anni fa è un autentico scrigno di tesori per gli amanti del vino e per i buongustai e qui vengono organizzate degustazioni di vini locali.

Via H.Pegger 6°, 39021 Laces, tel.+390473623444; www.hotelmatillhof.com ; Vinum Hotels: www.vinumhotels.com/it/la-nostra-promessa/hotel-gourmet