BOSCO DEL SASSETO: NATURA, MAGIA E STORIA

Sotto il castello di Torre Alfina (VT) un monumento naturale, un’area protetta dall’alto valore naturalistico per una perfetta simbiosi tra natura e geologia. Un luogo magico ed incantato, un gioiello di diversità forestale da rispettare e conservare per le future generazioni.

TURISMO
Monica Riccio
BOSCO DEL SASSETO: NATURA, MAGIA E STORIA

Sotto il castello di Torre Alfina (VT) un monumento naturale, un’area protetta dall’alto valore naturalistico per una perfetta simbiosi tra natura e geologia. Un luogo magico ed incantato, un gioiello di diversità forestale da rispettare e conservare per le future generazioni.

Il Bosco del Sasseto si trova tra Torre Alfina e Acquapendente (Viterbo). È un luogo dal fascino unico dove nei secoli si è sviluppato uno stupefacente bosco monumentale, esempio di una foresta vetusta con tanti alberi di specie, ecologie e storie diverse che qui si ritrovano in una sorta di bosco rifugio dove convivono il faggio, l’olmo montano, l’acero di monte con il leccio e l’albero della manna insieme ad altre 30 specie di alberi differenti, e che oggi è uno scrigno di biodiversità con una ricca flora e fauna con molti elementi rari per il Lazio.

Storia
Il nome del bosco si deve ai tanti massi lavici originati da una rupe vulcanica soprastante originata dal più antico vulcano laziale circa 820.000 anni fa, la cui bocca eruttiva era posizionata nell’area dell’attuale castello. Su questo pendio e tra i massi sono cresciuti molti alberi centenari alti oltre 25 metri e con diametri superiori al metro; il luogo si ammanta di una atmosfera particolare e quasi magica grazie alle forme contorte degli alberi, i grandi tronchi a terra, i manti di muschi e felci sui massi e un ricco sottobosco che in primavera dispensa molteplici estese e rare fioriture e in autunno il letto che accoglie i semi che daranno nuovi alberi e vita.

La natura si presenta rigogliosa e ad ogni passo lungo massicciate dei suoi sentieri, oggi mimetizzate e rivestite di muschi, ci si può inoltrare in una natura intricata e rigogliosa e ci si può stupire con colori, profumi, suoni e sensazioni e scoperte inattese di tanti animali che qui trovano tanti rifugi, nutrimento e siti dove fare i nidi o le tane.

Il bosco non solo crea un’atmosfera e un paesaggio unico ma narra anche la storia di un uomo e la sua famiglia, il conte Edoardo Cahen, che a fine ‘800 amò a tal punto questo luogo selvaggio da renderlo, rispettosamente, accessibile e da eleggerlo ad ultima dimora, all’ombra del Castello che fu il centro del suo nuovo marchesato, in un piccolo mausoleo in stile neogotico in una radura che si apre all’improvviso nella foresta.

Cosa vedere
Il Bosco è ancora oggi un unicum con il giardino storico “Cahen d’Anvers” del Castello di Torre Alfina. I giardini e i sentieri del bosco sono stati progettati alla fine dell’800 dagli architetti francesi Henry e Achille Duchêne come parco del castello, per permettere di raggiungere dallo stesso gli angoli più suggestivi del bosco, alcuni manufatti (le ghiacciaie, la pompa dell’acqua e la sorgente dell’Acquabella) e il mausoleo neogotico, progettato negli stessi anni dall’architetto senese Giuseppe Partini in contemporanea al rifacimento del castello, e dove è stato sepolto il marchese Edoardo Cahen.

Il bosco dal 2006 è Monumento Naturale della Regione Lazio (D.P.R.L. n. 167 del 11 maggio 2006) e area ZSC e ZPS (IT 6010002) ai sensi di direttive comunitarie per la Rete Natura 2000. Il complesso, di proprietà civica del Comune di Acquapendente dal 19 settembre 2018, è di circa 61 ettari ed il giardino e il bosco sono sottoposti dal 2019 a vincolo del MiBAC e sono stati riconosciuti nella rete regionale delle dimore storiche (dimore, ville, complessi architettonici e del paesaggio, parchi e giardini di valore storico e storico-artistico – Determinazione Dirigenziale R.L. n. G00925 del 01.02.2019).

Da sapere
Le visite al Bosco si attivano per un minimo di 15 partecipanti ed una massimo di 20 per gruppo e SOLO su prenotazione e, per ragioni di tutela del Bosco, si effettuano solo con accompagnatore con una durata di circa 2 ore.
Il servizio di prenotazione è disponibile dal lunedì alla domenica, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00, tramite modulo online , la mail boscodelsasseto@comuneacquapendente.it o numero di telefono 388.8568841. Le prenotazioni devono pervenire entro le ore 18.00 del giorno precedente alla giornata di visita.
N.B. Per la visita è obbligatorio un abbigliamento idoneo e calzature chiuse e antiscivolo.
In caso di condizioni meteo avverse non sarà possibile l’accesso.

Come arrivare
Per arrivare al Bosco del Sasseto in auto, è possibile tramite l’autostrada A1 Firenze – Roma, da nord con uscita Fabro direzione Acquapendente, da sud, con uscita Orvieto direzione Acquapendente; strada statale Cassia direzione Abbadia San Salvatore, Acquapendente; strada Statale Cassia direzione Ronciglione, Viterbo, Montefiascone, Bolsena, San Lorenzo Nuovo, Acquapendente.

Riferimenti
www.acquapendente.online/bosco-sasseto/
laperegina.it/modulo-prenotazione-sasseto/