ARRIVA L'IDENTIKIT DEL “CONSUMATORE RESPONSABILE”. I GIOVANI IN PRIMA LINEA

Un report realizzato dalla Statale di Milano e dall’Enea rivela i comportamenti delle famiglie in relazione al concetto di “sostenibilità energetica”. Le donne, le più virtuose. I comportamenti degli italiani.

AMBIENTE
Alessio Ramaccioni
ARRIVA L'IDENTIKIT DEL “CONSUMATORE RESPONSABILE”. I GIOVANI IN PRIMA LINEA

Un report realizzato dalla Statale di Milano e dall’Enea rivela i comportamenti delle famiglie in relazione al concetto di “sostenibilità energetica”. Le donne, le più virtuose. I comportamenti degli italiani.

Quanto tieni realmente all’ambiente? Cosa fai praticamente per preservarlo? Dipende da dove vivi, di che sesso sei e quanti anni hai. A sostenere questa tesi è il report “Efficienza energetica e comportamenti individuali e comunitari in Italia” del dipartimento Psicologia Sociale dell’Università Statale di Milano e del dipartimento Unità Efficienza Energetica dell’Enea, che fotografando le “abitudini energetiche” degli italiani arriva a tracciare l’identikit del “consumatore responsabile”. Lo studio è stato realizzato esaminando comportamenti, azioni e interventi messi in atto negli ultimi cinque anni da un campione di famiglie in Lombardia rispetto l’intenzione di ridurre la propria bolletta energetica ed in generale di tutelare maggiormente l’ambiente. Il progetto è stato promosso dal ministero della Transizione ecologica nell’ambito della campagna nazionale sull’efficienza energetica “Italia in Classe A”.

E quindi, è possibile tracciare un “identikit” del bravo consumatore? In parte si: ad esempio, secondo lo studio, le donne sono più attente degli uomini. E sono i piccoli particolari a fare la differenza: l’utilizzo delle lavatrici a pieno carico, oppure il fatto di vestirsi con abiti più caldi e pesanti in inverno sono state alcune tra le risposte più comuni. Azioni pensate e realizzate con l’obiettivo specifico di risparmiare e consumare meno energia, che dunque secondo il report appartengono più al genere femminile che a quello maschile. Perchè? Per una maggiore convinzione rispetto all’utilità delle azioni individuali con l’obiettivo di raggiungere un risultato finale collettivo: l’uomo appare più scettico nei confronti della possibilità che il comportamento di un singolo possa avere un impatto reale sul sistema sociale nel suo complesso.

Altro fattore dirimente risulta essere l’età anagrafica, che orienta anche il senso delle scelte effettuate nella quotidianità: i giovani sono più attenti all’ambiente ed alla sostenibilità energetica, e quindi adottano comportamenti più consapevoli e volti a minimizzare l’impatto individuale sul sistema complessivo. Soprattutto nella fascia tra i 18 e i 37 anni lo studio mette in evidenza una maggiore predisposizione al cambiamento ed una maggiore adesione ad un’etica sostenibile, anche in riferimento ai temi della mobilità e della condivisione dei servizi. Di contro, chi è più anziano – in particolare la fascia “over 78” – mostra una attenzione quasi esclusivamente rivolta al risparmio economico, in particolare rispetto ai consumi di luce ed acqua.

A fare la differenza è anche il luogo fisico nel quale si vive: lo studio ha messo in evidenza come chi abiti all’interno di condomini sia più attento ad ambiente, consumi ed innovazione rispetto a chi vive in abitazioni indipendenti. La minore disponibilità di spazi incide sulle scelte che vengono effettuate quotidianamente: meno elettrodomestici e sistemi di riscaldamento spesso condivisi sono i  principali fattori che fanno la differenza in questo caso. Di contro, chi vive in abitazioni indipendenti dimostra più attenzione e reattività rispetto gli incentivi economici che lo stato propone per innovare ed abbattere i consumi energetici.

Ilaria Bertini, direttrice del Dipartimento unità efficienza energetica dell’Enea, nel commentare i risultati dello studio ne ha spiegato anche il senso: «Dal report emerge quanto sia importante, in termini di efficacia, la possibilità di fornire agli utenti una serie di feedback in tempo reale circa la correttezza dei propri comportamenti, allo scopo di progettare strategie di sensibilizzazione che interagiscono direttamente con i cittadini, attuate attraverso metodologie in grado di iscriversi in tempo reale nel processo e nelle dinamiche quotidiane di utilizzo condiviso e individuale delle fonti rinnovabili».