ANIMALI FERITI, COSA FARE?

Il chi, cosa, come per aiutare gli animali domestici o selvatici feriti. Dalla legge a siti web che possono venirci in soccorso.

AMBIENTE
Chiara Grasso*
ANIMALI FERITI, COSA FARE?

Il chi, cosa, come per aiutare gli animali domestici o selvatici feriti. Dalla legge a siti web che possono venirci in soccorso.

Tra le domande più frequenti che vengono fatte a chi lavora con e per gli animali, forse c’è proprio questa: “Ho trovato un animale ferito. Cosa faccio? Dove lo porto?”
Innanzitutto è fondamentale fare distinzione tra animali domestici (cani, gatti, cavalli, galline..) e animali selvatici (cervi, volpi, gufi, lupi, pappagalli, tartarughe…).

Nel caso in cui ci trovassimo di fronte ad un animale domestico investito o in difficoltà dobbiamo contattare le forze dell’ordine. Se siamo su una strada a scorrimento veloce, contattiamo la Polizia stradale al numero unico 113. Se si tratta di soccorsi particolari (tetto, albero, cunicolo, ecc.), chi dobbiamo chiamare sono i Vigili del fuoco al numero nazionale 115. Se si tratta di un animale in mare, il nostro interlocutore sarà invece la Guardia Costiera-Capitaneria di Porto al numero nazionale 1530. Nel caso in cui le autorità non possano raggiungerci in tempo, non arrendiamoci e contattiamo l’ENPA, il canile più vicino, le guardie zoofile della zona o un qualsiasi veterinario che conosciamo che ha sempre il dovere di assistenza previsto dall’articolo 14 del Codice Deontologico della categoria.

Cosa molto diversa avviene invece nel caso in cui trovassimo un animale selvatico in difficoltà. Un uccellino caduto dal nido, un pipistrello nel nostro balcone che ha difficoltà a volare, una volpe investita… insomma, le situazioni possono essere davvero tante ma la prima cosa che dobbiamo ricordarci è: MAI interagire con l’animale selvatico. Mai toccarlo o portarlo via. I motivi sono tantissimi, tra cui il rischio di contagio di malattie zoonotiche (trasmissibili tra Uomo e fauna). Non sappiamo cosa sia successo a quell’animale, potrebbe essere infettato e quindi attaccare qualcosa a noi o potremmo essere proprio noi, che nel tentativo di aiutarlo, in realtà peggioriamo la situazione, attaccandogli qualche virus o infezione o semplicemente stressandolo.

Ed è proprio questa la principale differenza tra il recupero di un domestico e quello di un selvatico: i domestici sono bene o male abituati al contatto e alla vicinanza dell’essere umano, mentre un animale selvatico non è programmato ad interagire con noi, nel suo “DNA” non esiste il contatto con l’essere umano, quindi tutto quello che per noi è una forma di amore, come una carezza, una coccola, un abbraccio o un bacino, in realtà per lui sono azioni estremamente stressanti che attivano il suo sistema adrenalinico di attacco o fuga per cui la prima cosa che dobbiamo fare quando troviamo un selvatico che ha bisogno di aiuto è…non fare niente se non prendere il telefono e chiamare chi può davvero aiutarci a risolvere la situazione. Non sperimentiamoci né veterinari, né etologi, né salvatori. Non lo siamo e qualsiasi nostra azione in buona fede può in realtà mettere ulteriormente in pericolo l’animale.
In questo caso, oltre a chiamare le autorità competenti (polizia, vigili del fuoco o guardia costiera) la cosa migliore da fare è contattare il CRAS (Centro recupero animali selvatici) più vicino a noi. Ce n’è uno per regione o provincia e l’elenco completo e aggiornato lo trovate qui. Gli operatori dei CRAS sono gli unici a dirvi esattamente cosa poter fare e come comportarvi per aiutare davvero l’animale in difficoltà. Prima dei loro consigli, non fate nulla. Né acqua, né cibo, né coccole, né spostamenti.
Ricordiamoci, inoltre, che la fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato (legge L. 27 dicembre 1977, n. 968) ed è pertanto illegale portare a casa un animale selvatico, anche se momentaneamente. Anche se per aiutarlo.
Illegale, inutile, non etico e pericoloso.
Cercare di curare autonomamente un selvatico ferito, cercando su Google come fare è un grande rischio che ci prendiamo, a livello morale, legale e soprattutto per la sopravvivenza dell’animale stesso. In un centro recupero animali selvatici (CRAS), gli animali vengono ospitati il tempo necessario per le cure salva-vita, riabilitati e appena sono pronti, vengono rilasciati in Natura. Per questo è fondamentale che gli animali non si abituino all’essere umano, non vengano imprintati sull’Uomo e non siano dipendenti da noi. Proprio per queste ragioni, è fondamentale che le cure e la degenza sia fatta da professionisti e non da un comune cittadino che si improvvisa, come se salvare una vita fosse un hobby.


Un’altra cosa fondamentale è importantissima, che ogni anno crea tantissimi problemi, è ricordarci di non prelevare MAI piccoli di caprioli, volpi, cerbiatti che troviamo nel bosco. La nostra mania di sentirci Biancaneve e salvare cuccioli di altre specie ci spinge a prelevare dalla Natura animali che non hanno bisogno di noi. I piccoli di altre specie la maggior parte non sono stati abbandonati dalle mamme, come noi crediamo (o speriamo pur di potercelo portare a casa e sentirci degli eroi). Molto spesso la madre sta cercando cibo nei dintorni e lascia appositamente il piccolo tra i cespugli o l’erba alta. Immaginate che dolore, per la mamma, arrivare e non trovare più il suo piccolo e immaginate che spavento per il cucciolo essere prelevato e portato via. Quest’azione mossa da buon cuore obbligherà il piccolo ad essere allevato a mano da esseri umani in una gabbia e non poter mai più rivedere la madre (no, non basta riportarlo dove è stato preso: la madre non lo accetterebbe più). In molti casi, la sopravvivenza dei piccoli senza le cure materne è appesa ad un filo, sebbene abbiano tutte le cure veterinarie necessarie e molte volte saranno costretti a vivere in cattività per il resto della vita. Pensiamoci dieci volte quindi, prima di prelevare (illegalmente) qualsiasi animale dalla natura e chiamiamo chi ha dovere, diritto e competenza per prendersene cura.

A questo ci ha pensato di recente anche Legambiente con un importante strumento online per chi vuole aiutare un animale in difficoltà. È stato infatti, da poco istituito Ecosportello Animali, il servizio online e gratuito che Legambiente offre ai cittadini, direttamente dal proprio pc, tablet e cellulare, con i contatti utili e più vicini per aiutare animali feriti o in difficoltà per poter trovare indirizzi, numeri di telefono e consigli pratici per contattare chi può aiutarci ad aiutare i nostri amici animali. Oltre 1.000 contatti in tutta Italia, insieme ai numeri di emergenza, tra Centri di recupero di animali selvatici, Servizi veterinari pubblici e Uffici comunali che si occupano di animali e delle Polizie municipali.
Non sperimentiamoci veterinari ed eroi: chiamiamo chi può aiutarci.