ARIA CONDIZIONATA… QUANTO SEI CARA!

Il costo di un condizionatore non è solo monetario ma anche sociale e ambientale. Esempi e suggerimenti per migliorarne l’utilizzo o sostituirlo con rimedi naturali contro il caldo.

AMBIENTE
Pamela Preschern
ARIA CONDIZIONATA… QUANTO SEI CARA!

Il costo di un condizionatore non è solo monetario ma anche sociale e ambientale. Esempi e suggerimenti per migliorarne l’utilizzo o sostituirlo con rimedi naturali contro il caldo.

Gli effetti degli strumenti di raffreddamento artificiale sul pianeta sono disastrosi: i condizionatori usano molta più elettricità di qualsiasi dispositivo elettrico domestico e consumano assieme ai ventilatori circa il 10% dell’elettricità globale.
Secondo l’Environmental Investigation Agency (EIA) entro il 2050 gli impianti di raffreddamento e i ventilatori consumeranno una quantità di elettricità pari a quella consumata oggi dalla Cina e dall’India.
Lo spreco di energia, tuttavia, è solo una parte del problema che riguarda anche la pericolosità delle sostanze emesse: dai condizionatori, infatti, fuoriescono refrigeranti a base di idrofluorocarburi o gas fluororati (HFC), i gas refrigeranti più comunemente usati, responsabili del riscaldamento del pianeta e dell’effetto serra in misura persino maggiore rispetto al diossido di carbonio (CO2).

Le regole vigenti in Europa

I Paesi europei hanno fissato regole precise sull”utilizzo di impianti di condizionamento: il nostro ne ha vietato negli edifici pubblici l’impiego a una temperatura inferiore a 25 °C., mentre la Spagna ha fissato il limite dei 27 °C.

In Francia negli uffici pubblici si possono accendere solo se la temperatura è superiore a 26 °C, mentre in alcuni cantoni della vicina Svizzera l’acquisto di condizionatori è consentito nelle abitazioni private solo in presenza di specifiche condizioni di salute.

La Germania ha introdotto “standard di approvvigionamento verde” per i contratti pubblici che richiedono che gli acquisti di AC rispettino alcuni precisi standard ambientali.

Fuori dall’Europa è il Giappone a dare il buon esempio.  Dopo il disastro di Fukushima del 2011 il risparmio energetico è diventato un tema prioritario nell’agenda nazionale, oggetto di varie campagne di sensibilizzazione per combattere l’abuso degli impianti di climatizzazione a temperature basse, incoraggiando nella stagione estiva l’utilizzo di abiti leggeri e attività rinfrescanti. Secondo le ricerche condotte dal Ministero per l’ambiente, alzando la temperatura di un grado si otterrebbe una riduzione di circa il 13% del consumo energetico nazionale.

Condizionatori rispettosi dell’ambiente?

Un’alternativa all’eliminazione totale degli impianti di raffreddamento potrebbe essere il bando dei condizionatori a idrofluorocarburi, da sostituire con gas refrigeranti più rispettosi dell’ambiente. È quanto sta cercando di promuovere la Commissione europea con la revisione del Regolamento 517/2014 sui gas fluorurati proposta lo scorso aprile e in attesa di approvazione del Consiglio e Parlamento europeo. Tale iniziativa mira a allineare la legislazione allo European Green Deal, riducendo entro il 2030 le emissioni di gas fluorurati di due terzi rispetto ai livelli del 2010.

Rimedi naturali per combattere il caldo

Per chi invece vuole dire addio al condizionatore, esistono esempi virtuosi di alcuni paesi europei che da qualche anno hanno avviato una “lotta senza quartiere” contro i condizionatori. E lo hanno fatto ricorrendo all’‘urbanistica: si tratta di massimizzare gli spazi verdi piantando alberi, soluzione efficace contro il caldo, come dimostra un recente studio satellitare in base al quale contribuiscono a ridurre la temperatura superficiale di oltre 10°C. Ma anche posizionare gli edifici in modo da sfruttare l’ombra e la ventilazione e utilizzare in modo coscienzioso ed efficace l’acqua.
Vienna, che col suo piano climatico risalente al 1999 è tra le città più avanzate in materia di mitigazione climatica, dispone di oltre 1.000 fontanelle pubbliche e di una vasta rete di piscine comunali risalenti agli anni Venti del secolo scorso.  Quattro anni fa la capitale austriaca è stata una delle prime città europee a definire una Strategia contro il calore urbano nell’ambito del Piano delle infrastrutture pubbliche del governo municipale prevedendo una serie di docce sparse lungo le strade da cui fuoriescono delle goccioline d’acqua in forma di nebbia sottile che consentono a cittadini e turisti di passeggiare rinfrescandosi. Rientra nello stesso Piano l’impegno a piantare 4.500 nuovi alberi ogni anno.

Un altro esempio di sfruttamento dell’urbanistica contro il calore è quello di Francoforte, una delle città più torride della Germania, che ha puntato sulla “copertura verde” urbana, piantando negli spazi pubblici circa 200.000 alberi e predisponendo dei corridoi di ventilazione, o ‘Luftleitbahnen‘ in forma di distese di terra o di alberi che, lontane dagli edifici. E ancora in alcune costruzioni recenti ha sperimentato la soluzione dei “tetti verdi” rivestiti con piante in modo da garantire una maggiore frescura rispetto ai tradizionali rivestimenti, un ottimo isolamento e un risparmio energetico.

Scendendo a sud del continente, a Madrid sono stati aperti dei “rifugi climatici” in spazi pubblici climatizzati come biblioteche e centri di ritrovo, e per facilitare l’accesso alle piscine comunali è stata predisposta un’apposita app.

Rientra poi nella Strategia urbana Madrid Island of Colour” del 2019 la costruzione di una “cintura verde” intorno alla capitale lunga 75 km che già ha dato buoni risultati: le immagini termografiche delle aree vicine mostrano che le temperature del suolo sono già state ridotte di 2°C in due anni.

In attesa che i governi dei paesi europei si impegnino per il rispetto delle Strategie per il clima e l’ambiente adottando standard nazionali minimi e incentivando l’acquisto di queste tecnologie si consiglia il sito web, frutto della collaborazione dell’Environmental Investigation Agency e di Greenpeace: Cool Technologies. che offre un database di alcune tecnologie di raffreddamento naturali a livello globale.  La tecnologia c’è, i rimedi semplici e naturali anche. Allora con comportamenti virtuosi “dal basso” cominciamo noi cittadini a dare il buon esempio, pensando alla salute dell’ambiente ma anche a quella nostra e al nostro portafoglio.