BASTA MORIRE DI CALDO

Le ondate di calore sono un fenomeno sempre più preoccupante, soprattutto nelle città. Ma è possibile prevenirle e affrontarle con misure semplici ed economiche.

APPROFONDIMENTO
Pamela Preschern
BASTA MORIRE DI CALDO

Le ondate di calore sono un fenomeno sempre più preoccupante, soprattutto nelle città. Ma è possibile prevenirle e affrontarle con misure semplici ed economiche.

Le conseguenze nefaste del calore si possono prevenire, evitando migliaia di vittime ogni anno.  Ne è convinta la più grande rete umanitaria del mondo, la Federazione Internazionale della Croce Rossa (IFRC), per bocca del suo Presidente, Francesco Rocca, che definisce le ondate di calore come “gli assassini silenziosi del cambiamento climatico“. Insomma “morire di caldo” non è inevitabile.

Quest’anno queste “ospiti indesiderate” si sono presentate prima dell’inizio ufficiale dell’estate. In Italia quella in corso è già la terza ondata, definita simbolicamente Scipione, a ricordo del condottiero di antica romana memoria (non l’Emiliano, l’altro). Ed ha portato con sé la siccità in alcune aree già presente e preoccupante: si pensi alle condizioni drammatiche del Po, ai livelli minimi da 70 anni, ma anche al centro e sud Italia con il rischio di razionamento dell’acqua potabile in gran parte dello Stivale.

E se il nostro paese boccheggia con picchi di temperatura che arrivano fino a 40 gradi, altrove non va meglio. I termometri nelle ultime settimane hanno registrato un innalzamento delle temperature in gran parte dell’Europa, in particolare in Francia e Spagna dove la temperatura nei giorni scorsi ha superato i 40 gradi.

Un fenomeno globale

La questione, lungi dall’interessare esclusivamente il nostro Continente, riguarda il mondo: ogni anno sono  circa 480.000  le vittime delle ondate di caldo secondo uno studio pubblicato su The Lancet, Planetary Health del luglio scorso. Nel mondo sono circa 5 miliardi le persone che abitano in aree soggette a questi fenomeni estremi. La gran parte di questi sono tuttavia prevedibili con giorni o anche settimane in anticipo ed è quindi possibile, anzi necessario, predisporre le misure necessarie per evitare conseguenze dannose (talvolta letali) per le categorie fragili, ricorrendo a sistemi di allerta precoce.
Alla base della gravità e della frequenza delle ondate di calore c’è l’aumento delle temperature globali. I dati parlano chiaro: oltre un terzo dei decessi per temperature eccessive degli ultimi trent’anni è dovuto al riscaldamento globale di natura antropogenica.
“Finché le emissioni di gas serra continueranno, eventi simili diventeranno un disastro sempre più comune”, afferma Friederike Otto, coautrice di una ricerca sulla relazione tra cambiamento climatico e siccità in Pakistan.

Le persone più a rischio sono i più vulnerabili: gli anziani, i neonati, le donne incinte, quelli con malattie preesistenti, i poveri e gli emarginati delle città, che spesso lavorano all’aperto o vivono e lavorano in edifici privi di aria condizionata o ventilazione adeguata.

Combattere il caldo negli spazi pubblici 

Tra gli escamotage per ridurre l’impatto nocivo e talora devastante di condizioni meteo estreme e prevenire decessi legati al caldo va menzionata un’adeguata pianificazione urbana assieme ad altre azioni e strumenti semplici ed economici.
Tra questi la “cassetta degli attrezzi” proposta dal C40 Cool Cities Network, in collaborazione con l’IFRC al grande pubblico, che include semplici stratagemmi facilmente applicabili nei contesti urbani quale l’aumento dello spazio verde e la verniciatura dei tetti di bianco. Come conferma Mark Watts, direttore esecutivo del gruppo sulla leadership climatica delle città C40, i sindaci delle diverse città che sono parte della Rete stanno investendo su misure e iniziative ad hoc per accrescere la resilienza al calore urbano in continua crescita.
Altri strumenti rientrano nelle cosiddette “infrastrutture blu”: si tratta di fontanelle, impianti di raffreddamento dell’acqua, piscine e fontane pubbliche.

Anche le “infrastrutture grigie” possono essere d’aiuto contro il caldo torrido come la schermatura delle facciate dalla luce solare, i rivestimenti per vetri e il raffreddamento passivo negli edifici. Per aumentare la consapevolezza di queste soluzioni, lo scorso 14 giugno la Federazione della Croce Rossa ha lanciato la sua prima Giornata mondiale di Azione contro il calore (Heat Action Day) e sta mobilitando filiali e partner in oltre 50 città per organizzare eventi di sensibilizzazione sulle strategie volte a ridurre l’impatto del caldo estremo.

Il decalogo contro il caldo

Le aree urbani, le abitazioni assolate e con scarsa ventilazione sono i contesti maggiormente vulnerabili al caldo estremo. Spesso sono anche quelli in cui vivono gli individui più fragili, tra cui malati, bambini e anziani, questi ultimi particolarmente esposti al rischio di disidratazione. Per queste categorie ma anche per tutti gli altri, è consigliato tenere comportamenti adeguati seguendo alcune semplici regole, ampiamente conosciute ma che è utile ricordare:

  • evitare di uscire di casa nelle ore più calde della giornata e, nel caso sia necessario farlo, proteggere il capo con un cappello e la cute con crema solare;
  • indossare abiti leggeri e comodi possibilmente in fibre naturali;
  • rinfrescare gli ambienti, schermando le finestre per riducendo l’entrata del sole nelle stanze.  Quanto all’utilizzo di aria condizionata (di cui peraltro è sconsigliato abusare sia per ragioni salutari-ambientali che, di questi tempi, per motivi economici) è da prevedere in condizioni climatiche estreme, regolando la temperatura tra i 24 e i 26 gradi, provvedendo inoltre alla pulizia regolare dei filtri;
  • ridurre la temperatura corporea rinfrescandosi regolarmente con acqua tiepida (non fredda);
  • limitare l’attività fisica, evitandola nelle ore calde della giornata;
  • bere regolarmente circa due litri di acqua al giorno (ma non eccedere per evitare di affaticare i reni), evitando il consumo di bevande alcoliche e contenendo quello di bibite gassate; assumere cibi leggeri ad alto contenuto d’acqua;
  • la macchina è stata parcheggiata al sole, aprire gli sportelli prima di salire e di iniziare il viaggio; evitare di lasciare nell’abitacolo persone o animali anche per brevi periodi;
  • conservare correttamente i farmaci, tenendoli lontani da fonti di calore e dall’esposizione ai raggi solari e, se necessario, in frigorifero;
  • adottare specifiche precauzioni se si appartiene alla categoria delle “persone a rischio“: consultare il medico segnalando eventuali anomalie e malessere e valutare un eventuale adattamento della terapia;
  • prestare particolare attenzione ai fragili (familiari o vicini di casa anziani, soprattutto se soli) e segnalare alle autorità sanitarie eventuali casi di emergenza e situazioni di pericolo riguardanti persone indigenti e in stato di bisogno.

É semplice limitare le conseguenze deleterie delle ondate di calore, con un po’di buon senso e rispetto per sé stessi e per gli altri (ambiente incluso). Se condizionatori e impianti di refrigeramento restano utili (sempre che siano usati con moderazione e in modo razionale) non trascuriamo altre soluzioni accessibili ed economiche per rendere possibile la convivenza con le alte temperature. Insomma, in tempi caldi è opportuno “rinfrescarsi le idee”.