BRILLANO DI PIÙ I GIOIELLI NELLO SCRIGNO DELLA NAUTICA DI LUSSO

Il tutto concentrati in cento chilometri di costa, tra Livorno e La Spezia, passando per Viareggio, Marina di Carrara e Marina di Pisa. Marchi prestigiosi del Made in Italy nel mondo.

INFRASTRUTTURE
Enzo Millepiedi
BRILLANO DI PIÙ I GIOIELLI NELLO SCRIGNO DELLA NAUTICA DI LUSSO

Il tutto concentrati in cento chilometri di costa, tra Livorno e La Spezia, passando per Viareggio, Marina di Carrara e Marina di Pisa. Marchi prestigiosi del Made in Italy nel mondo.

In soli cento chilometri, lungo la costa da Livorno alla Spezia, passando per Viareggio e Marina di Carrara, e viceversa, si è andata costituendo negli ultimi decenni non solo la più alta concentrazione di cantieri della nautica di lusso ma soprattutto la più alta concentrazione dei marchi più prestigiosi del Made in Italy nel mondo. E in più è tale la concentrazione su Viareggio e La Spezia che le due città si sfidano, a suon di numeri su ordini, fatturato e di occupati, per fregiarsi del titolo di “Capitale della nautica”. E comunque se Viareggio era arrivata a organizzare un suo salone in contrapposizione (poi rientrata) a quello di Genova, La Spezia sta battendola, sul filo di lana, con la costruzione del “Miglio Blu”, lungo il viale di Levante, sulla strada che porta a Lerici.

È accaduto che ritrovatasi prima in Italia per concentrazione di imprese e occupazione nell’ambito della blue economy” (parola del presidente dell’Autorità di sistema Mario Sommariva) si è anche “accorta” che nello spezio lineare di un solo miglio marino si affacciano da ovest a est i brand Sanlorenzo, Ferretti-Riva, Baglietto, Perini Navi (ora in The Sea Group), Fincantieri-Muggiano (divisione Yacht) e Antonini Navi.

Sei blasonati cantieri noti al jet set internazionale che in più hanno al centro la loro elegante club house in Porto Lotti da dove, per la verità storica, è nata proprio questa idea di un marchio che rappresenti l’esclusività della location. Tornando nella Promenade da Livorno alla Spezia, le società che stanno accumulando – conseguenti al successo dei modelli proposti sui mercati di Cina, Medio Oriente, Stati Uniti e Europa – tali e tanti ordini da prospettare coperture di impegni e lavoro fino al 2028.

E i sempre più gonfi portafogli ordini chiamano nuovi investimenti e nuova occupazione. Così è per Azimut Benetti che ha annunciato investimenti per 30 milioni su Viareggio e Livorno, così è per Ferretti Riva che sta investendo 30 milioni nel cantiere della Spezia per ampliare gli spazi operativi con l’acquisizione dell’ex cantiere Michelini e Portunato, annunciando nuove assunzioni insieme all’aumento della capacità produttiva.

Gli ultimi “acquisti” del Miglio blu spezzino sono stati in ordine di tempo il Gruppo spezzino dei fratelli Antonini e il Sea Group di Marina di Carrara. Il Gruppo spezzino ha dato vita ad Antonini Navi aprendo accanto al cantiere navale una divisione per yacht e maxi yacht. Il Gruppo di Giovanni Costantino dopo aver incorporato in The Sea Group di Marina di Carrara i due cantieri di Perini Navi, acquistati all’asta al tribunale di Lucca per 80 milioni, quello di Viareggio e quello della Spezia .

E sono già stati previsti cospicui investimenti su Marina di Carrara, su Viareggio e sulla Spezia per potenziare le strutture e il personale con 40 assunzioni “con particolare attenzioni sarà riservata ai giovani ai quali verrà data l’opportunità di lavoro alla prima esperienza”. Sia Baglietto sia Sanlorenzo infine hanno già completato gli ampliamenti degli spazi operativi e il restyling dell’esistente. Baglietto nel cantiere della Spezia e Sanlorenzo nel cantiere di Ameglia (sul fiume Magra) e parallelamente nel cantiere alla Spezia dove è subentrato al cantiere navalmeccanico San Marco prontamente riconvertito.

Resta Fincantieri, stabilimento del Muggiano, destinato dal Gruppo alla cantieristica militare per la costruzione, con Riva Trigoso, del naviglio con le stellette. Ma questa è stata anche la culla della divisione per super yacht dal tempo della costruzione del famoso Destriero, mandato nel 1992 a conquistare il Nastro Azzurro della traversata atlantica, quello già appannaggio dell’Italia grazie al transatlantico Rex nel 1933. Ci sono infine, fuori da questa prima fila, in questo che è di fatto il maxi Distretto della nautica in Italia, decine di altri cantieri, medi e piccoli, come quelli di Marina di Pisa, che, dato il perdurante vento favorevole, potranno crescere a completamento di una filiera che include un affastellato indotto di imprese artigianali, chiamati tutti a contribuire all’innovazione e all’irresistibile export del Made in Italy del lusso.