ANIMALI BRUTTI SPORCHI E CATTIVI: I BRUTTI

Nel regno animale non tutte le specie sono amate e degne di protezione perché vittime di pregiudizi e false credenze. In realtà sono specie più che interessanti, utilissime e in molti casi a rischio di estinzione.

AMBIENTE
Chiara Grasso*
ANIMALI BRUTTI SPORCHI E CATTIVI: I BRUTTI

Nel regno animale non tutte le specie sono amate e degne di protezione perché vittime di pregiudizi e false credenze. In realtà sono specie più che interessanti, utilissime e in molti casi a rischio di estinzione.

Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali di altri…o potremmo dire, sono più “animali” di altri. Di chi parliamo? Di tutti quegli animali considerati meno degni di attenzioni, rispetto, protezione e benessere delle altre specie solo perché considerati ‘brutti, sporchi o cattivi’. Animali che vengono perseguitati e disprezzati per i pregiudizi che l’ignoranza ha solidificato nel pensare comune. Animali meno carini e coccolosi di quelle specie che vengono utilizzate nelle pubblicità, forse meno simpatici dei nostri gattini, forse meno carismatici di quelli che ci mostrano nei documentari e nelle pubblicità, ma non per questo meno importanti per l’ecosistema, meno degni di ricevere il nostro rispetto, la nostra considerazione e la nostra tutela. In questa rubrica dedicata agli animali ‘brutti, sporchi e cattivi’ approfondiremo qualche aspetto interessante della loro etologia, perché come dice il vecchio detto: “si protegge quello che si ama, si ama quello che si conosce e si conosce quello che ti raccontano”.

Conosciamo, quindi, due animali considerati ‘brutti’.

Se mi baci non divento un principe…ma in compenso rischi di uccidermi.

Secondo uno studio scientifico i rospi sono tra gli anfibi più detestati un po’ per le loro sembianze rugose e viscide, ma soprattutto per la falsa credenza che siano velenosi. Stiamo parlando delle bufotossine come arma di difesa nel caso in cui vengano molestati o si sentano minacciati. Contrariamente a quello che si pensa però, il veleno dei rospi non è mortale per gli esseri umani e la sostanza è presente solo nella parte dorsale e ventrale del corpo (no, l’urina dei rospi non è velenosa). La loro nomea di animali brutti riecheggia anche nelle favole per bambini dove la principessa trasforma brutti rospi in splendidi principi, baciandoli. In realtà dovremmo sempre evitare di toccare i rospi, come tutti gli anfibi. La loro pelle non è semplice epidermide come per noi esseri umani. Per gli anfibi, la pelle è respirazione. Prendere in mano una rana, un rospo o una salamandra, infatti, potrebbe essere molto pericoloso per la loro vita: si rischia di lacerare la pelle di questi animali a sangue freddo con il nostro sangue caldo e di attaccare loro parassiti e infezioni che, una volta lacerata la loro pelle squamosa, potrebbe diventare una vera e propria ferita che non si curerà facilmente, rischiando ulteriori infezioni fino a portarli alla morte. Risparmiamo loro lo stress di queste manipolazioni inutili e osserviamoli a distanza, rispettandoli e ammirandoli nei loro comportamenti straordinari!

No, non mi attacco ai capelli, non succio il sangue e no, non è colpa mia se mi avete mangiato crudo.

Reso famoso dai racconti di vampiri, il pipistrello è purtroppo, ancora oggi vittima di bracconaggio e persecuzioni a causa delle false credenze che dominano il pensiero comune sul suo conto. A ciò si è aggiunto il Covid-19 e il famoso salto di specie (spillover) secondo cui il Coronavirus sia passato dai pipistrelli, in cui non era letale, all’essere umano. Come sempre, però, anche qui la colpa non è degli animali ma delle attività umane che in questo caso hanno apprezzato la carne di pipistrello, cruda, incuranti di parassiti, virus ed infezioni. Una delle idee più diffuse tra le persone, anche prima del Covid-19, è, infatti, che i pipistrelli rappresentino una concreta minaccia per la salute umana. Si tratta di una preoccupazione (quasi) del tutto infondata. In realtà, diversi studi scientifici hanno dimostrato che questi mammiferi presentano un’elevata resistenza alle infezioni virali. Sono addirittura in grado di mitigare la risposta infiammatoria causata da stress e infezioni. Si tratta di un aspetto, insieme alla loro sorprendente longevità e bassa suscettibilità al cancro, di forte interesse per la ricerca biomedica con applicazioni sugli esseri umani. Quindi non solo non sono pericolosi, ma anzi, potrebbero anche essere una preziosa risorsa per la nostra salute.

I pipistrelli hanno un’etologia eccezionalmente sorprendente: dalla loro capacità di muoversi e cacciare utilizzando gli ultrasuoni, chiamata ecolocalizzazione (motivo per cui è impossibile che si attacchino ai capelli), alla loro funzione di impollinatori in alcune parti del mondo, alla spiccata empatia e altruismo in alcune specie di chirotteri centroamericani. Oggi, molte specie di chirotteri tra quelle conosciute sono a rischio di estinzione a causa dei pesticidi (alcuni pipistrelli sono infatti insettivori e utilissimi antizanzare naturali), dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento luminoso, della perdita dell’habitat, attacchi di gatti domestici, turbine eoliche e costruzioni antropiche. Cerchiamo quindi di proteggere questi splendidi mammiferi volanti, invece di lasciarci trascinare da un immotivato odio. Costruiamo bat box nelle nostre case per accoglierli in primavera, non lasciamo i gatti cacciare fauna selvatica, evitiamo insetticidi e spegniamo le luci del balcone se non ci servono: sono solo piccoli accorgimenti per una convivenza consapevole!