‘CHIAMATA ATTIVA’ CONTRO IL PICCO DELL’INFLUENZA

I dati dell’Istituto Superiore di Sanità ci avvertono che il picco della malattia non è ancora arrivato: imperativo vaccinarsi.

SALUTE
Cristina Nati
‘CHIAMATA ATTIVA’ CONTRO IL PICCO DELL’INFLUENZA

I dati dell’Istituto Superiore di Sanità ci avvertono che il picco della malattia non è ancora arrivato: imperativo vaccinarsi.

L’influenza stagionale è una malattia respiratoria contagiosa, causata da virus influenzali che, come sappiamo, nel nostro Paese si manifesta annualmente soprattutto nei mesi freddi, ma sono possibili episodi occasionali anche al di fuori dei mesi invernali.

In questo periodo l’allarme dei medici sta crescendo per l’aumentato numero di ricoveri in tutta Italia, che sta aggravando la già complicata situazione dei Pronto Soccorso, determinando in modo preoccupante l’allungamento i tempi di attesa dei pazienti che necessitano di un ricovero.

Infatti, dopo il boom della scorsa settimana con un milione di italiani a letto, è ancora difficile prevedere quando ci sarà il vero e proprio picco, anche se è molto probabile che nelle prossime settimane i virus respiratori circoleranno ancora in modo sostenuto. Anche se per ora il numero dei casi resta alto, è ancora sostanzialmente stabile.

Lo confermano i dati dell’ultimo bollettino della sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità.

Influenza

Mentre riguardo al Coronavirus gli indicatori mostrano segni di calo, in questo momento è l’influenza a preoccupare maggiormente e a determinare una forte pressione sulle strutture ospedaliere, affiancata da una forte presenza di bronchiolite nei bambini piccoli, provocata dal virus respiratorio sinciziale.

influenza

“Più è elevato il numero dei casi, più è probabile che qualcuno finisca in ospedale” afferma il Prof. Pregliasco, Direttore scientifico di Osservatorio Influenza, Direttore della scuola di specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva dell’Università di Milano e Direttore sanitario d’azienda dell’Irccs ospedale Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano.

“È importante sostenere in ogni modo la vaccinazione antinfluenzale, – continua il Prof Preglisco – che risulta essere l’arma più efficace a nostra disposizione per ridurre la diffusione di queste patologie che, soprattutto per le categorie a rischio, possono essere causa di grave sofferenza e di potenziale rischio di vita”.

L’imperativo per le istituzioni e la sanità pubblica, quindi, è quello di realizzare iniziative atte a promuovere maggiormente la vaccinazione antinfluenzale e aumentare così le coperture a livello nazionale.

Chiamata attiva

Una delle strategie possibile è quella di dare impulso alla ‘chiamata attiva’ dei soggetti candidabili alla vaccinazione, attivando il più possibile i medici di base, ma anche di farmacisti, specialisti, infermieri e associazioni di pazienti.

In Italia la chiamata attiva, attualmente, viene applicata solo per le vaccinazioni dell’infanzia. Mentre per le vaccinazioni dell’anziano, dell’adulto e delle categorie a rischio, non viene attuata in maniera sistematica e strutturale.

È per lo più lasciata all’iniziativa della singola Regione o del singolo medico.

Dal momento che invece risulta essere lo strumento di maggiore comprovata efficacia, ad aumentare i tassi di copertura vaccinale, è opportuno promuoverne l’implementazione.

Riuscire a portare la popolazione a vivere la vaccinazione più come un’opportunità che come obbligo, è un obiettivo raggiungibile attuando strategie e non sempre costose.