CIAK SI GIRA A CRACO, IL BORGO FANTASMA

Abbandonato tra gli anni ’50 e ’60, rinasce attraverso una card e una guida locale che accompagna i visitatori in un tour storico ed emozionale in una location privilegiata di tanti film.

TURISMO
Valentino De Luca
CIAK SI GIRA A CRACO, IL BORGO FANTASMA

Abbandonato tra gli anni ’50 e ’60, rinasce attraverso una card e una guida locale che accompagna i visitatori in un tour storico ed emozionale in una location privilegiata di tanti film.

A volte l’arrivo della modernità sembra poter rompere equilibri millenari, segreti patti che la storia ha stretto col territorio affinché la pietra possa narrare per sempre delle leggende.
È il caso di Craco, in provincia di Matera, assolato paese che domina dalla sua bianca collina le aride fiancate dei calanchi. Nato forse come Graculum, divenne un importante feudo durante la dominazione Normanna ed il Medioevo ha lasciato nel borgo tracce evidenti attraverso i bei palazzi di pietra locale come la Torre con il Castello circostante nel quale vennero rinchiusi i lombardi fatti prigionieri per ordine di Federico II di Svevia.

L’abbandono del borgo avvenne purtroppo in età moderna: si dice infatti che a seguito della realizzazione di alcune infrastrutture si sia messo in moto un movimento franoso che tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso rese inagibile l’abitato, costringendo la popolazione ad un trasferimento coatto verso una nuova destinazione, Craco Peschiera.
Per tanti anni il prezioso patrimonio storico ed umano del territorio lucano ha rischiato di perdersi per incuria ed un certo concetto di modernità che sembrava mal conciliarsi con la conservazione, ma per fortuna in anni recenti le amministrazioni locali hanno capito l’inestimabile valore che avevano la fortuna di ospitare.

Sono stati così creati due percorsi in sicurezza che conducono il visitatore tra le splendide rovine del paese: in 2 ore è possibile, attraverso l’acquisto della “Craco Card” essere condotti da una guida locale in un tour storico ed emozionale (da giugno 2021 le visite sono sospese causa Covid. Si spera riprendano al più presto, ndr).


Uso questo aggettivo non in maniera casuale poiché a Craco sono legate alcune delle pagine più belle del cinema italiano ed internazionale: “Cristo si è fermato ad Eboli” del regista Francesco Rosi ad esempio ha scelto Craco non solo come location, ma anche come sfondo per la propria locandina.
Quando Mel Gibson dovette scegliere l’ambientazione di una scena del suo “The Passion” non ebbe dubbi: il suicidio di Giuda, l’apostolo traditore che dopo aver riscosso il denaro viene assalito dai rimorsi di coscienza fino a scegliere d’impiccarsi, doveva ambientarsi tra la strade solitarie del paesino lucano.
Per continuare poi in campo internazionale anche la saga di 007 si è fermata a Craco per girare alcune scene di “Quantum of Solace”, 22° capitolo della storia della spia più famosa del Mondo.

Ovviamente Craco non poteva mancare nel percorso artistico del conterraneo Rocco Papaleo che nel 2010 decide di omaggiare la sua regione con un viaggio on the road (anzi by feet, visto che decide di percorrere la distanza che separa le sue coste a piedi) debuttando alla regia con “Basilicata Coast to coast” in cui Craco sarà una tappa per la bizzarra combriccola di protagonisti.

L’elenco delle pellicole che hanno scelto questo borgo fantasma come sfondo per ambientare le proprie storie sono tante (menzione speciale per il King David di Bruce Beresford del 1985), ma non è solo la settima arte ad animare la voglia di muoversi verso la Lucania per riscoprire questo borgo.
Tra sapori, cultura e tradizioni, Craco merita di essere conosciuta e valorizzata, senza nessun cartello all’ingresso del paese a vietarne l’accesso.
Al contrario, riaprire Craco a tutti i visitatori deve essere un segnale tangibile di ripresa del settore turistico nel Sud Italia e non solo.