BRISIGHELLA, OSPITALITÁ E TURISMO SOSTENIBILE

Arte, cultura, storia, enogastronomia, e tranquillità. Brisighella luogo ideale per un soggiorno dedicato alla cura di se stessi e alla riscoperta di emozioni perdute.

TURISMO
Monica Riccio
BRISIGHELLA, OSPITALITÁ E TURISMO SOSTENIBILE

Arte, cultura, storia, enogastronomia, e tranquillità. Brisighella luogo ideale per un soggiorno dedicato alla cura di se stessi e alla riscoperta di emozioni perdute.

Brisighella è un comune della provincia di Ravenna in Emilia-Romagna, ubicato a 115 metri s.l.m. nella bassa Valle del Lamone, alle pendici dell’Appennino tosco-romagnolo a 12 km da Faenza, 40 da Ravenna e 85 da Firenze. L’antico borgo medioevale si distingue per la spiccata vocazione all’ospitalità e al turismo sostenibile, tanto da essere inserito nel club dei “Borghi più belli d’Italia” e certificato dal Touring Club Italiano con la “Bandiera Arancione”. Vanta inoltre importanti certificazioni quali “Città Slow” e “Città dell’Olio e del Vino”.
L’elevato livello dei servizi turistici e la tranquillità dei luoghi, che si mescolano alla storia, alle tipicità enogastronomiche e alle numerose iniziative artistiche e culturali, ne fanno un luogo ideale per un soggiorno dedicato alla cura di se stessi e alla riscoperta di perdute emozioni. Brisighella ha dato i natali a otto cardinali.

Storia
Il borgo è caratterizzato da tre pinnacoli rocciosi (i “Tre Colli”), su cui poggiano la rocca manfrediana (XIV secolo), il santuario del Monticino (XVIII secolo) e la torre detta dell’Orologio, ricostruita nell’Ottocento sulle rovine di un preesistente insediamento difensivo del XII secolo.
Le origini del borgo risalgono alla fine del Duecento, quando il condottiero Maghinardo Pagani edificò, su uno dei tre scogli di selenite, quella che divenne la roccaforte più importante della valle del Lamone. Nel 1310 Francesco Manfredi, primo signore di Faenza, eresse su un altro spuntone di roccia la rocca di Brisighella. Essa venne rimaneggiata da un suo discendente, Astorgio, intorno alla metà del Quattrocento, infine fu completata dai Veneziani nel 1508 con la torre più alta, raccordata alla cinta di mura. Negli anni 1457-66, Astorgio II Manfredi fece cingere la città da una cinta muraria dotata di tre porte: Porta Gabalo verso est, Porta Bonfante ad ovest, e Porta delle Cannelle (poi detta Fiorentina) a sud. L’attuale piazza del Monte fu destinata al mercato del mercoledì, mentre piazza Marconi assunse il ruolo di centro della vita civile. Nel 1459 fu costruito il Palazzo della Comunità, sede del governo locale.

Dopo una breve parentesi di dominio veneziano, dal 1509 Brisighella tornò nello Stato Pontificio. Verso la fine del Cinquecento il paese iniziò ad estendersi al di là della cinta muraria. Nacque un sobborgo che poi divenne il centro dello sviluppo urbano tra Seicento e Ottocento. Brisighella fu colpita da terremoti distruttivi nel 1625, nel 1690 e nel 1781, il secondo dei quali causò seri danni anche alla rocca. Negli anni 1824-28 l’antico palazzo Comunale fu ricostruito in stile neoclassico su progetto di Antonio Melari; in un’ala del fabbricato fu edificato il Teatro Pedrini, realizzato nel 1830-32 su progetto di Giuseppe Mascolini. Nel 1859 le Legazioni pontificie furono annesse al Regno di Sardegna, che nel 1861 divenne Regno d’Italia. Nel 1887 Brisighella fu raggiunta dalla ferrovia Firenze-Faenza. A lato della strada ferrata fu realizzato anche l’acquedotto (1896). Nel 1893-94 furono costruite le scuole elementari. Nel primo dopoguerra la popolazione conobbe un cospicuo incremento, mentre nel secondo dopoguerra si registrò invece un grave calo demografico. Nei primi anni settanta fu realizzata la zona sportiva, con impianti per le varie discipline. Alla fine degli anni 1990 è stato avviato un piano di recupero degli edifici del centro storico. La città ha dato i natali ai cardinali Bernardino Spada, Michele Lega, Amleto Giovanni Cicognani, Dino Monduzzi e Achille Silvestrini.

Cosa vedere
Arte, storia e architettura a Brisighella si fondono in maniera emozionante. Il borgo è composto da un dedalo di antiche viuzze, tratti di cinta muraria e scale scolpite nel gesso.

Nel centro storico domina l’Antica Via del Borgo, una strada coperta del XII secolo, sopraelevata ed illuminata da mezzi archi di differente ampiezza, baluardo di difesa per la retrostante cittadella medioevale. Famosa in virtù della sua architettura particolarissima, è nota come “Via degli Asini” per il ricovero che offriva agli animali dei birocciai che l’abitavano.

Via degli Asini – Piazza Marconi

A Brisighella gli edifici sacri sono numerosi: su tutti spicca la Pieve di S. Giovanni in Ottavo, (o Pieve del Thò), eretta attorno al quinto secolo e ricostruita in forma più ampia tra l’XI e il XII, all’ottavo miglio dell’antica via romana che da Faenza portava in Toscana.

Sullo sfondo, i tre colli, La Rocca, la Torre dell’Orologio ed il Santuario del Monticino, caratterizzano il paesaggio per cui Brisighella è famosa.

Nei dintorni
Incastonati nei gessi di Brisighella, a pochi chilometri dal paese, il Centro Visite di Cà Carnè e la Grotta Tanaccia rappresentano alcuni tra gli ambienti più belli del Parco Regionale della Vena del Gesso romagnola. L’entroterra brisighellese offre svariate possibilità per sport a contatto con la natura. Numerosi gli itinerari che attraversano questi caratteristici luoghi dell’Appennino faentino.

Come arrivare

Strade statali
SS 9 Emilia / Statale 302 in direzione Firenze
SS 3 bis 71-309 Internazionale E/45

Autostrade
Uscita casello di FAENZA o IMOLA dell’Autostrada A14

Aeroporti
MARCONI – Bologna
RIDOLFI – Forlì
AERADRIA Aeroporto civile – Miramare di Rimini

Ferrovia
Stazione di Faenza (linea Milano-Lecce/Bologna-Ancona)
Stazione di Brisighella (linea Faenza-Firenze via Marradi)

Riferimenti
www.brisighella.org/scopri-brisighella/il-borgo/
www.brisighella.org
www.comune.brisighella.ra.it
emiliaromagnaturismo.it/it/localita/brisighella