BIODIVERSITÀ IN PERICOLO, UN PROGETTO PER SALVARE LE PIANTE AUTOCTONE ITALIANE

L’Italia è un Paese particolarmente ricco di biodiversità. Delle più di 2.000 specie e habitat di interesse comunitario protetti dalle Direttive europee, circa il 30% vive nel nostro territorio. Eppure la situazione è critica per circa metà della flora e della fauna terrestre.

AMBIENTE
Thais Palermo
BIODIVERSITÀ IN PERICOLO, UN PROGETTO PER SALVARE LE PIANTE AUTOCTONE ITALIANE

L’Italia è un Paese particolarmente ricco di biodiversità. Delle più di 2.000 specie e habitat di interesse comunitario protetti dalle Direttive europee, circa il 30% vive nel nostro territorio. Eppure la situazione è critica per circa metà della flora e della fauna terrestre.

Per la prima volta sono stati presentati insieme dall’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale – i risultati di tre report che danno conto dei dati italiani elaborati e sistematizzati in risposta alla normativa europea sullo stato di conservazione della fauna, della flora e degli habitat in Italia. Il documento che raccoglie questi risultati fornisce un quadro dello stato di conservazione e delle specie e degli habitat tutelati in ambito Europeo, sia in ambiente terrestre che marino, e delle minacce derivanti dalle specie esotiche invasive. I dati sono allarmanti, sebbene molti degli habitat e specie siano protetti da decenni.

Lo studio si basa sui dati relativi a 655 specie animali e vegetali, a 132 habitat di interesse comunitario, e a 31 specie esotiche di rilevanza presenti in Italia – che rimane uno dei Paesi più colpiti da questa minaccia. Il quadro emerso, da una parte evidenzia un miglioramento dello stato di alcune componenti naturali, ma dall’altra rivela un numero eccessivo di specie e habitat che si trovano in uno stato di conservazione sfavorevole, anche a causa dei rischi legati alle specie aliene invasive.

Se il cosiddetto “stato di conservazione favorevole” rappresenta, secondo la metodologia europea, la situazione in cui un habitat prospera in termini di qualità ed estensione dell’area che occupa, con buone prospettive per cui tali condizioni restino stabili anche in futuro, non c’è da rallegrarsi se più della metà della fauna terrestre e della flora – rispettivamente il 54% e il 53% – si trovano in stato di conservazione sfavorevole. Percentuale che raggiunge il 22% per le specie marine.

Ancora più allarmante il dato relativo agli habitat terrestri e alle acque interne: l’89% si trova in cattive condizioni di conservazione. Lo stato di conservazione degli habitat marini invece è favorevole nel 63% dei casi, ma resta sconosciuto per il restante 37%, non essendo possibile quindi una sua reale valutazione. Ugualmente preoccupanti i dati per l’avifauna, che danno conto di un 37% delle specie a rischio di estinzione.

Life Seedforce – un progetto per salvaguardare le piante autoctone

Arrivano dal Programma Europeo LIFE – dedicato ai progetti di salvaguardia dell’ambiente e della natura – più di 7 milioni di Euro per una iniziativa inedita quanto promettente per la protezione delle piante autoctone in Italia.

Guidato dal MUSE, il Museo delle Scienze di Trento, il progetto “Life Seedforce – Using Seed banks to restore and reinforce the endangered native plants of Italy” verrà attuato da quindici istituzioni rappresentative di dieci Regioni italiane e di altri tre Paesi dell’Unione: Francia, Malta e Slovenia. Obiettivo principale dell’iniziativa è migliorare lo stato di conservazione di 29 specie previste dalla normativa Ue e che si trovano ad oggi in uno stato di conservazione sfavorevole.

Il progetto punta anche a raggiungere importanti obiettivi in termini di habitat, e lavorerà allo sviluppo di misure per contenere il sovrapascolamento  e per eradicare le specie aliene invasive secondo le migliori pratiche attualmente utilizzate.

“Per la prima volta un progetto Life che fa sistema a livello nazionale per salvare le piante a maggior rischio di estinzione”, sono le parole di Costantino Bonomi,  conservatore di Botanica del MUSE e coordinatore del progetto, che racconta il valore aggiunto del progetto: “una vera e propria rescue operation, compiuta su 29 specie, di cui 28 in Italia, particolarmente rare e minacciate presenti in 76 hot-spot di biodiversità”, ha proseguito Bonomi, che difende l’approccio integrato grazie al quale verranno rimosse o mitigate le minacce che gravano su 107 siti di intervento in Italia, dove verranno trasferiti circa 20.000 individui di queste specie rare, propagate massivamente in serra e in laboratorio per spezzare le catene dell’isolamento che oggi le condannano all’estinzione.