APPENNINI PER TUTTI

Dall’Abruzzo un progetto per rendere accessibile la montagna a soggetti svantaggiati. E colmare così un vuoto nel turismo ambientale.

AMBIENTE
Domenico Aloia
APPENNINI PER TUTTI

Dall’Abruzzo un progetto per rendere accessibile la montagna a soggetti svantaggiati. E colmare così un vuoto nel turismo ambientale.

Far conoscere l’Appennino abruzzese, renderlo fruibile anche a soggetti disabili e colmare un vuoto presente nel settore del turismo ambientale per le categorie svantaggiate è il compito con il quale nasce il tour operator 100% made in Abruzzo, Appennini for All.

Nonostante la disabilità rappresenti un problema per la vita di tutti i giorni e per lo svolgimento di attività di svago, c’è chi vuole garantire a soggetti svantaggiati le stesse opportunità dei normodotati. É questa la missione di Appennini for All, dove all (tutti) include anche le persone meno fortunate.

L’obiettivo è diffondere il tema dell’accessibilità, creando nuove opportunità turistiche alla scoperta del territorio. Ciò è reso possibile grazie alla partecipazione a tour inclusivi (aperti a normodotati e non) e sostenibili (basti pensare alla visita della Marsica in E bike), grazie ai quali fino ad ora è stato possibile scoprire comuni abruzzesi meno conosciuti e le bellezze del loro territorio. Questo è il caso, sia di paesi meno noti, come Aielli, Surcola Marsicana, San Vincenzo Valle Roveto, sia di altri di maggiore fama, come Ovindoli, Alba Fucens, Tagliacozzo, Avezzano, Celano. Inoltre è possibile creare veri e propri pacchetti personalizzati adattabili alle esigenze dei singoli.

La natura può essere accessibile a tutti, basta solo volerlo, come dimostra l’esperienza dello scorso mese di giugno 2022, sicuramente la più emozionante e gratificante tra quelle fin ora vissute dal progetto. In quell’ occasione l’impegno di 50 portatori ha permesso ad un ragazzo disabile di raggiungere, dopo 12 ore di cammino, la terza vetta degli Appennini, il monte Velino a quota 2487 metri permettendogli di realizzare un sogno molto probabilmente irrealizzabile.

Il vero e proprio carburante per l’avvio dell’ esperienza è stata la vittoria, nel 2020, del primo premio al “Restart Appprogetti che muovono le montagne” per il centro Italia, progetto che la Fondazione Edoardo Garrone di Genova, in collaborazione Fondazione Aristide Merloni di Fabriano insieme a Legambiente dal 2014 dedicano ad aziende (giovani) di Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria in un ottica di rilancio dell’ economia montana. Grazie a Restart App una platea di 15 di giovani di età inferiore ai 40 anni titolari o soci di una rete di imprese operanti nei settori, agricolo, forestale, agroalimentare, turistico, artigianale e culturale, manifatturiero e terziario che promuovano idee di impresa innovative e sostenibili, hanno la possibilità di partecipare ad un campus residenziale, in quell’ occasione svoltosi a Fabriano nelle Marche. I futuri imprenditori hanno la possibilità di approfondire tecniche di gestione dei processi produttivi rurali e di montagna, tendenze macro e microeconomiche, marketing, tecniche e strumenti per l’ottenimento di contributi e finanziamenti per l’avvio dell’impresa, conoscere casi imprenditoriali di successo, ed esperienze di vita.

Appennini for All prevede oltre all’ identificazione e alla ricerca dell’area interessata, la catalogazione di strutture, comunità, percorsi e personale in grado di lavorare con i disabili, la stipula di accordi con enti territoriali, strutture ricettive, ecc e la creazione di marchio Appennini for All del quale gli attori aderenti al progetto potranno fregiarsi.

Quanto riportato è solo un assaggio della realtà di Appennini for All. Per saperne di più abbiamo intervistato l’anima del progetto Mirko Cipollone, quarantenne Abruzzese doc, originario di Avezzano (più precisamente della frazione Cese) in provincia dell’Aquila che ci ha parlato di questa stimolante esperienza felice connubio tra sostenibilità ambientale, riscoperta del territorio appenninico e dei borghi di cui è punteggiato l’Abruzzo con una particolare attenzione verso la disabilità e l’inclusività.

In foto Mirko Cipollone fondatore di Appennini for All
Come e quando nasce Appennini for All? E quale è stato il passaggio dall’ idea iniziale alle prime attività?

Appennini for all è un tour operator che nasce ufficialmente a giugno 2021 a seguito della vittoria al concorso nazionale ReStartApp 2020 – idee che muovono le montagne della Fondazione Garrone. Vincendo il primo premio di 30 mila euro è stato possibile avviare l’impresa, una srl, e affrontare i primi investimenti come la joelette e il sito internet. Io sono l’amministratore unico ma, esternamente all’azienda, mi avvalgo di professionisti che si occupano di marketing, di materiale audiovisivo e ho stretto numerose partnerhsip con associazioni e realtà turistiche importanti. La creatura è abruzzese al 100% anche se nel lungo periodo non ci dispiacerebbe allargarci ed uscire fuori dai confini regionali non solo dal punto di vista dell’offerta turistica, cosa che già stiamo iniziando a fare, ma anche a livello di collaborazioni e di personale.

Spesso le disabilità vengono trascurate o quanto meno messe in secondo piano, rendendo complicata se non impossibile la fruizione di determinate attività da parte di individui con difficoltà di vario tipo. Come rendete possibili queste esperienze e come si svolgono le vostre attività?

La caratteristica di Appennini for All è quella di permettere a persone meno fortunate di vivere le stesse esperienze di quelle normo dotate, di inserire la disabilità in uno scenario positivo e far passare il messaggio che grazie ad una forte volontà anche i problemi in apparenza di difficile se non impossibile risoluzione non lo sono. Partendo dal presupposto che, negli ultimi anni, finalmente il tema dell’inclusività è diventato di attualità e che sono sempre di più le proposte di vacanze per persone con disabilità, (inserisci la,) è altrettanto vero che per quanto riguarda il turismo ambientale e montano le offerte erano veramente limitate. Appennini for all si è inserito proprio in questo spazio lasciato vuoto iniziando ad offrire vacanze, tour ed escursioni inclusive nell’ambiente montano, in particolar modo nell’ Appennino centrale. Attraverso la collaborazione con le istituzioni, principalmente comuni, che fino ad ora devo dire si sono mostrate molto disponibili, pianifichiamo ed organizziamo escursioni in natura e tour dei borghi montani. Rendiamo “accessibili” le esperienze grazie all’ausilio della joelette, particolare sedia a rotelle con una sola ruota che attraverso almeno due conduttori premette alle persone con disabilità motoria di intraprendere qualsiasi tipo di percorso, attraverso il coinvolgimento di interpreti LIS (lingua italiana dei segni) e attraverso la collaborazione con piccole realtà turistiche che già offrivano qualcosa per le persone con disabilità ma che facevano fatica ad emergere in un comparto estremamente competitivo come quello turistico. Insomma mettiamo a sistema le risorse umane e materiali creando pacchetti turistici o esperienze giornaliere che siano fruibili anche e non solo a persone con disabilità.

Tra le attività che riusciamo ad offrire ci sono: canoa, climbing, escursioni con o senza joelette, e-bike e addirittura voli in parapendio tutto anche e non solo per persone con disabilità. Inoltre facciamo un lavoro accurato di ricerca di strutture ricettive accessibili. Questo con una forte volontà sia da parte nostra sia da parte delle istituzioni. Ma, anche e soprattutto da parte delle persone con disabilità che vogliono avventurarsi in qualcosa di nuovo e tutto può diventare fruibile ed accessibile.

Uno dei momenti più importanti raggiunti dalla vostra attività è stata la vittoria del premio Restartapp, cosa ha permesso di farvi ottenere oltre ad una importante e meritata visibilità anche un premio in denaro e come avete utilizzato la somma guadagnata?

La vittoria del premio ReStartApp è stata fondamentale e probabilmente senza quella esperienza e la conseguente vittoria Appennini for all non esisterebbe. Inizialmente l’idea era molto grezza ma comunque è stata selezionata per partecipare al campus residenziale proprio nell’ambito del premio per il quale ogni anno vengono selezionate 15 idee imprenditoriali da sviluppare sugli Appennini. Poi partecipando al campus, grazie alle ottime docenze, ho lavorato all’ottimizzazione e alla funzionalità dell’idea, che è stata oggetto di due presentazioni orali e di un business plan che mi hanno permesso di vincere la somma del primo premio, che ho investito in tutto ciò che mi occorreva per iniziare a lavorare: dall’assicurazione alla joelette, dal sito internet al marketing. Credo sia stata premiata Appennini for all perché ha toccato un tema importante come quello dell’inclusività non tralasciando una valorizzazione territoriale in maniera ecosostenibile. Un tour operator che esce un po’ fuori dagli schemi e che vuole mettere in rete e a sistema le risorse del territorio.

Perché l’idea di occuparsi di turismo ambientale, e non di altre tipologie di turismo (culturale, enogastronomico, ecc)?

Perché il turismo ambientale è una caratteristica del mio territorio. L’Abruzzo ha la fortuna di avere montagne selvagge e bellissime a pochi chilometri da grandi centri come Roma, per esempio, e a pochi chilometri dalla costa. Ma, nonostante questa bellezza, resta una regione poco conosciuta e io, nel mio piccolo, vorrei valorizzarla. Poi considerando che per le persone con disabilità ci sono molte offerte per quanto riguarda il turismo balneare e per le città d’arte ma quasi nessuna per ciò che riguarda il turismo ambientale, ho deciso di “buttarmi” in questo settore. La specializzazione nel turismo ambientale accessibile mi sta consentendo, inoltre, di fare formazione e consulenza per gli attori turistici che si vogliono aprire a questo mondo. Ritengo che la formazione sia fondamentale per poter offrire un servizio di qualità e per tutti.

Quali sono le parole chiave che secondo lei descrivono l’esperienza di Appennini for all, e quale è stata l’emozione più forte che ha potuto vivere grazie a questo suo progetto?

La prima parola chiave è sicuramente inclusività. Tutte le nostre attività sono pensate anche e non solo per persone con disabilità in maniera che il mondo dei cosiddetti normodotati e il mondo delle persone con disabilità finalmente si incontrino e condividano le stesse esperienze. La seconda parola chiave è divertimento. Spesso intorno al mondo delle persone con disabilità c’è sempre un aurea di pietismo e di negatività, noi cerchiamo di divertirci e di fa divertire: spesso lo facciamo avventurandoci anche in qualcosa di moderatamente estremo come quando, alcune settimane fa, abbiamo accompagnato il nostro amico Fabio, un ragazzo con disabilità motoria, in vetta a Monte Velino a 2487 metri 12 ore di cammino con un dislivello positivo di circa 1600 m, una montagna tanto bella quanto dura che Fabio fino a quel giorno vedeva dalla sua finestra e sognava di scalare.  E grazie a noi è riuscito. Abbiamo spinto la joelette con il fisico e con la testa grazie ad altri 50 volontari. Un’impresa unica che ci ha regalato un’emozione altrettanto unica. Facciamo ancora fatica a credere a ciò che abbiamo fatto.

La vostra attività rappresenta un unicum nel territorio abruzzese ed italiano più in generale, ne esistono delle altre?

Da nostre indagini di mercato non esistono tour operator sul territorio italiano che si occupano di turismo ambientale in maniera inclusiva come lo facciamo noi. Quindi con orgoglio possiamo dire di essere un’unicità. Per chi, come me, nasce sull’Appennino il territorio e le montagne rappresentano qualcosa di importante da valorizzare e custodire. E nel mio caso l’Appennino Abruzzese ha fatto la sua parte e lo sta continuando a fare. Le nostre montagne hanno molto da offrire e fortunatamente continuano a mantenere uno stato “selvaggio” fuori dal turismo di massa che affascina e crea stupore a chi le vive.

In un’epoca caratterizzata da un ricorso massiccio alle tecnologie digitali, anche la vostra esperienza ha tratto vantaggio dall’ impiego delle nuove tecnologie. Se si, in che modo?

Onestamente, a parte l’alta accessibilità del nostro sito web, non abbiamo molto a che fare che la tecnologia. Lavoriamo molto manualmente e più con le risorse umane rispetto a quelle digitali. Allo stesso tempo però per forza di cose, soprattutto nel caso del marketing, la tecnologia e i social sono fondamentali per arrivare al target e al pubblico.

Progetti futuri?

Continueremo a promuovere le nostre attività sul territorio attraverso tour dei borghi inclusivi ed escursioni e a proporre pacchetti turistici e vacanze per tutti. Un altro settore che stiamo esplorando e che ci piace molto è quello dell’organizzazione di team building durante i quali facciamo condurre, in massima sicurezza, la joelette ai partecipanti. D’altronde condurre la joelette è un lavoro che va fatto in coordinazione e in tandem e quindi quale miglior esperienza se non questa per formare un team.

Come è possibile entrare in contatto con voi e prendere parte alle vostre attività?

Per restare aggiornati sulle nostre attività potete seguirci sui social (Instagram e Facebook) o visitare il nostro sito www.appenniniforall.com dove la pagina più importante, continuo a sostenere, è quella dei pacchetti personalizzati dove costruiamo la vacanza intorno alle esigenze e passioni dei nostri utenti.