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	<title>Economia Archivi -</title>
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	<title>Economia Archivi -</title>
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		<title>Intesa Sanpaolo: i poli tecnologici trainano l&#8217;export toscano</title>
		<link>https://www.stradenuove.net/intesa-sanpaolo-i-poli-tecnologici-trainano-lexport-toscano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 08:19:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[#intesasanpaolo]]></category>
		<category><![CDATA[#posizione-home-6]]></category>
		<category><![CDATA[Export]]></category>
		<category><![CDATA[Toscana]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I dati relativi al primo trimestre 2026. Evoluzione positiva</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Firenze, 3 agosto 2026 – I dati relativi alle esportazioni toscane nel primo trimestre 2026 evidenziano un&#8217;evoluzione positiva grazie alla spinta dei poli tecnologici sui mercati internazionali. L&#8217;export complessivo della Toscana ha raggiunto quota 21,5 miliardi di euro nei primi tre mesi dell&#8217;anno, registrando un incremento del +30,2% rispetto allo stesso periodo del 2025 (a fronte del +1,3% della media italiana), come emerge da elaborazioni del Research Department di Intesa Sanpaolo.</p>
<h4><strong><em>Farmaceutica e biomedicale trainano le esportazioni regionali</em></strong></h4>
<p>I distretti e poli tecnologici toscani rappresentano la principale componente dell&#8217;export regionale con 10,4 miliardi di euro di esportazioni complessive nel primo trimestre 2026 (+3,2% rispetto alla media nazionale del -0,7%). Si distinguono in particolare i comparti a più elevato contenuto tecnologico, che hanno generato 5,4 miliardi di euro di vendite all&#8217;estero (+25,1%).</p>
<p>Riporta i risultati più brillanti il Polo farmaceutico toscano che raggiunge un valore di 5,31 miliardi di euro nel trimestre con +25,6% rispetto al primo trimestre 2025, pari a un incremento netto di 1,08 miliardi di euro. Le destinazioni con la maggiore crescita sono l&#8217;Irlanda (+1,13 miliardi di euro) e la Cina (+496 milioni di euro). Il Polo si avvale di una struttura integrata con università, centri di ricerca e presidi sanitari dislocati nelle province di Firenze, Siena, Lucca e Pisa, occupando oltre 6 mila addetti in circa 50 unità locali che possono contrare su una dimensione media superiore a quella del settore. Risultati positivi e in crescita si registrano anche per il Biomedicale di Firenze – con oltre 360 aziende e circa 2.400 addetti &#8211; che raggiunge 116,6 milioni di euro (+5,3%).</p>
<h4><em><strong>Innovazione, sostenibilità e ricerca: i fattori della competitività regionale</strong></em></h4>
<p>Insieme alla spinta tecnologica, la regione registra una forte espansione anche delle imprese impegnate in percorsi di responsabilità sociale. A marzo 2026 le Società Benefit in Toscana hanno superato quota 300 (+17% su base annua), occupando circa 9.600 addetti e posizionando la regione sopra il 5% del totale nazionale, con una forte concentrazione nei servizi professionali (18%), nel manifatturiero (17%) e nelle telecomunicazioni (14%).</p>
<p>La crescente attenzione alla sostenibilità si accompagna a una sempre maggiore capacità competitiva del tessuto produttivo regionale. Con riferimento al triennio 2022-2024 sono state individuate tra le imprese distrettuali circa 150 imprese &#8220;champion&#8221; che si distinguono per crescita, marginalità, patrimonializzazione e sostegno all’occupazione, posizionando la Toscana al terzo posto in Italia, dietro solo a Lombardia e Veneto. Il rafforzamento della produttività e della competitività passa attraverso investimenti in innovazione. La Toscana registra una propensione agli investimenti in Ricerca e Sviluppo leggermente superiore alla media nazionale: le spese in ricerca e sviluppo sul Pil della regione rappresentano una quota dell’1,51% rispetto alla media nazionale dell’1,38%. In questo contesto emerge il ruolo di sostegno dell&#8217;ecosistema accademico: nel 2023 ben il 34% della spesa intra muros in ricerca e sviluppo è stato generato dalle Università toscane, contro una media nazionale che si attesta al 25%. Buona anche la presenza delle start-up che a marzo 2026 erano più di 500 pari al 4% del totale italiano; si rileva una maggior concentrazione tra Firenze (34%) e Pisa (18%) che coprono più della metà delle start-up toscane e prevalgono le imprese dei servizi con circa la metà che è specializzata nei servizi IT di produzione di software e consulenza informatica.</p>
<p>Tito Nocentini, Direttore Regionale Toscana e Umbria della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo dichiara: &#8220;<em>La Toscana esprime eccellenze nell’innovazione e nella tecnologia che trainano l’export regionale insieme a ricerca, capitale umano e sviluppo sociale, grazie anche a connessioni strategiche territoriali. Intesa Sanpaolo è costantemente impegnata a favorire il dialogo con istituzioni, imprese, mondo sociale e della cultura, per promuovere un ecosistema di collaborazioni strutturate. La nostra storica collaborazione con università, centri di competenza, fondazioni e realtà culturali del territorio è volta a rafforzare il sistema economico, valorizzare i giovani talenti e favorire la nascita di nuove iniziative sociali e imprenditoriali. Un percorso che ha concretezza grazie a rapporti proficui come quelli con Fondazione CR Firenze e l’Innovation Center, la Scuola IMT di Lucca, l’Università di Firenze, Pisa e Siena, oltre che i progetti di crescita della Fondazione Caript</em> – prosegue Nocentini –. <em>Un impegno che si estende fino alla promozione di importanti istituzioni culturali regionali come la Fondazione Ivan Bruschi di Arezzo, la Galleria di Palazzo degli Alberti di Prato, Pistoia Musei</em>&#8220;.</p>
<figure id="attachment_65125" aria-describedby="caption-attachment-65125" style="width: 1024px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-65125 size-large" src="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/08/Tito-Nocentini-1-1024x683.jpg" alt="" width="1024" height="683" srcset="https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/08/Tito-Nocentini-1-1024x683.jpg 1024w, https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/08/Tito-Nocentini-1-300x200.jpg 300w, https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/08/Tito-Nocentini-1-768x512.jpg 768w, https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/08/Tito-Nocentini-1-1536x1024.jpg 1536w, https://www.stradenuove.net/wp-content/uploads/2026/08/Tito-Nocentini-1-2048x1366.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption id="caption-attachment-65125" class="wp-caption-text">Tito Nocentini, Direttore Regionale Toscana e Umbria della Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo</figcaption></figure>
<h4><em><strong>Manifattura solida, occupazione in crescita e investimenti per il futuro</strong></em></h4>
<p>A fronte di un contesto internazionale articolato, che determina fisiologici riallineamenti in alcuni mercati e filiere tradizionali, la manifattura toscana dimostra capacità di tenuta e visione strategica attraverso una spiccata diversificazione produttiva e di accesso ai mercati esteri. La diversificazione in distretti del Made in Italy, nella moda, agroalimentare, meccanica e sistema casa insieme ai poli hi-tech, rafforza la stabilità del sistema e la capacità di risposta a scenari così complessi e volatili.</p>
<p>L’andamento dell&#8217;economia regionale mostra, oltre che una crescita dell&#8217;occupazione dipendente e dei contratti a tempo indeterminato, anche livelli di disoccupazione significativamente inferiori alla media nazionale: nel 2025 il tasso di disoccupazione si è attestato al 4,3% contro il 6,1% italiano e si conferma più contenuto la componente maschile sia per quella femminile. Si osserva anche una minore incidenza dei giovani NEET, pari all&#8217;8,2% rispetto al 9,9% della media nazionale, a conferma della capacità del sistema economico regionale di generare opportunità di lavoro e inclusione.</p>
<p>&#8220;Intesa Sanpaolo sostiene attivamente e con determinazione la crescita dell’economia reale della Toscana accompagnando progettualità e investimenti delle imprese – dichiara Nocentini –. Supportiamo la loro capacità di competere sui mercati esteri che in termini di export è superiore alla media italiana. Nel 2025 abbiamo erogato oltre 3,3 miliardi di euro alle nostre aziende clienti nella regione e anche nel primo trimestre 2026 l’andamento dei finanziamenti conferma la tenuta e il dinamismo del tessuto produttivo toscano con produzioni apprezzate in tutto il mondo. Per la banca è un impegno che si traduce in strumenti e servizi per l’internazionalizzazione, missioni all’estero e finanza straordinaria, per contribuire ad accrescere la competitività dei distretti toscani creando nuove opportunità di sviluppo per le aziende e per il benessere della nostra collettività&#8221;.</p>
<p>In ottica prospettica per il 2026, le attese sull&#8217;andamento del fatturato confermano la tenuta complessiva del sistema, con particolare ottimismo per le medie e grandi imprese nei settori a tecnologia avanzata, elettronica, filiera della salute, meccanica e turismo. Sul fronte degli investimenti, le aziende sono orientate verso interventi dedicati all’implementazione dell’Intelligenza Artificiale, autoproduzione energetica, cybersecurity e ammodernamento tecnologico degli impianti.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Webuild, nel I sem. Ebitda +14% e ricavi livelli record 2025. Opa 295 mln su Trevi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jul 2026 21:05:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>MILANO (ITALPRESS) – Webuild ha lanciato un’Offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria su Trevi Finanziaria Industriale, con l’obiettivo di acquisirne il controllo e integrarne le competenze specialistiche nel settore delle fondazioni e dell’ingegneria del sottosuolo. L’offerta prevede un corrispettivo interamente in contanti pari a 4,50 euro per azione e valorizza il gruppo Trevi circa 295...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>MILANO (ITALPRESS) – Webuild ha lanciato un’<a href="https://www.webuildgroup.com/media/comunicati-stampa/offerta-pubblica-di-acquisto-volontaria-totalitaria-promossa-da-webuild-su/">Offerta</a> pubblica di acquisto volontaria totalitaria su Trevi Finanziaria Industriale, con l’obiettivo di acquisirne il controllo e integrarne le competenze specialistiche nel settore delle fondazioni e dell’ingegneria del sottosuolo. L’offerta prevede un corrispettivo interamente in contanti pari a 4,50 euro per azione e valorizza il gruppo Trevi circa 295 milioni di euro.<br />
Il prezzo incorpora un premio del 29,8% rispetto alla quotazione del 26 giugno 2026, ultimo giorno di Borsa aperta prima dell’annuncio dell’offerta concorrente promossa da ICOP, e una valorizzazione superiore dell’8,1% rispetto a quella implicita nell’operazione rivale. La struttura cash dell’offerta, spiega l’azienda, garantisce agli azionisti di Trevi un valore certo e immediatamente monetizzabile.<br />
L’operazione si inserisce nella strategia di rafforzamento della piattaforma industriale del gruppo guidato da Pietro Salini, che punta a integrare verticalmente competenze considerate strategiche per l’esecuzione di grandi opere infrastrutturali complesse. In particolare, l’acquisizione consentirebbe di internalizzare attività ad elevato valore aggiunto oggi affidate a fornitori esterni, aumentando il controllo sui processi esecutivi, sulla qualità e sulla gestione dei rischi del portafoglio lavori, pari a circa 54 miliardi di euro.<br />
Dal punto di vista industriale e finanziario, Webuild stima sinergie ricorrenti per circa 80-90 milioni di euro di EBITDA annuo a regime. L’operazione sarebbe inoltre accrescitiva sull’EBITDA del Gruppo per 150-170 milioni di euro, includendo gli effetti delle sinergie operative e commerciali. A tali benefici potrebbero aggiungersi ulteriori vantaggi sul fronte finanziario, grazie a un miglior accesso ai mercati dei capitali e a un costo del funding più competitivo.<br />
Per Trevi, l’ingresso nel perimetro Webuild significherebbe accesso diretto alla pipeline commerciale e al backlog del gruppo infrastrutturale, oltre alla possibilità di ampliare la presenza internazionale facendo leva sulla piattaforma globale di uno dei principali contractor mondiali. Webuild ha sottolineato l’intenzione di preservare l’identità industriale di Trevi, il suo radicamento territoriale e il patrimonio di competenze tecniche e manageriali sviluppato in oltre sessant’anni di attività.<br />
“L’operazione consente di rafforzare la competitività del Gruppo nell’esecuzione dei grandi progetti complessi e di valorizzare un’eccellenza italiana come Trevi all’interno di una piattaforma globale”, ha affermato l’amministratore delegato Pietro Salini, evidenziando le opportunità di crescita derivanti dall’accesso a nuove geografie, clienti e gare di maggiori dimensioni.<br />
L’offerta è subordinata, tra l’altro, all’ottenimento delle autorizzazioni regolamentari e al raggiungimento di una partecipazione almeno pari al 66,7% dei diritti di voto di Trevi. Il completamento dell’operazione è previsto nel secondo semestre del 2026. Qualora venisse superata la soglia del 90% del capitale, Webuild valuterà il delisting della società da Euronext Milan nell’ottica di massimizzare le sinergie industriali e accelerare il percorso di integrazione.<br />
Per Webuild si tratta di una delle operazioni strategiche più rilevanti degli ultimi anni, coerente con il percorso di crescita che ha portato il gruppo a chiudere il 2025 con ricavi per 13,6 miliardi di euro, un EBITDA superiore a 1,1 miliardi e un portafoglio ordini complessivo di 58 miliardi di euro, consolidandone il ruolo tra i leader globali delle infrastrutture.<br />
<a href="https://www.webuildgroup.com/media/comunicati-stampa/risultati-al-30-giugno-2026/">Webuild</a> chiude il primo semestre con un ebitda di 673 milioni di euro in crescita del 13,6% rispetto allo stesso periodo del 2025. I ricavi ammontano a 66,7 miliardi e sono in linea con il 2025, anno record per il gruppo; oltre il 60% dei ricavi è generato all’estero. L’ebit si attesta a 464 milioni, in crescita del 15%, il risultato netto delle attività operative cessate evidenzia un utile per 1 milione (perdita di 9 milioni nel primo semestre 2025), il risultato netto attribuibile alle interessenze di terzi evidenzia un utile di 15 milioni, rispetto a una perdita di 20 milioni registrata nel primo semestre 2025. L’utile netto attribuibile ai soci della controllante adjusted è di 113 milioni (132 milioni nel primo semestre 2025). La posizione di cassa netta ammonta a 110 milioni, positiva per l’ottavo semestre consecutivo, la leva finanziaria è a 2,67 volte mentre il portafoglio ordini del semestre è pari a 53,7 miliardi che, secondo il management “garantisce ampia visibilità per i prossimi anni”. Da inizio anno i nuovi ordini raggiungono i 7,7 miliardi mentre la pipeline commerciale di breve termine del Gruppo ammonta a 108,3 miliardi e include gare presentate e in attesa di aggiudicazione per 19,6 miliardi e gare in fase di preparazione per 14,2 miliardi.<br />
-foto ufficio stampa Webuild-<br />
(ITALPRESS).</p>
</div>
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		<item>
		<title>Via libera alla riforma della rete carburanti, Urso “Svolta storica”</title>
		<link>https://www.stradenuove.net/via-libera-alla-riforma-della-rete-carburanti-urso-svolta-storica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 19:04:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ROMA (ITALPRESS) – Via libera del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, alla riforma della rete di distribuzione dei carburanti, contenuta nel disegno di legge annuale 2026 per il mercato e la concorrenza. “E’ una svolta storica, una riforma attesa da anni per un settore...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>ROMA (ITALPRESS) – Via libera del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, alla<strong> riforma della rete di distribuzione dei carburanti, contenuta nel disegno di legge annuale 2026 per il mercato e la concorrenza.</strong></p>
<p><em>“E’ una svolta storica, una riforma attesa da anni per un settore strategico del nostro Paese. Manteniamo l’impegno assunto con la filiera e interveniamo nel momento giusto per accompagnare il comparto nella sua trasformazione”</em>, ha detto <strong>Urso.</strong></p>
<p>La riforma avvia la razionalizzazione della rete, favorendo la chiusura o la riconversione degli impianti obsoleti e a basso erogato verso i biocarburanti e la ricarica elettrica. Dal 2028, per ottenere una nuova autorizzazione, gli impianti dovranno inoltre offrire almeno una soluzione di alimentazione alternativa ai carburanti fossili.</p>
<p><strong>Per sostenere la trasformazione è istituito un Fondo da 120 milioni per il triennio 2028-2030</strong>, destinato alla riconversione degli impianti e agli indennizzi per i gestori che non proseguano l’attività. Sono inoltre previste procedure semplificate, requisiti più rigorosi e maggiori controlli, insieme a misure volte a salvaguardare la continuità del servizio nelle aree interne e nelle isole minori.</p>
<p>La riforma rende anche più stabili e trasparenti i rapporti contrattuali, introducendo garanzie minime per i gestori, condizioni definite attraverso il confronto tra le parti e sanzioni per l’utilizzo di forme contrattuali non conformi. <em>“Tutela dei gestori e certezza dei rapporti contrattuali, anche nei confronti delle grandi compagnie petrolifere: introduciamo regole chiare, garanzie effettive e condizioni più equilibrate”</em>, ha sottolineato Urso.</p>
<p>-Foto: Ipa Agency-<br />
(ITALPRESS).</p>
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			</item>
		<item>
		<title>La Bce lascia i tassi invariati</title>
		<link>https://www.stradenuove.net/la-bce-lascia-i-tassi-invariati/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 13:04:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Qui Europa]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>FRANCOFORTE (GERMANIA) (ITALPRESS) – Il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento. Nel dettaglio i tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale rimarranno invariati al 2,25%, al 2,40% e al 2,65%,...</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p>FRANCOFORTE (GERMANIA) (ITALPRESS) – <strong>Il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea ha deciso di mantenere invariati i tre tassi di interesse di riferimento.</strong> Nel dettaglio i tassi di interesse sui depositi presso la banca centrale, sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale rimarranno invariati al 2,25%, al 2,40% e al 2,65%, rispettivamente.</p>
<p>“Le prospettive per i prezzi dell’energia, benchè altamente variabili, si collocano al momento su livelli prossimi allo scenario di base delle proiezioni formulate a giugno dagli esperti dell’Eurosistema e ben al di sopra di quelli registrati prima del conflitto in Medio Oriente – spiega la Bce in una nota -. L’incertezza resta elevata e l’impatto inflazionistico dello shock energetico deve ancora manifestarsi appieno. Il Consiglio direttivo segue pertanto con attenzione l’intensità e la durata dello shock, nonchè i suoi effetti indiretti e di secondo impatto. Il Consiglio direttivo si impegna a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine”.</p>
<p>Con la decisione odierna il Consiglio direttivo “resta in una posizione favorevole per affrontare l’incertezza causata dal conflitto – prosegue la nota -. Per definire l’orientamento di politica monetaria adeguato, seguirà un approccio guidato dai dati, secondo il quale le decisioni vengono adottate di volta in volta a ogni riunione”.<br />
In particolare, “le decisioni del Consiglio direttivo sui tassi di interesse saranno basate sulla valutazione delle prospettive di inflazione e dei rischi a esse associati, considerati i nuovi dati economici e finanziari, nonchè della dinamica dell’inflazione di fondo e dell’intensità della trasmissione della politica monetaria, senza vincolarsi a un particolare percorso dei tassi”.</p>
<p>I portafogli del PAA e del PEPP (pandemic emergency purchase programme) si stanno riducendo a un ritmo misurato e prevedibile, dato che l’Eurosistema non reinveste più il capitale rimborsato sui titoli in scadenza.</p>
<p>Il Consiglio direttivo infine si dice pronto “ad adeguare tutti i suoi strumenti nell’ambito del proprio mandato per assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine e per preservare l’ordinato funzionamento del meccanismo di trasmissione della politica monetaria. Inoltre, lo strumento di protezione del meccanismo di trasmissione della politica monetaria può essere utilizzato per contrastare ingiustificate, disordinate dinamiche di mercato che mettano seriamente a repentaglio la trasmissione della politica monetaria in tutti i paesi dell’area dell’euro, consentendo così al Consiglio direttivo di assolvere con più efficacia il proprio mandato della stabilità dei prezzi”.</p>
<p>– Foto IPA Agency –</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Italpress sbarca a Londra con un corner TV affacciato su Regent Street</title>
		<link>https://www.stradenuove.net/italpress-sbarca-a-londra-con-un-corner-tv-affacciato-su-regent-street/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 13:04:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>LONDRA (REGNO UNITO) (ITALPRESS) – Dopo la recente apertura del suo studio televisivo a New York, nella prestigiosa sede di Piazza Italia a Times Square, l’agenzia di stampa Italpress prosegue il proprio percorso di espansione internazionale e inaugura un nuovo desk operativo a Londra, dotato di un corner TV con vista su Regent Street, nel...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stradenuove.net/italpress-sbarca-a-londra-con-un-corner-tv-affacciato-su-regent-street/">Italpress sbarca a Londra con un corner TV affacciato su Regent Street</a> proviene da <a href="https://www.stradenuove.net"></a>.</p>
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<p>LONDRA (REGNO UNITO) (ITALPRESS) – Dopo la recente apertura del suo studio televisivo a New York, nella prestigiosa sede di Piazza Italia a Times Square, l’agenzia di stampa Italpress prosegue il proprio percorso di espansione internazionale e inaugura un nuovo desk operativo a Londra, dotato di un corner TV con vista su Regent Street, nel cuore della capitale britannica.<br />
L’apertura della nuova sede è stata presentata nel corso di un evento organizzato insieme alla Camera di Commercio Italiana a Londra, con la quale Italpress ha siglato un accordo di partnership. All’iniziativa hanno preso parte oltre cinquanta tra imprenditori, manager, giornalisti e rappresentanti delle principali associazioni di categoria attive nella City.<br />
Ad accogliere gli ospiti sono stati il presidente della Camera di Commercio Italiana a Londra, Roberto Costa, e il direttore e fondatore di Italpress, Gaspare Borsellino. Tra i presenti il Sottosegretario di Stato alla Cultura, Giampiero Cannella, il direttore dell’ICE di Londra, Giovanni Sacchi, oltre a numerosi rappresentanti delle istituzioni e del mondo imprenditoriale italiano nel Regno Unito.<br />
A rendere ancora più speciale l’evento è stata la presenza del maestro pasticcere Nicola Fiasconaro, che ha realizzato dal vivo una tradizionale cassata siciliana, simbolo dell’eccellenza gastronomica italiana.<br />
“L’apertura di questo nuovo desk con corner TV – afferma il direttore e fondatore di Italpress, Gaspare Borsellino – rappresenta un ulteriore tassello del progetto di crescita e internazionalizzazione che la nostra agenzia porta avanti da alcuni anni. Essere presenti nel cuore di Londra, a pochi passi da Piccadilly Circus, significa offrire un punto di riferimento alla numerosa comunità italiana, ma anche a imprese, istituzioni e operatori economici che lavorano tra Italia e Regno Unito. Il nuovo studio televisivo, affacciato su Regent Street, ci consentirà inoltre di rafforzare la produzione di interviste, approfondimenti e format televisivi realizzati direttamente da Londra”.<br />
Soddisfazione è stata espressa anche dal presidente della Camera di Commercio Italiana a Londra, Roberto Costa: “Questa partnership rappresenta un’importante opportunità per valorizzare e raccontare il lavoro della Camera di Commercio e dell’intero Sistema Italia nel Regno Unito. Da quando vivo a Londra ho sempre percepito una forte coesione tra le istituzioni, le imprese e la comunità italiana. E’ un patrimonio che merita di essere raccontato e condiviso anche in Italia”.<br />
A portare il saluto del Governo è stato il Sottosegretario alla Cultura, Giampiero Cannella: “Londra è una delle capitali mondiali dell’economia, della cultura e dell’informazione. L’inaugurazione di una nuova sede di Italpress, una delle eccellenze italiane nel panorama dell’informazione, rappresenta un segnale importante della capacità del nostro Paese di esportare qualità, professionalità e il valore del Made in Italy. Nel Regno Unito vivono oltre 600 mila italiani, di cui circa 370 mila nella sola Londra: la presenza di Italpress sarà uno strumento prezioso per dare voce alla loro attività e rafforzare il legame con l’Italia”.<br />
Con l’apertura della sede londinese, che segue quella inaugurata recentemente a New York, Italpress consolida ulteriormente la propria rete internazionale e rafforza la propria missione di raccontare l’Italia nel mondo attraverso un’informazione sempre più vicina ai territori, alle istituzioni e alle imprese.</p>
<h3><strong>LA FOTOGALLERY</strong></h3>
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</p></div>
<p>– Foto Italpress –</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.stradenuove.net/italpress-sbarca-a-londra-con-un-corner-tv-affacciato-su-regent-street/">Italpress sbarca a Londra con un corner TV affacciato su Regent Street</a> proviene da <a href="https://www.stradenuove.net"></a>.</p>
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		<item>
		<title>New York, respinta definitivamente la class action contro Salvatore Palella</title>
		<link>https://www.stradenuove.net/new-york-respinta-definitivamente-la-class-action-contro-salvatore-palella/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 13:04:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime news]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.stradenuove.net/new-york-respinta-definitivamente-la-class-action-contro-salvatore-palella/</guid>

					<description><![CDATA[<p>NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Con la sentenza dell’8 luglio scorso, il Tribunale Federale degli Stati Uniti per il Distretto Sud di New York ha respinto la richiesta di certificazione della class action promossa contro Salvatore Palella (fondatore e Ad di Palella Holdings) e micromobility.com nell’ambito del contenzioso relativo alla criptovaluta Helbiz Coin, lanciata...</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.stradenuove.net/new-york-respinta-definitivamente-la-class-action-contro-salvatore-palella/">New York, respinta definitivamente la class action contro Salvatore Palella</a> proviene da <a href="https://www.stradenuove.net"></a>.</p>
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<p>NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Con la sentenza dell’8 luglio scorso, il Tribunale Federale degli Stati Uniti per il Distretto Sud di New York ha respinto la richiesta di certificazione della class action promossa contro Salvatore Palella (fondatore e Ad di Palella Holdings) e micromobility.com nell’ambito del contenzioso relativo alla criptovaluta Helbiz Coin, lanciata nel 2018 da Salvatore Palella. Lo rende noto Micromobility.com Inc., azienda di micromobilità elettrica conosciuta per il marchio Helbiz e che ha Palella Holdings come primo azionista.<br />
I ricorrenti non hanno presentato appello entro i termini previsti dalla legge. La decisione è pertanto divenuta definitiva, ponendo fine, dopo oltre sei anni di contenzioso, al tentativo di perseguire la causa come azione collettiva.<br />
“La pronuncia rappresenta un passaggio fondamentale dell’intera vicenda e costituisce un’importante vittoria giudiziaria per micromobility.com e per Salvatore Palella – spiega l’azienda -, nei confronti dei quali negli ultimi anni sono state presentate all’opinione pubblica, come fatti già accertati, gravi accuse mai dimostrate su elementi che erano ancora oggetto di accertamento giudiziario”.<br />
“Si tratta di un momento estremamente importante per me, per la<br />
Società e per tutti coloro che hanno continuato a credere nella<br />
correttezza del nostro operato. Fin dal primo giorno abbiamo riposto piena fiducia nella giustizia americana e abbiamo deciso di difenderci esclusivamente nelle aule di tribunale, senza ricorrere a campagne mediatiche – ha dichiarato Salvatore Palella -. Per oltre sei anni il mio nome e quello della Società sono stati associati ad una class action priva di fondamento, che purtroppo è stata oggetto di un grande attenzione mediatica in tutto il mondo e che ha assorbito enormi risorse per la difesa non solo mia, ma anche della Società e degli altri soggetti ingiustamente coinvolti. Oggi quella proposta di class action non esiste più”.<br />
“Il rigetto definitivo della richiesta di certificazione della class action rappresenta un traguardo estremamente significativo per la Società – ha dichiarato Gian Luca Spriano, Chief Executive Officer di micromobility.com -. Possiamo ora concentrare tutte le nostre energie sull’esecuzione del piano industriale, sulla crescita del business e sulla creazione di valore per i nostri azionisti. Continueremo a operare secondo i più elevati standard di governance, trasparenza e responsabilità, mantenendo piena fiducia nella giustizia statunitense e nella correttezza del nostro operato”.</p>
<p>– Foto Palella Holding –</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
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		<title>Materie prime critiche, al via il Fondo nazionale del Made in Italy da 900 milioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Jul 2026 16:04:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ROMA (ITALPRESS) – Con l’affidamento a Invimit della gestione del Fondo Real Asset e a Fondo Italiano d’Investimento di quella del Fondo Imprese, il Fondo Nazionale del Made in Italy (FNMI) entra nella fase operativa. Istituito dalla legge quadro sul Made in Italy (legge n. 206 del 27 dicembre 2023) promossa dal Mimit, e attuato...</p>
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<p>ROMA (ITALPRESS) – Con l’affidamento a Invimit della gestione del Fondo Real Asset e a <strong>Fondo Italiano d’Investimento di quella del Fondo Imprese</strong>, il Fondo Nazionale del Made in Italy (FNMI) entra nella fase operativa. <strong>Istituito dalla legge quadro sul Made in Italy (legge n. 206 del 27 dicembre 2023) promossa dal Mimit,</strong> e attuato di concerto con il MEF, il Fondo dispone di una dotazione complessiva di 900 milioni di euro per rafforzare le filiere strategiche nazionali e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti di materie prime critiche.</p>
<p><em>“Con questo Fondo dotiamo il Paese di uno strumento stabile di politica industriale, capace di sostenere la crescita delle imprese e rafforzare le filiere strategiche, a partire da quella delle materie prime critiche, decisive per la transizione energetica e digitale e per i settori più avanzati della nostra economia”,</em> dichiara il <strong>ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso.</strong> <em>“L’obiettivo è mobilitare nuovi investimenti, mettere in sicurezza le catene di approvvigionamento, ridurre le dipendenze dall’estero e consolidare la sovranità industriale dell’Italia”.<br />
</em><br />
Nel dettaglio, il Fondo Real Asset dispone di una dotazione di 300 milioni di euro ed è destinato agli investimenti nella componente immobiliare delle filiere strategiche nazionali. Il Fondo Imprese, con una dotazione di 600 milioni di euro, realizzerà invece investimenti diretti e indiretti, a condizioni di mercato, nel capitale delle imprese operanti nelle filiere strategiche. Particolare attenzione sarà riservata all’intera catena del valore delle materie prime critiche: dall’estrazione alla lavorazione e alla trasformazione, dall’approvvigionamento alla distribuzione, fino al riciclo e al riuso. Il Fondo potrà inoltre intervenire nelle ulteriori filiere strategiche individuate dal Comitato tecnico strategico istituito presso il Mimit.</p>
<p>Nel complesso, i due strumenti mirano ad affiancare alle risorse pubbliche nuovi capitali privati, sostenendo la crescita delle imprese e gli investimenti nei settori decisivi per l’autonomia industriale del Paese.</p>
<p>– Foto IPA Agency –</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
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		<title>Bankitalia “Pil +0,6% nel 2026, ma sulle stime incide l’incertezza geopolitica”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 16:04:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ROMA (ITALPRESS) – Nei mesi invernali il PIL italiano “ha continuato a espandersi a un ritmo moderato (0,3%), sono aumentate le esportazioni di beni e servizi, gli investimenti sono ancora saliti e i consumi hanno accelerato. Nei mesi primaverili, segnati dal conflitto in Medio Oriente, l’accumulazione di capitale si sarebbe attenuata e i consumi delle...</p>
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<p>ROMA (ITALPRESS) – <strong>Nei mesi invernali il PIL italiano “ha continuato a espandersi a un ritmo moderato (0,3%)</strong>, sono aumentate le esportazioni di beni e servizi, gli investimenti sono ancora saliti e i consumi hanno accelerato. Nei mesi primaverili, segnati dal conflitto in Medio Oriente, l’accumulazione di capitale si sarebbe attenuata e i consumi delle famiglie avrebbero decelerato”. <strong>Lo rileva la Banca d’Italia nel suo ultimo Bollettino economico.</strong></p>
<p>“Secondo le nostre previsioni pubblicate in giugno, nello scenario di base, la crescita del prodotto rimarrà contenuta: correggendo per il numero di giornate lavorative, il PIL salirebbe dello 0,5% nel 2026, dello 0,4 nel 2027 e dello 0,9 nel 2028”. Considerando il migliore andamento nel primo trimestre rispetto a quanto inizialmente atteso, “la crescita del PIL aumenterebbe quest’anno allo 0,6%” ma su queste stime “incidono il rincaro dell’energia e l’elevata incertezza geopolitica”.</p>
<p>– Foto IPA Agency –</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
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		<title>Automotive, Urso “In Europa siamo al collasso, non c’è tempo da perdere”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 16:04:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ROMA (ITALPRESS) – “La crisi dell’auto è europea. L’epicentro del terremoto è a Bruxelles, nel regime regolatorio del Green Deal che ci ha reso dipendenti dalla Cina. L’abbiamo detto fin dall’inizio, con responsabilità e chiarezza, qui e in Europa. Ora tanti in Europa condividono le nostre posizioni”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e...</p>
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<p>ROMA (ITALPRESS) – <em>“La crisi dell’auto è europea. L’epicentro del terremoto è a Bruxelles, nel regime regolatorio del Green Deal che ci ha reso dipendenti dalla Cina. L’abbiamo detto fin dall’inizio, con responsabilità e chiarezza, qui e in Europa. Ora tanti in Europa condividono le nostre posizioni”.</em> Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, <strong>Adolfo Urso</strong>, nel corso del Question Time alla Camera.</p>
<p><em>“Proprio stamattina abbiamo con il ministro francese dell’Industria, Martin, individuato una posizione comune che posso sintetizzare con: neutralità tecnologica e Made in Europe. Più flessibilità tecnologica e più componenti locali</em> – ha aggiunto Urso -. <em>Speriamo di coinvolgere a breve anche la Germania. Non c’è tempo da perdere, perchè come dimostrano gli annunci drammatici che si susseguono in Europa sulla chiusura di stabilimenti e licenziamenti, siamo al collasso. Sembra un bollettino di guerra, con un impatto negativo anche sulla nostra componentistica che produce per le case automobilistiche tedesche”.</em></p>
<p>– Foto IPA Agency –</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
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		<title>Banche, Giorgetti “Esaurito il ruolo del Governo azionista”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Italpress]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 16:04:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Ultime news]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>ROMA (ITALPRESS) – “Spero che questa sia l’ultima assemblea dell’Abi in cui il governo è socio di alcuni importanti istituti bancari, credo che il ruolo che l’azionista pubblico ha svolto si sia esaurito, non si esaurisce però l’attenzione e il rigore con cui continueremo a monitorare”. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso dell’Assemblea...</p>
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<p>ROMA (ITALPRESS) –<em><strong> “Spero che questa sia l’ultima assemblea dell’Abi in cui il governo è socio di alcuni importanti istituti bancari,</strong> credo che il ruolo che l’azionista pubblico ha svolto si sia esaurito, non si esaurisce però l’attenzione e il rigore con cui continueremo a monitorare”.</em> Così il <strong>ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, nel corso dell’Assemblea Abi 2026.<br />
</strong><br />
<em>“Sarebbe limitativo compiacersi dei dati, forti della loro rinnovata solidità le banche possono e devono contribuire a portare l’economia italiana su un livello più sostenuto di crescita”,</em> sottolinea Giorgetti.</p>
<p><em>“Continueremo a confrontarci anche con posizioni diverse, ma sempre con la consapevolezza del ruolo strategico e costituzionale delle banche per il benessere, lo sviluppo della società e la sicurezza nazionale”,</em> spiega il ministro, ricordando che <em>“le banche italiane sono tra le più solide e redditizie d’Europa anche perchè il loro Paese sta rimettendo i conti in ordine”.</em></p>
<p>– Foto IPA Agency –</p>
<p>(ITALPRESS).</p>
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