CALDO TORRIDO, AFFIDIAMOCI AL CARDIOLOGO

L’estate è cominciata con temperature che toccano i 40° e ci terranno compagnia per tutta la stagione. I consigli del cardiologo che valgono non solo per chi ha già delle patologie.

SALUTE
Dr. Ugo Miraglia
CALDO TORRIDO, AFFIDIAMOCI AL CARDIOLOGO

L’estate è cominciata con temperature che toccano i 40° e ci terranno compagnia per tutta la stagione. I consigli del cardiologo che valgono non solo per chi ha già delle patologie.

Quella del 2021 sarà, secondo i meteorologi, una delle stagioni estive più calde degli ultimi decenni ed i primi giorni sembrano confermare appieno le previsioni. Temperature che superano i 40°, tasso di umidità molto elevato, venti caldi provenienti dal continente africano.
Il nostro organismo come tollera queste condizioni climatiche estreme? Ci sono pericoli per i cardiopatici? Quali precauzioni vanno prese per evitare che un clima del genere possa avere ripercussioni negative sul nostro sistema cardiovascolare?

I danni delle alte temperature sull’organismo riguardano soprattutto le categorie maggiormente a rischio, che sono rappresentate dai bambini sotto i 12 mesi e gli adulti sopra i 60/70 anni. Oltre le persone impiegate in attività fisicamente pesanti. Tra i principali fattori di rischio comportamentali particolare attenzione deve essere prestata alle persone che vivono da sole, a quelle che sono costrette a letto, a coloro che assumono tranquillanti, alle persone che soffrono di una malattia mentale o di alcoolismo, a coloro che non lasciano il proprio domicilio almeno una volta al giorno e alle persone che vivono ai piani superiori di un edificio.

Per chi è affetto da malattie pregresse i rischi maggiori, in caso di temperature elevate, riguardano le patologie respiratorie e quelle cardiovascolari. E come sempre sono le persone anziane quelle più a rischio: questo potrebbe essere dovuto a una più limitata tolleranza ai cambiamenti di temperatura a causa delle ridotte capacità di termoregolazione e sensibilità alla temperatura e che aumentano il rischio d’ipertermia o ipotermia, Situazione che a loro volta rafforza i fattori di rischio e può provocare o aggravare patologie cardiovascolari.
Ma non sono solo queste le malattie che con il caldo aumentano il rischio di problematiche, vanno ricordate quelle cerebrovascolari, i dismetabolismi, il diabete e le malattie del sistema genito-urinario.

Dr. Ugo Miraglia – Cardiologo, Responsabile Servizio Malattie Cardiovascolari del Concordia Hospital di Roma

Come ricorda l’OMS nel 2003, all’ondata di caldo registrata in Europa furono attribuite ben 45mila morti. Entrando nello specifico del sistema cardiovascolare, menzione particolare va data al controllo della pressione arteriosa. L’aumento della temperatura induce vasodilatazione, spesso spiccata, con diminuzione anche significativa della pressione. Una diminuzione repentina e significativa della pressione comporta una riduzione dell’afflusso di sangue a livello cerebrale (in particolar modo negli anziani), un sovraccarico del lavoro cardiaco con tachicardia riflessa (battito cardiaco accelerato, anche a riposo, senza apparente causa) e una perdita di liquidi con rischio di disidratazione.

Motivo per cui i pazienti che assumono terapia antipertensiva devono controllare con particolare attenzione i valori pressori ed informare il proprio medico curante che apporterà eventuali variazioni nei dosaggi dei farmaci.

Molto importante è compensare la perdita di liquidi e sali minerali idratandosi ed assumendo integratori; in estate, infatti, può abbassarsi il potassio e questo facilita le aritmie, dalle semplici extrasistoli a episodi di tachicardia e/o fibrillazione atriale.
Le principali regole per far sì che il torrido caldo estivo non abbia ripercussioni significative sulla nostra salute, sia in caso di soggetti sani che affetti da patologie, sono le seguenti:

  • limitare ed in alcuni casi evitare l’esposizione diretta al sole, prediligendo per uscire le prime ore del mattino ed il tardo pomeriggio;
  • in caso di esposizione diretta al sole munirsi di copricapo o bagnarsi spesso la testa
  • idratarsi frequentemente, evitando le bibite ghiacciate;
  • integrare le perdite di minerali con un largo consumo di frutta e verdura, o assumendo integratori alimentari specifici;
  • per chi va al mare cercare di rimanere in spiaggia per un numero limitato di ore (principalmente prima mattina o tardo pomeriggio), idratarsi, evitare i bagni in acqua fredda dopo essere stati esposti per lungo tempo al caldo (soprattutto per i cardiopatici);
  • cercare di soggiornare in zone ombreggiate della casa e usare, se possibile, l’aria condizionata in modo moderato ma continuo nelle ore più calde;
  • per chi assume terapie cardiovascolari monitorare con frequenza i parametri “pressione arteriosa” e “frequenza cardiaca” ed informare il proprio medico di eventuali variazioni.

E se ormai, anche a causa del cambiamento climatico, una torrida estate ci aspetta al varco, cerchiamo di mettere in atto una serie di comportamenti corretti e di adottare uno stile di vita adeguato alle alte temperature. Perché i colpi di calore e la disidratazione possono interessare anche soggetti giovani e sani e, per quanto riguarda gli anziani e cardiopatici, è consigliata un’attenzione ancora maggiore alle abitudini quotidiane e un tempestivo consulto con il proprio medico in caso di malessere anche generalizzato.