C'È DIETA E DIETA, CERCHIAMO DI CHIARIRCI

Il mutamento degli stili di vita, gusti, etica della nutrizione, problemi di salute, convinzioni e credenze, sono solo alcuni dei fattori che possono portare a un cambiamento del modo di mangiare e di scegliere il cibo. A tavola ormai ognuno sceglie la dieta da seguire. Ma sono tutte valide?

SALUTE
Domenico Aloia
C'È DIETA E DIETA, CERCHIAMO DI CHIARIRCI

Il mutamento degli stili di vita, gusti, etica della nutrizione, problemi di salute, convinzioni e credenze, sono solo alcuni dei fattori che possono portare a un cambiamento del modo di mangiare e di scegliere il cibo. A tavola ormai ognuno sceglie la dieta da seguire. Ma sono tutte valide?

È vero che nasciamo tutti onnivori? Molto probabilmente sì e rimaniamo tali fino ad un certo punto della nostra vita. A causa del mutamento degli stili di vita e delle abitudini alimentari, problemi etici, gusti, credenze particolari, problemi di salute, semplice interesse a provare una nuova alimentazione, in alcuni di noi comincia a prendere consapevolezza quanto l’onnivorismo non rappresenti l’unico regime alimentare esistente. E a questo punto alcuni di noi orientano le scelte alimentari in maniera più o meno consapevole verso differenti regimi alimentari. Anche se il termine dieta – dal greco dìaita. regime, stile, tenore di vita, – ha lo stesso significato di alimentazione corretta, sana ed equilibrata. Ma oltre a soddisfare le esigenze fisiologiche dell’organismo, implica anche degli aspetti psicologici e relazionali, il rispetto della tradizione del luogo da cui si proviene e i ritmi della vita quotidiana.

Questi sono alcuni dei motivi per cui le tipologie di diete sono tante, spesso molto diverse le une dalle altre, a volte semplicemente variabili per un singolo alimento o di un intero sistema alimentare. In alcuni casi il nostro approccio verso una dieta dipende dalla volontà o dalla necessità di escludere una determinata categoria di alimenti in questo caso parliamo di vegetariani e dei vegani o vegetaliani.

Il vegetarianismo in senso stretto prevede l’esclusione di qualsiasi alimento di origine animale, incluso anche il miele e i prodotti dell’ alveare. Al vegetarianismo che tutti conosciamo si aggiungono delle sotto categorie:

Latto ovo vegetarianismo, esclusione di prodotti derivati direttamente dalla filiera animale, che prevedano cioè l’uccisione dell’animale e ammissione di prodotti quali latte e derivati, uova, miele ma anche alghe o funghi che non richiedono la mattanza dell’animale.

Latto vegetarianismo, a differenza del precedente esclude anche le uova.

Ovo vegetarianismo, esclusione nella dieta dei latticini e inserimento delle uova.

Veganismo o Vegetalianismo invece riguarda la preclusione per qualsiasi alimento di origine animale e l’ammissione di soli alimenti di origine vegetale. Da una dieta di questo tipo dovrebbero essere banditi tutti quegli alimenti che prevedano nella filiera anche la minima presenza di prodotti di origine animale, come ad esempio concimi o fertilizzanti di derivazione animale impiegati in fase di coltivazione per l’ottenimento del prodotto o di uno degli ingredienti.

Alcune scelte vengono orientate dalle caratteristiche di un prodotto, ad esempio nel caso di un prodotto crudo piuttosto che cotto. È qui che si inserisce una variante del veganismo, il crudismo vegano seguito da coloro che si cibano di prodotti vegetali ottenuti grazie a trattamenti termici inferiori ai 42°, quindi crudi. Crudismo abbracciato anche dai non vegani ma solo nel caso in cui contemplino la presenza di latticini non pastorizzati e anche di carne e pesce crudi.

Si può fare del tutto a meno dei prodotti di derivazione animale? Per alcuni sembra di no e a dimostrarcelo, oltre naturalmente agli onnivori, c’è una categoria che si colloca a metà strada tra i vegetariani ed i vegani. Parliamo dei flexitariani (semi vegetariani o vegetariani flessibili) che sono coloro i quali non si privano in modo assoluto della componente carnea della dieta ma che tendono a consumarla molto raramente.

A bandire del tutto carne e derivati sono poi i fruttariani, che non ammettono venga fatto del male a qualsiasi organismo (compresa la frutta raccolta) e perciò si cibano solo ed esclusivamente di frutta caduta naturalmente terra. Una mela al giorno toglie il medico di torno? Potrebbe essere lo slogan invece dei melariani che si cibano solo e soltanto di mele e rifuggono dalla frutta acida, come limoni, kiwi, ananas, ecc. considerata da questi cancerogena.

Se pensavate che questa disamina fosse finita qui vi sbagliate. I motivi per i quali si propende per una dieta piuttosto che per un’ altra sono vari, tra questi la predilezione per prodotti a filiera corta o comunque non superiore ai 100 Km, che implica anche il rispetto per l’ambiente. Categoria nella quale rientrano i locavori  Come è facile intuire quest’ultimi non si cibano di frutta esotica o di alimenti di provenienza estera.

C’è poi chi si nutre solo di un determinato alimento, i pescetariani solo di pesce e i pollatariani solo di pollo, con quest’ ultimi che nel loro “estremismo” vietano la carne rossa ma non quella bianca. Naturalmente in alcuni casi sono le filosofie di vita ad influire sulle diete. É il caso della macrobiotica, che più di una dieta rappresenta un vero e proprio stile di vita comportamentale che si rifà a delle filosofie orientali. Tra i cibi macrobiotici ad esempio rientrano i cereali non raffinati e le verdure, mentre sono vietati tutti i prodotti di derivazione carnea, con la particolarità però che è consentito il consumo di selvaggina

Il senso di “ribellione” ha portato alla nascita di un movimento di derivazione statunitense, il freganesimo o veganismo libero, acronimo di free vegan. Il movimento fa proprio uno  stile di vita basato sul contrasto al consumismo, su strategie di vita alternative, su un ridotto consumo di risorse anche economiche e su una dieta vegana. Secondo tale strategia di vita potrebbe essere possibile recuperare ovunque prodotti alimentari senza spendere nemmeno un centesimo.

Ma poi abbiamo la Paleodieta che consiste nel nutrirsi di alimenti derivati da caccia, pesca e raccolta esattamente come accadeva prima della nascita dell’agricoltura e dell’allevamento.

A mode, credenze o alla semplice intenzione di abbracciare stili di vita alternativi si contrappongono diete la cui scelta è dettata da motivi di salute o semplicemente per riuscire  a perdere o peso. Tra queste rientrano le diete a elevato o ridotto consumo di calorie, iper o ipocaloriche, ad elevato consumo di nutrienti e iperproteiche.

Anche la dieta chetogenica appartiene a questa categoria. Prevede la riduzione carboidrati e l’aumento  di proteine e grassi. Altra dieta intrapresa per motivi di salute è quella per celiaci che non prevedono alimenti contenenti glutine.

Infine possiamo annoverare anche i regimi alimentari che possono essere definiti “amici dell’ ambiente” cioè quelli basati sul consumo di alimenti ottenuti in conformità a pratiche di agricoltura biologica o biodinamica.

La scelta di una dieta piuttosto che un’altra deve, è bene ricordarlo, essere fondata su evidenze scientifiche concrete, come ad esempio quella vegetariana o vegana ormai consolidate nel tempo e non certo fondate su particolari credenze o addirittura basate sull’eliminazione della quasi totalità degli alimenti come la fruttariana o  melariana peraltro solo da poco adottate. E comunque ogni scelta fatta rispetto al regime alimentare che si decide di seguire dovrebbe sempre essere effettuata con la supervisione di chi per professione si occupa di nutrizione.