Caro soggiorno…quanto mi costi!

In vista dell’estate diverse città italiane aumentano la tassa di soggiorno. Lo scorso anno il gettito dell’imposta di soggiorno è stato di oltre 700 milioni di euro, pari ad un + 13 % rispetto al 2022.

TURISMO
Pamela Preschern
Caro soggiorno…quanto mi costi!

In vista dell’estate diverse città italiane aumentano la tassa di soggiorno. Lo scorso anno il gettito dell’imposta di soggiorno è stato di oltre 700 milioni di euro, pari ad un + 13 % rispetto al 2022.

La “new entry” dei rincari di quest’estate si chiama tassa di soggiorno. Non più o forse non solo prezzi alti per carburanti e materie prime ma anche per soggiorni brevi nel nostro paese. Diversi comuni italiani hanno deciso di modificare al rialzo le tariffe per fermare il fenomeno sempre più noto e diffuso dell’overtourismSecondo i dati del nuovo report dell’Osservatorio Nazionale di JFC lo scorso anno il gettito dell’imposta di soggiorno è stato di oltre 700 milioni di euro, registrando un + 13 % rispetto al 2022. Una mossa contro l’assalto dei turisti “mordi e fuggi” le cui visite spesso si limitano a un solo giorno e si concentrano in grandi numeri a Roma, Venezia, Firenze, tra le principali.

Nella capitale non sorprendentemente si arriva fino a 10 euro richiesti dagli alberghi lussuosi, visto anche il prossimo Giubileo del 2025. A Venezia ogni visitatore pagherà 5 euro al giorno dalle 8.30 alle 16 con una sperimentazione da parte della città lagunare di questa tassa per dieci giorni nei mesi di maggio, giugno e luglio 2024. A Firenze invece ci si difende dai colpi dei visitatori con ” lo scudo verde”, una vasta area a traffico limitato per ridurre le emissioni di gas nocivi e controllare i flussi turistici.

A sorpresa tra le città che hanno deciso di aumentare la tassa di soggiorno c’è Brescia e Padova dove l’aumento rispetto al 2023 è contenuto, di soli 50 centesimi e solo per gli hotel dai tre stelle in su.

 Lo scenario del 2023

La ripresa del turismo e il conseguente incremento del numero di visitatori nelle città d’arte, e nei siti culturali del nostro Paese non è un fenomeno nuovo: già lo scorso anno il settore ha conosciuto un notevole slancio dopo il duro colpo causato dal lockdown registrando numeri superiori al periodo prima della pandemia. Lo confermano i dati forniti dal Centro Studi Enti Locali per Adnkronos: gli incassi derivanti dalla tassa di soggiorno hanno raggiunto un totale di 512 milioni 329 mila 348 euro, una crescita significativa rispetto ai 266 milioni 511 mila euro registrati nel 2021 e pari a circa il doppio di quella registrata nel 2022 e un incremento dell’11% rispetto al 2019.

L’anno scorso 23 comuni hanno introdotto, per la prima volta, la tassa di soggiorno a carico di chi soggiorna o pernotta in una struttura ricettiva della città mentre altre amministrazioni hanno scelto di riattivarla dopo alcuni anni di sospensione. Nella prima categoria rientrano Bari, Taranto, Caserta, Tarvisio, Bagnoregio, Manduria, Bagnara Calabra, Laveno Mombello, Chiusaforte, Castiglione Fiorentino, Paola, Verghereto, Garbagnate Monastero, Ovada; nella celebre Forte dei Marmi, invece , è stata ripristinata nel 2023 con validità per il periodo estivo, dopo l’istituzione avvenuta nel 2020 e la precoce sospensione a causa della pandemia da Covid-19. Dopo due anni di stop, il tributo è stato reintrodotto anche a Civitanova Marche.

Fuori dai confini nazionali

Dal 2024 è stato stabilito un rincaro della tassa d’ingresso e di soggiorno anche nella capitale olandese con l’obiettivo di contrastare il sovraffollamento turistico e i suoi effetti negativi sulla qualità della vita dei cittadini e sull’esperienza dei visitatori: ad Amsterdam si prevede un aumento dal 7% al 12,5% rendendo l’imposta della città la più cara in tutto il continente.

L’ammontare dell’onere, che riguarda tutte le strutture ricettive, dagli hotel e bed & breakfast ai campeggi, varia a seconda dipende dalla soluzione scelta. Come dichiarato dal vicesindaco Hester Van Buren: “I turisti pagheranno in media 22 euro a notte di tasse invece dei 15 euro di prima, per una stanza che costa 175 euro a notte”. Oltre all’aumento dell’importo della tassa di soggiorno è in discussione l’introduzione di un biglietto d’ingresso per i visitatori in giornata. Van Burren ha sottolineato come il contributo che potrebbe derivare dalla tassa di soggiorno è finalizzato a migliorare i servizi locali come la pulizia delle strade, il finanziamento delle infrastrutture e il decoro della città.

Altra città con una tassa di soggiorno ragguardevole è Parigi che quest’estate ospiterà i Giochi Olimpici dal 26 luglio all’11 agosto. L’imposta è quasi triplicata per cento rispetto agli anni precedenti: per fare un esempio per un hotel a 2 stelle i turisti pagano 3€ a notte e a persona, rispetto a 1,25€ degli anni precedenti, negli hotel di lusso, invece, 15€ invece di 5,75€. Secondo il piano del governo francese gli introiti conseguenti servono a finanziare il potenziamento dei trasporti pubblici.

Anche in alcune città spagnole si sono registrati aumenti dell’imposta come a Barcellona dove nell’aprile 2023 la tassa di soggiorno ammontava a 2,75 euro al giorno e quest’anno a 3,25 euro. Valencia impone ai turisti una spesa tra i 50 centesimi e i 2 euro a notte per un massimo di 7 notti, variabile a seconda del tipo di alloggio scelto (hotel, appartamenti, campeggi, ecc.), risorse che serviranno a finanziare per migliorare lo sviluppo sostenibile del settore turistico.

Nel vicino Portogallo la tassa di soggiorno, in vigore in 13 dei 308 comuni del paese, è pagata a persona e a notte, ma non si applica ai bambini di età inferiore ai 12 anni.  Per i turisti che soggiornano da ottobre a marzo a Faro, è di circa 1,50 euro a notte; nella capitale, Lisbona, alla fine dello scorso anno il sindaco, Carlos Moedas, ha annunciato una nuova tassa di soggiorno, entrata in vigore il primo gennaio 2024 e pari a due euro a persona. Le entrate, ha aggiunto il primo cittadino, sono finalizzate alla pulizia della città e a nuovi spazi verdi.

Insomma da nord a sud, da est a ovest in Europa si corre ai ripari contro le “ondate anomale”, oltre che di calore, di turisti. E non è finita. Da metà del 2025 sarà introdotta l’autorizzazione di viaggio online Etias che, similmente a quanto avviene con l’Esta degli Stati Uniti, fisserà un tetto nel numero di viaggiatori provenienti da Paesi extra UE verso trenta Stati europei, tra cui Francia, Germania, Grecia, Italia, Portogallo e Spagna.

Chissà se questa misura sortirà gli effetti sperati…