Appunti sotto l’ombrellone

Le riflessioni della scrittrice Gianna Albano. Ho un jukebox nella testa

Ho un jukebox nella testa.
Sceglie i pezzi a caso, eppure, per qualche mistero inspiegabile, poi quella canzone parte…e non smette più.
La canto.
La ricanto.
La ripeto a loop per tutto il tragitto: casa supermercato, supermercato casa.
Se la canzone mi piace, poco male.
Ma non capisco perchè, ogni tanto, arrivi lei, cacchio cacchio, con quel “se bruciasse la città…da te, da te io correrei”.
E perché?
Perché allarmarmi così, di prima mattina?
È un vizio, allora.
Oppure partono a raffica due pezzi inconfondibili di Giorgia, e lì il disco proprio s’incanta: sempre la stessa strofa, cento volte, come se fosse graffiato.
E poi il mixaggio automatico: “vorrei illuminarti l’anima…” che si incastra con ” vorrei parlare al tuo cuore…leggera come la neve”.
Sempre.
Uffa.
Come si esce da qui?
Chiedo aiuto ad Arisa…e niente.
Mi risponde Battisti: “tristezza va…una canzone il tuo posto prenderà”.
A posto.

Gianna Albano

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