AMAZZONIA: LA DEFORESTAZIONE RIDUCE LE PIOGGE

Una recente pubblicazione dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr rivela che l’incidenza del disboscamento sulla piovosità della regione amazzonica è maggiore di quanto previsto.

AMBIENTE
Sara Stefanini
AMAZZONIA: LA DEFORESTAZIONE RIDUCE LE PIOGGE

Una recente pubblicazione dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr rivela che l’incidenza del disboscamento sulla piovosità della regione amazzonica è maggiore di quanto previsto.

Un ecosistema essenziale per il pianeta, ma milioni di ettari continuano incessantemente a essere devastati. Si continuano a tagliare alberi e il disboscamento illegale prosegue nell’impunità. Per quest’area di foresta tropicale sembra non esserci pace, malgrado il manto arboreo sia un efficace regolatore del clima, dei gas atmosferici e una valida difesa contro i fenomeni erosivi ed i dissesti idrogeologici. Come se non bastasse, è proprio la foresta amazzonica a generare una parte della pioggia che cade nella sua stessa zona, in quanto preleva acqua dal suolo e la traspira nell’aria circostante, e in questo modo si auto-sostiene.

Uno studio dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Consiglio nazionale delle ricerche di Torino (Cnr-Isac) pubblicato su Global Change Biology, rivela peraltro che il contributo della foresta è maggiore di quanto si pensasse finora. “Piccoli cambiamenti nell’umidità dell’aria, dovuti alla presenza o meno di alberi, possono portare a grandi cambiamenti nella pioggia osservata”, dichiara Mara Baudena, ricercatrice del Cnr-Isac e prima autrice della ricerca. “Queste amplificazioni finora non erano state considerate. In questo studio sono stati analizzati dati di precipitazione e umidità dell’aria per più di dieci anni a scala oraria su una ampia parte della foresta amazzonica e delle aree confinanti, in combinazione con dati e modelli sviluppati in lavori precedenti dall’Università di Utrecht nei Paesi Bassi, che calcolano come l’umidità venga traspirata dalle piante e trasportata dai venti in tutta l’Amazzonia”.

Le nuove stime hanno implicazioni importanti. “Nel caso più estremo, in cui l’intera foresta fosse disboscata, secondo le nostre stime la precipitazione annuale nell’area scenderebbe del 55-70%”, prosegue la ricercatrice Cnr-Isac. “I dati vanno però trattati con prudenza: queste nuove stime sono un importante passo avanti del nostro livello di conoscenza, ma non sono prive di incertezze e approssimazioni. Dovremo proseguire la ricerca con metodi diversi per confermarle”, aggiunge Arie Staal, dell’Università di Utrecht.

Se si osserva l’immagine qui sotto è possibile visualizzare gli effetti del disboscamento e della riforestazione sulla pioggia in Amazzonia. Piccoli cambiamenti nell’umidità dell’aria, dovuti alla presenza o meno di alberi (sull’asse orizzontale nel grafico), possono portare a grandi cambiamenti nella pioggia osservata (asse verticale).

Gli autori dello studio tuttavia confidano che il risultato ottenuto sia qualitativamente significativo. “Anche una relativa deforestazione potrebbe avere effetti più drammatici del previsto sulle piogge, sulla foresta e sulle zone confinanti, sede di coltivazioni e allevamenti che sono spesso all’origine della deforestazione stessa”, conclude Baudena. “D’altro canto, la riforestazione di aree già disboscate potrebbe portare a effetti importanti riguardo il ripristino del ciclo dell’acqua e della piovosità”.

Le foreste coprono circa un terzo della superficie terrestre del pianeta e oltre 1,6 miliardi di persone, tra le quali circa 2000 popoli indigeni, traggono linfa e sostentamento dal patrimonio immenso di biodiversità costituito da migliaia di specie animali e vegetali in esse conservate. Malgrado quindi gli immensi benefici ambientali, economici, sociali e culturali la pressione della deforestazione alimentata dalla crescita demografica, da interessi economici dominanti a livello globale e dalla diffusione di stili insostenibili di vita e di consumo, non si attenua. Le sorti di questi grandi polmoni verdi dipendono dalla mano dell’uomo e tutelare l’Amazzonia, come tutte le altre foreste del Pianeta, deve essere un obiettivo comune. Senza dubbio primo fra tutti il governo brasiliano, ma anche degli altri Paesi, compresa l’Unione europea, che dovrà sempre più essere capace di dotarsi di una normativa in grado di garantire che il cibo che mangiamo e i prodotti immessi sul mercato non siano stati ottenuti sacrificando foreste e anche i diritti umani.