BANCA ITALIA CI FA RESPIRARE MEGLIO

Nell’Eco rapporto 2022 la banca nazionale produce -20% di emissioni di gas serra nel 2019, e accelera la svolta green determinata a valorizzare la propria impronta ecologica.

AMBIENTE
Maria Grazia Ardito
BANCA ITALIA CI FA RESPIRARE MEGLIO

Nell’Eco rapporto 2022 la banca nazionale produce -20% di emissioni di gas serra nel 2019, e accelera la svolta green determinata a valorizzare la propria impronta ecologica.

Tassi d’interesse, mutui, prestiti, tasse, inflazione, spread, sono parole, da tempo, diventate consuete ma non amiche. Hanno il potere di segnalarci scenari non rosei o di ricordarci scadenze di pagamenti. In questo quadro pochi sono disponibili a immaginare le banche come “amiche” e protagoniste della svolta green di cui il nostro pianeta ha bisogno. Eppure, anche se dietro le politiche ecologiche regna l’interesse primario di questi istituti, cioè l’analisi di costi e benefici delle politiche economiche, sta di fatto che la lungimiranza finanziaria può aiutarci a vivere meglio nel quotidiano, a respirare più ossigeno.

Il rapporto diffuso in questi giorni dà conto delle iniziative intraprese in proposito e dei risultati raggiunti da Banca Italia, la banca centrale della Repubblica italiana, che da tempo ha coniugato lo svolgimento dei compiti istituzionali con l’attenzione a tematiche di rilevanza ambientale e sociale.

L’ Istituto di via Koch vuole ridurre l’impatto ambientale connesso alla produzione, distribuzione, ricircolo e smaltimento delle banconote. Nel 2021 l’88% delle banconote logore triturato è stato inviato a impianti di termovalorizzazione o a impianti per la produzione di combustibile solido secondario; l’obiettivo è arrivare al 100% entro la fine del 2022. Sempre nel 2021 le emissioni di gas serra sono rimaste sostanzialmente stabili nel confronto con l’anno precedente, mentre si sono ridotte di circa il 20% rispetto al 2019. Tra il 2019 e il 2021 si sono soprattutto ridotte le emissioni per l’acquisto di prodotti, beni e servizi, quelle connesse con il ciclo vitale delle banconote e quelle legate ai viaggi di lavoro e agli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti (smart working).

Dal 2013 Banca Italia acquista esclusivamente energia elettrica proveniente da fonti rinnovabili certificate, mentre in piccola parte del proprio fabbisogno viene prodotta da impianti fotovoltaici per la produzione autonoma di energia (nel 2021 i tre impianti già esistenti hanno consentito di produrre oltre 61.000 Kwh), e ne sono in progettazione altri per i prossimi anni.  Numerosi anche gli interventi effettuati sugli impianti di condizionamento invernale, estivo e di illuminazione, nonché sugli involucri edilizi per migliorarne i profili di efficienza energetica. Grazie a queste misure, i consumi di energia elettrica si sono ridotti del 2% rispetto al 2020.

Risparmi anche sugli sprechi di acqua, il cui consumo diminuisce del 14% rispetto al 2019, e sull’acquisto della carta (-59% per uso ufficio, il 63% dell’uso è su carta riciclata e -25% per le pubblicazioni). 

Impegni previsti anche sulla riforestazione, con un accordo sottoscritto con il Comando delle Unità Forestali (Cufa) dell’Arma dei Carabinieri. La prima iniziativa prevista sarà un intervento di riforestazione da realizzare in Italia a compensazione di una parte delle emissioni di gas serra da parte dell’istituto.

In corso ci sono anche collaborazioni con altre istituzioni sui temi della finanza sostenibile e da autorità di vigilanza, contribuisce ad assicurare una prudente gestione dei rischi legati ai profili ambientali, sociali e di governo societario degli intermediari finanziari.

In uno scenario nazionale e internazionale caratterizzato da una crescente attenzione verso le problematiche ambientali, le istituzioni sono chiamate a dare il proprio contributo per uno sviluppo sostenibile che non comprometta la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie esigenze.