ALTO ADIGE, TUTTI I MERCATINI DEI “SAPORI”. GLI ITINERARI

2.700 prodotti di 250 partner e moltissimi bio. L’acquisto anche online. I corsi per i professionisti. Il ruolo dei piccoli produttori.

TURISMO
Gloria Ciabattoni
ALTO ADIGE, TUTTI I MERCATINI DEI “SAPORI”. GLI ITINERARI

2.700 prodotti di 250 partner e moltissimi bio. L’acquisto anche online. I corsi per i professionisti. Il ruolo dei piccoli produttori.

Far incontrare i prodotti genuini dell’Alto Adige coi consumatori, con prezzi equi per clienti e produttori: nasce così Pur Südtirol, un progetto sorto undici anni fa dall’idea di due imprenditori, Günther Hölzl e Ulrich Wallnöfer. Alla base c’erano già i concetti di sostenibilità, e la volontà di far apprezzare il frutto del lavoro dei piccoli produttori, selezionati fra quelli a “Km. 0”, possibilmente bio, anche senza andare “in loco”, cosa non sempre semplice e comoda per il consumatore. Nascono così i punti vendita dei “Mercati dei sapori” di Pur Südtirol in cinque località altoatesine: Merano, Bolzano, Bressanone, Lana, Brunico. In questi bei locali (una sorta di Paese dei Balocchi per i gourmet) si trovano oltre 2.700 prodotti di 250 partner, tutti made in Alto Adige e moltissimi bio. Un’avventura iniziata ufficialmente il 27 marzo 2010, come ricorda Ulrich Wallnöfer, quando fu inaugurato il primo Mercato dei Sapori di Merano negli storici locali del Kurhaus. In più, in molti punti vendita sono stati aperti dei ristorantini. Questi prodotti si possono anche acquistare online su www.pursuedtirol.com, magari scegliendo confezioni che rappresentano ghiotti regali di Natale. La vendita online ha permesso di implementare gli ordini da ogni parte di Italia, ma è stata provvidenziale l’altr’anno in periodo di lockdown.

Boom dell’online nel lockdown
“C’è stata letteralmente un’impennata di ordini” ricorda Ulrich Wallnöfer raccontando come in particolare le farine e i lieviti siano andati subito a ruba. Ma anche per gli altri prodotti non si riusciva a tener testa alle richieste. Così tutto il personale si è messo a lavorare sulle richieste online, anche se c’era da risolvere il problema dei recapiti per i trasporti, che si erano moltiplicati. “Fatto anche questo, e ora siamo attrezzati per le richieste che arrivano per strenne natalizie e altro” conclude Ulrich Wallnöfer. Oggi cosa gustare dei prodotti “Pur Merano”? Tanto. Come Pastalpina (www.pastalpina.com), prodotta dal 2013 in un piccolo laboratorio a Bolzano: è pasta bio, con grani antichi, con farro monococco, farro dicocco, grano saraceno, anche senza glutine. Poi lo speck, di diversi tipi. E i formaggi, di media stagionatura. Conoscere come nascono questi prodotti è possibile, visitando i produttori fra Merano e Bolzano. Il Molino Merano (www.meranermuehle.it), fondato nel 1985, produce farine di alta qualità anche particolari: di farro, di segale, di grano saraceno e così via (vengono lavorati oltre 20 tipi di cereali) e si trovano anche lievito madre e  miscele creative. Qui confluisce il lavoro di 57 agricoltori, e vi sono impiegate circa 60 persone. Al Mulino vengono organizzati anche corsi, sia per professionisti che per volonterose massaie, per imparare ad usare al meglio queste farine.

I piccoli produttori
Un giro fra i piccoli produttori può comprendere Peter Seibstock, che in Val Martello fabbrica confetture e marmellate con quelle fragole che crescono in ambiente incontaminato: nel Parco Nazionale dello Stelvio, fra gli 800 di 1300 metri s.l.m. Peter, dopo anni nel settore della ristorazione, ha aperto questa attività di nicchia dove lavora con 5 persone. Altra piccola attività è quella, in Val Sarentino (www. Pursuedtirol.com/it/afingsbruckhof), di Robert Thurner che con la famiglia a 600 metri di altitudine coltiva oltre 500 varietà di frutta di bosco e verdura che trasforma in patè, sciroppi, sott’oli e sottaceti (massimo 20 mila vasetti all’anno). Non mancano i vini, come quelli della Tenuta Hof Gandberg, dove il giovane Thomas  Niedermayr con la sua famiglia produce vini bio nel senso più ampio del termine, ad esempio lasciando fra i filari l’erba che diventerà umus, o piantando segale, e utilizzando bicarbonato, argilla o siero del latte contro i funghi, limitando al massimo l’uso di rame e di zolfo. Lo aiuta la posizione suggestiva, infatti i suoi vigneti sono sulle colline dell’Oltradige, lungo il pendio che si affaccia su San Michele ad Appiano, a oltre 500 m. di altitudine, protetti dal Gandberg l’imponente montagna alle loro spalle.

Sempre vini alla Tenuta Oberstein (www.oberstein.it) a Cermes, coi vigneti ad anfiteatro sormontati dal Castello Monteleone. Qui Joachim Wolf racconta come il terreno di granito morbido (insieme alle forti escursioni termiche) renda possibile la qualità di questi vini dalla forte personalità, che ben si abbinano alla grigliata proposta da Holzner (www.holznerspeck.com) Holzner, che a Lana è titolare di una macelleria fondata dalla sua famiglia nel 1949. Sono carni da allevamento biologico, ma non solo: Alexander è stato il primo macellaio in Italia ad adottare la macellazione mobile per evitare lo stress all’animale. Infine dove alloggiare?

L’albergo sostenibile
Restiamo in tema di ambiente sostenibile: Il “Biohotel Theiners garten, 4 stelle a Gargazzone, è stato voluto da Myriam e Walter Theiner fra i pionieri del biologoco in Alto Adige. L’albergo vanta 57 camere dove impera il legno (cirmolo locale), e per garantire un sonno sano e riposante niente tv in camera. Nel giardino trionfa la grande piscina riscaldata (un’altra piscina è interna e c’è anche un’attrezzatissima area wellness), il percorso Kneipp, tante piante. Nell’hotel c’è perfino un orto, anche con erbe officinali. La cucina dell’albergo (con prodotti bio) è genuina e anche raffinata.

Riferimenti:
I prodotti: www.pursuedtirol.com
L’ Hotel: Biohotel Theiners garten
La carne Holzner (www.holznerspeck.com)
Il Molino Merano www.meranermuehle.it
Pastalpina  www.pastalpina.com
I vini Tenuta Oberstein www.oberstein.it
Verdure e confetture di Robert Thurner: www.pursuedtirol.com/it/afingsbruckhof