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Bollette 2026: Sconti in arrivo e stop ai prezzi minimi

Il Decreto-legge sul tavolo del consiglio dei ministri. Le linee guida

Dopo un lungo iter di riscritture e rinvii, il nuovo Decreto-legge Bollette (DL Energia 2026) è finalmente pronto per il tavolo del Consiglio dei ministri, atteso per mercoledì 18 febbraio 2026. La bozza definitiva delinea una strategia a doppio binario: da un lato il sostegno diretto a famiglie e imprese contro la volatilità dei mercati, dall'altro una profonda riforma degli incentivi alle rinnovabili per alleggerire gli oneri di sistema nel lungo periodo.

Le linee guida

La misura centrale per il 2026 è il contributo straordinario di 90 euro, destinato ai nuclei che già beneficiano del bonus sociale elettrico.

  • Requisiti: ISEE entro i 25.000 euro.
  • Limiti di consumo: Il contributo sarà riconosciuto a chi registra consumi elettrici nel bimestre non superiori a 0,5 MWh (e sotto i 3 MWh annui), per premiare l’efficienza energetica.
  • Risorse: Stanziati 315 milioni di euro. Lo sconto sarà automatico in bolletta, gestito tramite delibera ARERA.

Per le famiglie con ISEE fino a 25.000 euro che non rientrano nel bonus sociale, si valuta un
ulteriore contributo fino a 200 euro erogato direttamente dai venditori, i cui dettagli operativi
saranno definiti entro la primavera.

Il Governo ha deciso di mettere mano alla struttura dei costi energetici per il tessuto produttivo italiano, agendo su più fronti. Per le realtà più piccole, come negozi e piccole manifatture, l’obiettivo principale è l’abbattimento della componente ASOS in bolletta. Si tratta di quegli oneri legati al sostegno delle energie rinnovabili che pesano molto sui costi fissi: l’idea è quella di “sgonfiare” queste voci per dare respiro alle attività che non hanno consumi industriali ma subiscono comunque il caro-energia.

Per le industrie pesanti che consumano oltre 80.000 metri cubi di gas l’anno invece, la strategia è di natura finanziaria. Il decreto prevede di utilizzare i guadagni ottenuti dalla vendita del gas stoccato per abbassare direttamente i costi in fattura. Queste somme dovranno essere versate alla Cassa per i Servizi Energetici (CSEA) entro la scadenza del 31 maggio 2026, garantendo così un fondo dedicato esclusivamente alla riduzione dei prezzi per il settore industriale.

Infine, per proteggere l’intero sistema dalle improvvise fiammate del mercato, nasce il nuovo “Servizio Liquidità”. Con una dotazione di 200 milioni di euro, questo strumento fungerà da vero e proprio “ammortizzatore” per i prezzi. L’obiettivo è duplice: da un lato, agganciare con più precisione i listini italiani a quelli europei del TTF (il mercato di riferimento di Amsterdam), dall’altro creare uno scudo contro le speculazioni, evitando che un picco momentaneo sui mercati si trasformi immediatamente in un salasso per le imprese.

Una delle novità più discusse riguarda la rimodulazione degli incentivi per i vecchi impianti fotovoltaici (sopra i 20 kW). Ai titolari verrà proposta una riduzione della tariffa fino al 30% per gli anni 2026-2027, in cambio di un’estensione del periodo di incentivazione. Le somme decurtate saranno restituite a partire dal 2028, con una rateizzazione decennale e interessi fino al 6%.

Il testo interviene anche sui Prezzi Minimi Garantiti (PMG) per gli impianti a biomasse, biogas e bioliquidi, con un piano che porterà all’azzeramento della misura entro il 2031.