ARTE E SOSTENIBILITÀ ALLEANZA "SALVA PIANETA"

Una coalizione mondiale di galleristi, arrivata anche in Italia, si batte per ridurre l’impatto ambientale del mondo dell’arte.

AMBIENTE
Thais Palermo
ARTE E SOSTENIBILITÀ ALLEANZA "SALVA PIANETA"

Una coalizione mondiale di galleristi, arrivata anche in Italia, si batte per ridurre l’impatto ambientale del mondo dell’arte.

Come recita il proverbio: a mali estremi, estremi rimedi. Di questa sapienza popolare si sarà armato il trentaseienne francese che lo scorso maggio ha lanciato una torta contro il quadro più famoso e redditizio al mondo, La Gioconda, facendosi passare per una anziana in sedie a rotelle. Dopo il gesto, eclatante ma innocuo per l’opera d’arte – che è protetta da un vetro antiproiettile, – il giovane ha lanciato un appello al mondo dell’arte: “Ci sono persone che stanno distruggendo la Terra…Tutti gli artisti, pensate alla Terra. Ecco perché ho fatto questo. Pensate al pianeta“. Non sembra che l’atto, classificato come vandalico, abbia sortito un grande effetto, se non quello di far finire il “vandalo” in prigione e poi sotto valutazione in una clinica psichiatrica, destino da un inquietante sapore Amarcord.

A chi ha voluto cogliere la profonda valenza simbolica dell’atto, lo sfortunato giovane ha dato l’opportunità di riflettere, ancora una volta, sulla relazione tra l’arte e la sostenibilità, e su quanto l’industria dell’arte – ma anche l’industria culturale in generale, sia impegnata a ridurre la sua impronta ecologica. Risale ormai al 2014 la prima installazione Ice watch, creata dall’artista Olafur Eliasson: dodici giganteschi blocchi di ghiaccio proveniente dalla Groenlandia, lasciati sciogliere dinanzi all’edificio del comune di Copenaghen. Stessa installazione proposta in occasione della Cop21, a Parigi, l’anno dopo, e a Londra nel 2018. L’opera di Eliasson, artista danese-islandese che come altri della sua generazione usa l’arte contemporanea per veicolare, anche in modo provocatorio, temi di attualità, invitava gli spettatori a un’interazione reale con il ghiaccio, e con il suo infausto destino.

L’artista si è quindi interrogato su quale fosse l’impatto climatico delle sue opere, e per renderle più sostenibili, si è rivolto all’associazione britannica Julie’s bicycle, che si occupa di ridurre l’impronta carbonica nel settore artistico e culturale. È stato l’inizio di una sensibilizzazione nel settore che non si sarebbe arrestata, fino a culminare, nel 2020, con la creazione della Gallery climate coalition, organizzazione senza fine di lucro che supporta persone e organizzazioni legati al mondo dell’arte a ridurre il proprio impatto ambientale.

Il mondo dell’arte può essere relativamente piccolo, ma questo non significa che non si debba essere sostenibili“, ha dichiarato Heath Lowndes, cofondatore della Coalition, al New York Times.  “Abbiamo l’opportunità di stabilire standard di responsabilità ambientale con il potenziale di influenzare e raggiungere un pubblico enorme”, ha concluso. Dopo soli due anni dalla sua creazione, la Gallery Climate Coalition conta più di 800 membri provenienti da tutto il settore artistico, impegnati nella sua missione di ridurre le emissioni di carbonio di almeno il 50% entro il 2030, in linea con gli accordi di Parigi sul clima. L’obiettivo del GCC è quello di facilitare la decarbonizzazione del settore dell’arte visiva e di promuovere pratiche a rifiuti zero.

Per aiutare gli artisti a ridurre le circa 70 milioni di tonnellate di CO2 emesse ogni anno dal mondo dell’arte, la coalizione ha creato e messo a disposizione sul proprio sito web il GCC Carbon Calculator uno strumento online gratuito progettato per aiutare a stimare l’impronta di carbonio delle attività artistiche, sulla base di parametri comuni alla maggior parte delle gallerie d’arte nel mondo. L’obiettivo, oltre a essere uno strumento di facile utilizzo, è quello di fornire una rapida ripartizione visuale delle principali fonti di emissioni di gas a effetto serra.

Il calcolatore rientra tra le azioni di un piano più ambizioso, quello approvato lo scorso novembre: il Decarbonisation action plan , che contiene una guida per il raggiungimento degli obiettivi entro il 2030, e tiene conto dei settori più impattanti – come la logistica, il più problematico e che è stato affrontato recentemente con delle linee guide specifiche – la Shipping campaign.

La “costola” italiana della Climate Coallition è stata creata lo scorso marzo, con la presenza di gallerie importanti quali la Thomas Dane, la Cardi gallery e Kaufmann repetto, e la fondazione Palazzo Strozzi, di Firenze.