OLTRE UN MILIARDO PER LE INFRASTRUTTURE ENERGETICHE

I paesi dell’UE hanno approvato una proposta per investire 1.037 miliardi di euro in 5 progetti di infrastruttura transfrontaliera nell’ambito del Connecting Europe Facility (CEF), il fondo dell’Unione europea per investimenti infrastrutturali in progetti di trasporto, energia e digitale.

INFRASTRUTTURE
Thais Palermo
OLTRE UN MILIARDO PER LE INFRASTRUTTURE ENERGETICHE

I paesi dell’UE hanno approvato una proposta per investire 1.037 miliardi di euro in 5 progetti di infrastruttura transfrontaliera nell’ambito del Connecting Europe Facility (CEF), il fondo dell’Unione europea per investimenti infrastrutturali in progetti di trasporto, energia e digitale.

Secondo le autorità europee, per la transizione energetica sono necessarie reti di infrastrutture energetiche ben integrate, in quanto facilitano l’integrazione delle energie rinnovabili, migliorano la sicurezza dell’approvvigionamento e aiutano a tenere sotto controllo i prezzi dell’energia. È una questione ambientale ed economica ma anche di sicurezza e sovranità energetica.

Non a caso la maggior parte del finanziamento verrà utilizzata per finanziare il progetto EuroAsia interconnector. Sono 657 milioni di euro per sostenere la prima interconnessione elettrica tra Cipro e la rete europea. Secondo il Commissario Europeo per l’Energia, Kadri Simson, le tensioni degli ultimi mesi hanno “ricordato ancora una volta quanto sia fondamentale un mercato energetico dell’UE ben integrato per garantire energia a prezzi accessibili e sicurezza dell’approvvigionamento”. Simson sottolinea la necessità di fare di più in termini di connessione del mercato europeo, obiettivo che l’interconnessione EuroAsia, che porrà fine all’isolamento energetico di Cipro, dovrebbe contribuire a raggiungere.

L’accordo firmato dai Paesi concede un contributo finanziario per la realizzazione di tre progetti per la trasmissione di energia elettrica e uno per lo stoccaggio del gas, oltre a sostenere uno studio sul trasporto di CO2.

Il progetto di connessione EuroAsia

Il più ambizioso e costoso dei progetti approvati permetterà di interconnette le reti di trasmissione di Cipro e della Grecia, consentendo la trasmissione di elettricità in entrambe le direzioni e ponendo fine all’isolamento energetico dell’isola. I circa 900 km di cavi sottomarini, e la profondità del loro collegamento, di 3 km sotto il livello del mare, stabiliscono nuovi record per progetti di questo genere. Il nuovo investimento Ue – pari a 657 milioni di euro – è una continuazione del sostegno finanziario e politico del progetto EuroAsia, e si aggiunge ai 100 milioni di euro già concessi nell’ambito del Recovery and Resilience Facility (RRF), il più importante componente del Next Generation EU (NGEU), il Piano per la ripresa dell’Europa.

Gli altri progetti finanziati: beneficiarie la regione Baltica, la Scandinavia e l’Europa sudorientale

Tra i progetti finanziati dal Connecting Europe Facility (CEF), la seconda fase della sincronizzazione baltica. Un totale di 170 milioni di euro per il rafforzamento della rete in Polonia e il potenziamento delle infrastrutture di trasmissione in Lituania, Lettonia ed Estonia. Il progetto Baltic Synchronization, che ha già ricevuto finanziamenti nell’ambito dei precedenti bandi CEF, vuole contribuire all’integrazione del sistema elettrico degli Stati baltici con altre reti europee.

Altra regione strategica che beneficerà dell’intervento europeo è la Scandinavia, dove il progetto Aurora Line sosterrà, con un finanziamento di 127 milioni di euro, lo sviluppo di una terza linea di trasmissione tra Svezia e Finlandia, al fine di aumentare la capacità di trasmissione elettrica tra i due paesi. Altri 4 milioni di euro sono stati assegnati alla seconda fase del progetto Northern Lights, per lo studio della capacità di trasporto e stoccaggio di CO2 in Norvegia, aperta ai distretti industriali di tutta l’Unione Europea.

Per ultimo, il progetto Chiren Expansion, con un fondo di 78 milioni di euro, incrementerà la capacità di stoccaggio di gas in Bulgaria. Il progetto, strategico per la sicurezza regionale dell’approvvigionamento nell’Europa sudorientale, vuole contribuire anche alla riduzione dei costi di approvvigionamento del gas, e alla graduale eliminazione del carbone nella regione, facilitando la transizione verso l’energia pulita.

Sarà da vedere ora che l’Unione Europea ha ammesso il gas e il nucleare nella tassonomia “green” delle sue politiche, quanto questa energia sarà davvero pulita, e a quali costi.