CASTEL DI TORA, UN PRESEPE SULLE ACQUE

Borgo di pietra riflesso nelle acque del lago Turano, Castel di Tora offre uno dei panorami più belli d’Italia. Un paesaggio incontaminato che profuma di ginestre e di timo.

TURISMO
Monica Riccio
CASTEL DI TORA, UN PRESEPE SULLE ACQUE

Borgo di pietra riflesso nelle acque del lago Turano, Castel di Tora offre uno dei panorami più belli d’Italia. Un paesaggio incontaminato che profuma di ginestre e di timo.

Castel di Tora, comune in provincia di Rieti, è inserito nella Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia. Dal borgo si ammira uno dei panorami tra i più belli del Lazio nel profumo delle ginestre e del timo ed è per questo che è inserito ne “I Borghi più d’Italia”. Castel di Tora si allunga sulle rive del lago artificiale del Turano, sulla sponda nord-orientale, circondato da una corona di fitti boschi sui quali domina il Monte Navegna (1506 m.). Dalla cima, nei giorni limpidi di tramontana, si può ammirare ad occhio nudo la cupola della basilica di San Pietro in Roma. Nel borgo, edifici in pietra locale a vista con coperture in legno e manto in coppi di laterizio, rivelano tipologie tipiche dell’architettura rurale in un contesto di antropizzazione medievale.

Il borgo offre un paesaggio incontaminato che porta i segni di un’agricoltura sofferta ma anche della bellezza che incantò i costruttori di rocche e castelli. La salubrità dell’aria, i profumi delle ginestre e del timo, i crinali dei monti con i secolari castagneti, le acque pure, il volo delle poiane, le antiche carrarecce e i percorsi della transumanza sono frammenti di una civiltà agreste che in qualche modo è possibile recuperare, semplicemente passeggiando.

Storia
Castel di Tora sino al 1864 era Castel Vecchio (Castrum Vetus) e gli abitanti si chiamano ancora “castelvecchiesi”. Il nuovo nome si rifà all’antica, ma d’incerta collocazione, città sabina di Thora, poi pagus (villaggio) romano.

1035, è menzionato per la prima volta nei documenti dell’abbazia di Farfa il Castrum Vetus de Ophiano, sorto all’epoca degli incastellamenti intorno al Mille.

Dopo un periodo di sottomissione all’abbazia di Farfa, che lo ebbe in dono dai signori longobardi, Castelvecchio passò, con Castrum Antoni (l’attuale Antuni) e Collepiccolo, sotto la signoria dei Brancaleoni e quindi dei Mareri, ai quali fu confiscato nel 1241 da Federico II di Svevia e riconsegnato nel 1250.

1440, il feudo di Castelvecchio, annesso allo Stato Pontificio, passa agli Orsini e dal 1558 al 1570 agli Estouteville, per poi ritornare agli Orsini sino al 1634, quando è ceduto ai Borghese, ai quali resta sino all’abolizione napoleonica dei feudi. Antuni, invece, appartiene a varie famiglie e nel 1800 ai Principi del Drago. Nel 1944 è bombardato dagli americani e nel 1950 abbandonato dagli abitanti. Va in rovina anche il palazzo dei Drago, con i suoi saloni affrescati, le scalinate in pietra, le 365 finestre.

1870, dopo l’Unità d’Italia Castel di Tora (il nuovo nome assunto da Castelvecchio nel 1864) è aggregato alla provincia di Perugia, cioè all’Umbria. Passa con il Lazio nel 1920.

1935-38, la costruzione della diga e del lago artificiale del Turano, che sommerge i terreni più fertili della valle, causa una forte emigrazione della popolazione, che si riduce dai 1000 abitanti di allora ai 300 di oggi. Cambia anche l’economia locale, prima legata all’agricoltura e alla pastorizia, e ora orientata verso il commercio e il turismo.

Da vedere
Risale all’XI secolo la torre poligonale della fortezza, costruita su una roccia a strapiombo, mentre sono di epoca più tarda (XV secolo) le torrette di via Turano e di via Cenci (incorporata, questa, in un’abitazione) che costituiscono i resti dell’antica cinta muraria. Il palazzo del Drago e l’intero borgo di Antuni – nella piccola penisola che, collegata da un istmo, si protende nel lago – datano XV e XVI secolo. Qui si trova anche, su una parete a picco sul lago, l’eremo di San Salvatore.
Tornando sulla “terraferma”, sono da vedere la chiesa di epoca barocca di San Giovanni Evangelista (con affreschi del ’500 e un campanile dove crescono la violacciocca e la mentuccia – completamente restaurati negli anni 2004-2005), e il settecentesco palazzo adiacente alla torre poligonale.

Del 1898 è la fontana del Tritone nella piazza principale. Il tessuto urbanistico del centro storico è rimasto pressoché invariato fino alla prima metà del Novecento.
Ancora sono visibili in via Umberto I tronconi di colonne romane e fregi e iscrizioni latine sui muri perimetrali della chiesa. Ma ora bisogna correre ai ripari – come sta facendo l’amministrazione – per salvaguardare i portali antichi, le caratteristiche viuzze con archi, scalinate, passaggi, e le grotte e le cantine scavate nella roccia. Forni e terrazze, panni stesi, comari vestite di nero, una piazzetta-belvedere che è un incanto, il luccichio delle acque del lago mosse dalla brezza: questo è il paesaggio da fiaba che i remoti pastori di Thora ci hanno consegnato. E per chi volesse concludere la visita con un’immersione mistica (per quella mondana, c’è il lago), magari arricchita dall’iconostasi, c’è il convento di Santa Anatolia, un tempo residenza estiva del Pontificio Collegio greco-ortodosso, con la bella chiesa citata già nel 1153 in una bolla papale.

Nei dintorni
Punti panoramici del Borgo e del Lago del Turano, da non perdere: Monte Antuni, Monte Navegna, Monte Cervia, Mirandella, Ascrea, Paganico Sabino, Punta di Colle di Tora, strada panoramica Collacchiani – Poggio Moiano.

Come arrivare

In auto
Da Nord: Prendere l’autostrada del Sole A1 in direzione Roma, uscire in direzione Fiano Romano, prendere la SS 4 Salaria in direzione Rieti, attraversare Borgo Santa Maria, Poggio Moiano, Colle di Tora, Monte di Tora e proseguire seguendo indicazioni per Castel di Tora.
Da Sud: Prendere l’autostrada del Sole A1, seguire la direzione Roma, continuare sull’autostrada A 24, uscire a Carsoli – Oricola, seguire la direzione Rieti, attraversare Monte di Tora e proseguire seguendo indicazioni per Castel di Tora.
Da Rieti: Prendere la Statale Salaria SS 4, attraversare Case San Benedetto, Torricchia, Valle Verde e proseguire seguendo indicazioni per Castel di Tora.

In Treno/Bus
Le stazioni ferroviarie di riferimento sono:
Stazione di Carsoli (20 km circa)
Stazione di Rieti (30 km circa)
Dalle stazioni si prosegue in autobus con le Autolinee Cotral.

In aereo
Aeroporto di Roma Ciampino (85 km circa)
Aeroporto di Roma Fiumicino (103 km circa)

Riferimenti
www.comune.castelditora.ri.it
www.turano.it
borghipiubelliditalia.it/castel-di-tora