ARTE E NATURA ALL’OASI DYNAMO

Sulle montagne pistoiesi un’area naturalistica diventa anche spazio per l’arte contemporanea. Un’oasi che si raggiunge a piedi, dopo una camminata nel bosco.

TURISMO
Susanna Bagnoli
ARTE E NATURA ALL’OASI DYNAMO

Sulle montagne pistoiesi un’area naturalistica diventa anche spazio per l’arte contemporanea. Un’oasi che si raggiunge a piedi, dopo una camminata nel bosco.

Sull’Appennino Pistoiese, all’interno dell’Oasi Dynamo, un’area naturalistica che si estende per circa mille ettari sulla montagna, dove nei primi anni del ‘900 sorgeva lo stabilimento della SMI, la Società Metallurgica Italiana, nasce ad agosto Oasy Contemporary Art, uno spazio per l’arte contemporanea.

All’anima naturalistica di un’area che è oggi un territorio prevalentemente boschivo, una riserva dove vivono specie di piante rare ed una grande varietà di animali selvatici, si affianca uno spazio per l’arte. Il nuovo progetto nasce con la direzione artistica di Emanuele Montibeller e verrà inaugurato il 5 di agosto.

A fare la differenza è anche il come si arriva all’oasi, vale a dire percorrendo un sentiero nel bosco, dopo aver lasciato l’auto in località Piteglio ed aver camminato per circa 45 minuti. L’esperienza, quindi, comincia con il cammino, non con l’arrivo a destinazione.

Ad inaugurare il posto, sono stati invitati l’artista David Svensson e il fotografo Massimo Vitali, con due progetti pensati apposta per lo spazio.

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Oasi naturalistica dove sorge il centro espositivo (credit photo a Andrea Alfier)

L’Oasi Dynamo

che arriva sino a 1100 metri di altitudine, era un tempo la riserva di caccia della famiglia Orlando, che sulla montagna pistoiese, nel 1911, aveva fondato la Società Metallurgica Italiana.

Recuperata nel 2006, la riserva è oggi un territorio prevalentemente boschivo, in parte dedicata alle tradizionali attività dell’agricoltura e dell’allevamento, ma si è aperta negli anni anche all’ospitalità, all’eco turismo, alla divulgazione di una cultura sostenibile dell’ambiente.

Percorso il sentiero nel bosco, dopo aver camminato all’ombra dei castagni, lo spazio espositivo ti accoglie su un pianoro soleggiato, da cui si gode una vista splendida su tutte le montagne circostanti.

In quella che sino a poco tempo fa era un’immensa stalla per le mucche, è stato allestito lo spazio che si inaugura con la mostra di Massimo Vitali, a cura di Giovanna Calvenzi, “La Grande Oasi. The way we live, now”. Vitali, nato a Como nel 1944, è oggi uno dei fotografi italiani più noti e apprezzati nel panorama internazionale e le sue opere fanno parte di numerose collezioni pubbliche e private. Il progetto realizzato per Oasy Contemporary Art ha come protagonisti gli uomini ed il territorio, in un dialogo nel quale la presenza umana è misura stessa del paesaggio.

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Allestimento mostra di Massimo Vitali (credit photo allestimento Mattia Marasco)

Home of the World

Oltre lo spazio-museo, in un percorso che segue la curva della collina, sventola contro il cielo “Home of the World”, l’opera dell’artista svedese David Svensson realizzata da centinaia di bandiere. Simbolo per eccellenza delle identità nazionali, le bandiere sono l’espressione di un sentire popolare, di una storia, di tradizioni e di cultura. Il percorso realizzato da Svensson, lungo alcune centinaia di metri, è caratterizzato da un grande collage con tutte le bandiere del mondo. Ogni singola bandiera perde il proprio carattere distintivo e viene in qualche modo contaminata dall’accostamento di forme e di colori con le altre.

La mostra di Massimo Vitali e l’installazione di David Svensson si inaugurano il 5 agosto 2023 e resteranno visitabili sino al 5 novembre 2023.

Nel periodo di esposizione saranno infine organizzati incontri con scienziati, filosofi, artisti, architetti, antropologi, poeti e scrittori.

Credit photo in copertina: Una foto di Massimo Vitali che sarà in mostra