CIBO CONTAMINATO: PERICOLO PER SALUTE E AMBIENTE

Uno studio statunitense rivela il nesso tra regime alimentare e livelli di sostanze chimiche nocive nel sangue.

SALUTE
Pamela Preschern
CIBO CONTAMINATO: PERICOLO PER SALUTE E AMBIENTE

Uno studio statunitense rivela il nesso tra regime alimentare e livelli di sostanze chimiche nocive nel sangue.

I cibi e le bevande che consumiamo possono influenzare il livello di composti chimici permanenti nel sangue. Lo rileva uno studio condotto negli Stati Uniti alla Keck School of Medicine, il primo a esaminare questa relazione.

Lo studio e i suoi risultati

La ricerca è stata condotta su un campione di oltre 700 individui a cui sono state poste una serie di domande riguardo le loro abitudini alimentari, tra cui la frequenza e la qualità di pasti fuori casa e del consumo di alcuni cibi e bevande come verdure, pane, preparati a uso sportivo a base di latte o thè, informazioni utili a rilevare l’esposizione a cibi confezionati, una fonte comune di sostanze per-e polifluoroalchiliche (cosiddette PFAS). A seguire le persone sono state sottoposte ad analisi del sangue per rilevare la presenza di PFAS nel sangue.

Dai dati raccolti è emerso che il consumo di elevate quantità di tè, carni lavorate e cibi preparati fuori casa è associato ad un aumento nel tempo dei livelli di PFAS nel corpo; inoltre è risultato che i partecipanti che avevano consumato più tè, hot dog e carni lavorate avevano livelli di PFAS più elevati.

Interessante è stato scoprire che alcuni alimenti erano associati a livelli di PFAS elevati solo quando venivano preparati fuori casa; ciò induce gli esperti a pensare che l’aumento di sostanze chimiche permanenti il problema sia nella confezione e che il livello di contaminazione dipenda dal ricorso alla chimica nel processo di produzione di alcuni cibi e bevande come le bustine di thè e le carni lavorate

Va notato che anche gli alimenti considerati piuttosto sani possono essere contaminati, indicano gli autori della ricerca, e che il cambiamento della dieta nel tempo può realisticamente influenzare i livelli di PFAS.

contaminazione alimentare da PFAS

Gli PFAS e i loro effetti su salute e ambiente

Le sostanze per-e polifluoroalchiliche sono nocive in quanto possono alterare gli ormoni, indebolire le ossa, aumentare il rischio di alcune patologie ed essere responsabili di tumori, difetti congeniti, malattie renali e altri gravi problemi di salute. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha indicato un aumento dei livelli di colesterolo  e altri studi hanno mostrato alterazioni a livello di fegato, tiroide, del sistema immunitario e riproduttivo. L’Agenzia ha fissato una soglia settimanale di sicurezza per queste sostanze perfluoroalchiliche: 4,4 nanogrammi per chilogrammo di peso corporeo.

Attualmente sono note oltre 4.000 sostanze appartenenti a questa famiglia, molto utilizzate nell’industria, resistenti ai processi di degradazione grazie alla presenza di legami molto forti tra atomi di fluoro e carbonio ma anche idrorepellenti e oleorepellenti.

Le fonti di contaminazione alimentare da PFAS includono: confezioni di cibi (soprattutto quelle in plastica), pesticidi, acqua del rubinetto, fertilizzanti. Ma anche pentole antiaderenti, detergenti, lucidanti per pavimenti e vernici al lattice, come emulsionanti, tensioattivi o agenti umettanti. Inoltre, alcuni PFAS sono utilizzati alla fine del processo di produzione per trattare tessuti, rivestimenti, tappeti e pelle, scarpe e indumenti per renderli impermeabili o resistenti all’olio e alle macchie, compresi negli articoli medicali per impianti/protesi mediche e per prodotti come teli e camici chirurgici.

L’elenco non finisce qui: gli PFAS si trovano infatti anche nella placcatura di metalli, nella lavorazione del petrolio e produzione mineraria, in quella di carte e imballaggi oleorepellenti, nel settore aeronautico, aerospaziale e della difesa, per la produzione dei vari componenti meccanici; nel settore automobilistico, per migliorare i sistemi di erogazione del carburante e per prevenire infiltrazioni di benzina; nella produzione di cavi e cablaggi, grazie alla bassa infiammabilità; nell’edilizia, per rivestire materiali che diventino resistenti agli incendi o agli agenti atmosferici (come tessuti di vetro, piastrelle, lastre di pietra, cemento o metalli). Inoltre, sono utilizzati come additivi nelle pitture, nel settore elettronico, grazie alle proprietà idrorepellenti, in quello energetico, per coprire collettori solari e migliorare la loro resistenza agli agenti atmosferici e nei prodotti antincendio, come schiume ed equipaggiamenti.

cibo contaminato da di composti chimici permanenti

I PFAS sono dannosi non solo per la salute umana anche per l’ambiente, essendo sostanze mobili, oltre che resistenti e tossiche.

Riguardo agli effetti sull’ecosistema non esistono ricerche approfondite e precise in quanto non provocando effetti negativi gravi e immediati ed essendo utili per le produzioni industriali, sono utilizzati in modo massiccio, sottovalutando il loro accumulo nell’ambiente (suolo e acqua e aria). Eppure queste sostanze si accumulano nell’ambiente dove permangono negli anni e le loro molecole piccole e volatili raggiungono l’atmosfera, danneggiando l’ozono.

Come limitare i danni

Il professor Emilio Benfenati, responsabile del Dipartimento di Ambiente e Salute dell’IRCCS Mario Negri di Milano ci rassicura sostenendo che attualmente non siamo in una situazione di emergenza, ricordandoci però che dobbiamo intervenire oggi per conteneredanni futuri, prendendo decisioni lungimiranti che coinvolgano non solo la politica, ma anche l’industria.

Come farlo? Per limitare i problemi ambientali e di salute causati dai PFAS bisognerebbe, aggiunge il Professore, individuare sostituti dei PFAS, ossia sostanze che abbiano un minore impatto sull’ambiente e sulla salute, preservando la loro utilità in ambito industriale. Come per la questione del  cambiamento climatico  occorre investire nella prevenzione, considerando gli effetti a lungo termine delle sostanze utilizzati.

Non c’è da allarmarsi ma essere consapevoli delle sostanze che quotidianamente vengono utilizzate e operare scelte intelligenti che non tengano conto solo delle motivazioni industriali e del profitto ma anche della salute umana e ambientale.