ANIMALI BRUTTI SPORCHI E CATTIVI: I CATTIVI

Per la serie degli ‘animali meno animali di altri’ approfondiamo due specie considerate “cattive” per scoprire la loro sorprendente etologia.

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Chiara Grasso*
ANIMALI BRUTTI SPORCHI E CATTIVI: I CATTIVI

Per la serie degli ‘animali meno animali di altri’ approfondiamo due specie considerate “cattive” per scoprire la loro sorprendente etologia.

Per l’ultima puntata della serie di articoli dedicati agli animali “brutti, sporchi e cattivi” parleremo di quegli animali considerati ‘cattivi’ a causa di pregiudizi e false credenze. Proviamo quindi a conoscerli meglio per odiarli un po’ meno.

Lasciatemi stare: non voglio farvi male. Anzi…ho paura di voi!
Passeggiando in un sentiero di montagna, è possibile incontrare esseri striscianti che possono farci spaventare: bisce, biacchi, natrici, colubri…o vipere!  Sebbene purtroppo le vipere siano sempre meno comuni e sia sempre meno frequente incontrarne una, è importante ricordare che le vipere non attaccano mai di proposito l’essere umano. Per loro il veleno è sacro: è una pozione magica da centellinare per cacciare, non per attaccare un escursionista. Il veleno, infatti, contiene sia neurotossine che emotossine ed è ottimale per uccidere una preda di piccole dimensioni come piccoli roditori, anfibi o uccellini, non l’essere umano. La vipera, infatti non ha alcun interesse a fiondarsi sull’essere umano; tuttavia, è possibile che, se disturbate e minacciate, possano difendersi. Diventa fondamentale quindi essere escursionisti consapevoli e rispettosi, sapendo come comportarsi in caso di incontro con una vipera, ricordandoci che come sempre che la convivenza con la fauna selvatica inizia dall’idea che siamo noi che ci troviamo a casa loro e non il contrario. Sì, anche il nostro giardino è casa della Natura. L’essere umano ha colonizzato 4/5 di mondo, creato infrastrutture, cementato, inquinato, disboscato…sarà mica un serpente in giardino o lungo il sentiero che stiamo percorrendo a preoccuparci? Basta sapere cosa fare e come comportarsi. Innanzitutto, occhi a terra e non al cellulare. Ma questo consiglio vale sempre, non solo per evitare le vipere.
Evitiamo di sederci nelle pietraie nel momento più caldo delle giornate d’estate, ad esempio. Questo perché le vipere sono rettili, sono animali a sangue freddo e quindi tendono ad esporsi ai raggi solari per alzare la temperatura corporea, soprattutto durante la gestazione, la muta e la digestione di una preda. È infatti attiva principalmente di giorno, nei luoghi dove le temperature raggiungono i 25-27 gradi. Durante l’inverno si rifugia in letargo anche per sette lunghi mesi. Se dovessimo incontrarne una cerchiamo di fare rumore sbattendo i piedi o un bastone a terra, in modo che le vibrazioni la facciano allontanare. Evitiamo di scappare, urlare, sfidarla o colpirla con pietre. Oltre ad infastidirla ed innervosirla, rischiamo di farla sentire minacciata e quindi a quel punto potrebbe eventualmente anche attaccarci, sebbene prima di attaccarci ci lancia un ulteriore avviso, mostrando il collo piegato a ‘S’ ed emettendo un sibilo. Ricordiamoci, inoltre, che uccidere una vipera è un atto illegale in quanto è una specie protetta! Comportiamoci in modo rispettoso e cauto e non ci sarà motivo di preoccuparsi, né per noi né per i nostri cani, se debitamente al guinzaglio come dovrebbe sempre essere. Si tratta sempre di buon senso anche nella convivenza con animali fantastici ma vittime di pregiudizi e paure infondate come le vipere.

Se mi conoscessi davvero non mi odieresti così tanto.

Un altro degli animali più temuti e detestati tanto da scatenare una vera e propria fobia sono i ragni. Comunamente creduti insetti, in realtà i ragni hanno 8 zampe, non 6 come gli insetti…quindi no, i ragni non sono insetti! Questo però non aiuta nel gestire le urla e le fughe alla vista di un povero aracnide, a cui solitamente seguono ciabattate e uccisioni dell’animale. Sicuramente uno dei motivi che sottostanno alla paura dei ragni è la ragione evolutiva di cui abbiamo parlato nella scorsa puntata della rubrica secondo la quale le fobie e i disgusti dell’essere umano sono collegati alla nostra storia evolutiva. È possibile, infatti, che i ragni, migliaia di anni fa, fossero effettivamente un pericolo per la sopravvivenza dei nostri antenati, perché velenosi o estremamente dolorosi in caso di morso. Oggi però, tra le 1600 specie di ragni italiani, quelli davvero pericolosi e nocivi sono praticamente pari a zero. Le nostre paure sono quindi tramandate nel DNA ma con una debole concretezza al contesto attuale. Partiamo dal presupposto che in tutto il mondo sono stati stimate circa 600 mila specie di ragni, di cui ne conosciamo solo un sesto…immaginiamo quindi quanto generalizziamo ogni volta che parliamo di “ragno”. Nonostante questo, però, è indubbio che una delle caratteristiche fondamentali dei ragni sia la loro magica capacità di essere gli architetti del regno animale con le loro ragnatele, che non servono solo a catturare e a conservare le prede come tutti pensiamo ma sono utili anche durante i trasferimenti, come fossero una vela, e nei riti nuziali, per conquistare le femmine, e infine per la conservazione delle uova attraverso il sacco ovigero. Le ragnatele sono fatte di seta, con fili in materiale viscoso (proteine) che gli stessi ragni secernono tramite apposite ghiandole. Un’altra dote delle ragnatele è la loro flessibilità: pensiamo che l’acciaio, per esempio, può essere allungato solo dell’8% prima della rottura, il nylon del 20%,

mentre la seta di alcune ragnatele può essere allungata fino a 20 volte la dimensione originale (quindi del 20.000%). Ma perché il ragno non rimane esso stesso impigliato nella sua ragnatela? Mentre il ragno tesse la sua appiccicosa tela per invischiare le prede, tesse anche un percorso di sicurezza con una varietà di tela non appiccicosa, che può essere attraversata senza rimanerne impigliati e che normalmente costruisce la struttura base dell’architettura della sua tela.
Il ragno, solo se è spaventato, può rimanere impigliato nella sua stessa rete, esattamente come accade alla sua preda, ma il suo corpo è in grado di emettere una “secrezione oleosa” che funziona da solvente chimico e che gli permette prontamente di liberarsi. Incredibile no?
Insomma, prima di utilizzare fastidiosi e dannosi insetticidi in casa contro zanzare, moscerini e insettini vari, adottiamo un ragno che sia nostro complice nella lotta contro gli insetti in casa. Una bella ragnatela, per quanto poco estetica può essere un’ottima risorsa per tenere lontano da casa animaletti che non vorremmo avere e fidatevi che l’ultimo interesse del ragno siamo noi! Proviamo a conoscere questo splendido animale affascinante dai mille comportamenti interessanti. Osserviamolo, facciamocelo amico, evitiamo di disturbarlo e soprattutto di ucciderlo. La nostra paura non vale la sua vita. Piuttosto se proprio non sopportiamo l’idea di averlo in casa, catturiamolo con un bicchiere, facciamo scivolare sotto al bicchiere un foglio di carta e portiamolo fuori da casa, ma basta ciabattate!

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