CAPRI ALLA SFIDA DELL’ECONOMIA CIRCOLARE

Le iniziative per unire turismo e ambiente. E sull’isola si sperimentano buone pratiche di economia circolare ed ecosostenibili. Soprattutto in tema di rifiuti.

AMBIENTE
Domenico Aloia
CAPRI ALLA SFIDA DELL’ECONOMIA CIRCOLARE

Le iniziative per unire turismo e ambiente. E sull’isola si sperimentano buone pratiche di economia circolare ed ecosostenibili. Soprattutto in tema di rifiuti.

Rinverdire il proprio brand con buone pratiche di economia circolare. Un’iniziativa che parte dall’isola di Capri, ma che mira a far diventare le piccole isole una vera e propria fucina in fatto sostenibilità per sviluppare il turismo e prendersi cura dell’ambiente. Nasce così Isola di Capri Green Destination, la scelta delle realtà produttive capresi, per concretizzare un vero e proprio percorso green, definire un modello di promozione dell’economia circolare, portare avanti progetti che possano coniugare il turismo con la sostenibilità e implementare buone prassi.  Il progetto punta ad applicare modelli di economia circolare alla filiera dei rifiuti, che possano far fronte alla scarsità di spazi di stoccaggio e a problemi legati al loro trasporto e dare loro una seconda vita.

Per raggiungere l’obiettivo è necessario tuttavia intervenire a monte della filiera analizzando l’intero ciclo dei rifiuti nell’ isola, studiarne il tasso di circolarità ed individuare aspetti virtuosi e criticità.

Per dar corpo al progetto c’è bisogno della definizione di un campione di stakeholders costituiti dalle realtà economiche dell’ isola, dalla distribuzione, strutture recettive, ristorative, ecc con i quali pianificare proposte per uno sviluppo in chiave circolare dell’ isola e l’implementazione di buone pratiche.

La fase finale prevede invece l’analisi e la quantificazione dei benefici ambientali collegati alla diffusione di buone pratiche di economia circolare sull’ isola.

Scopo principale del progetto è il rafforzamento del “marchio” Capri, in ottica turistica come fa Isola di Capri Conservancy, consorzio che riunisce le attività commerciali capresi e mira a diffondere nel mondo l’immagine dell’ isola e delle sue potenzialità turistiche, garantendo agli associati convenzioni con aziende esterne, sconti su servizi di comunicazione e pubblicità, organizzazione di eventi culturali di varia natura, ecc.

Chi ha deciso di imprimere una svolta green e sostenibile alla propria attività è l’azienda cioccolatiera napoletana, Peccati di Capri, che ha l’isola non solo nel nome ma anche nei prodotti, i cioccolatini, Tiberio, Capri, faraglioni  (riproduzione commestibile di uno dei simboli dell’ isola).

L’azienda ha deciso di inserirsi nel progetto Isola di Capri Green Destination e per farlo ha dato vita al marchio Blu Capri con il quale promuove iniziative per la riduzione dei rifiuti e il loro riutilizzo in chiave ecosostenibile e circolare.

Il progetto di Blu Capri è quello di dotarsi di un packaging green che fosse legato interamente all’ isola e al territorio campano, per questo ha dato vita ad una collaborazione con Comieco, Consorzio Nazionale per il recupero di imballaggi a base cellulosica che ha studiato e tracciato i rifiuti provenienti dallo scarto di carta e cartone dell’ isola, il cosiddetto macero.

Il tragitto dal rifiuto raccolto nell’ isola fino alla creazione del packaging dei prodotti aziendali si articola in diverse fasi. Innanzitutto il macero trasportato sulla terraferma raggiunge una piattaforma per la raccolta della carta di riciclo dell’ intera regione Campania, grazie alla quale il rifiuto cartaceo e quindi anche il macero, proveniente dall’ isola di Capri,  è destinato a varie cartiere tra queste Cartesar di Pellezzano in provincia di Salerno che lo trasformano rendendolo utilizzabile per scopi commerciali (tra cui anche quello alimentare). Ma il ciclo non si chiude qui, infatti una cartotecnica acquista il materiale da Cartesar e lo trasforma in un prodotto di ecodesign (per esempio espositori o packaging) utilizzati anche da Blu Capri. In questo modo è possibile garantire che l’intera catena del valore (la value chain) resti interamente nel territorio regionale e possa essere volano per lo sviluppo di economie locali positive.

Inoltre l’azienda è impegnata, in ottica futura sullo studio di quelli che possono essere i benefici ambientali e certificarli.

Sempre nella prospettiva della riduzione dei rifiuti e nella salvaguardia dell’ ecosistema, l’azienda si è fatta promotrice di un ulteriore iniziativa. Ha infatti deciso di  aderire  al progetto Seabin destinando il 3% del proprio fatturato per l’acquisto di un dispositivo, “seabin” (letteralmente “cestino del mare”) in grado di ripulire il mare da plastiche e microplastiche.
Si tratta di un vero e proprio cestino posizionato solitamente nei porti fissato ad un molo che raccoglie circa 1,5 Kg di plastiche e microplastiche al giorno per un totale di 500 Kg all’anno.